Federico Buffa lascia Sky Calcio Show, perché?


Sorpresa, negativa, per i telespettatori (e abbonati Sky) di Sky Calcio Show ieri pomeriggio. Il programma di Ilaria D'Amico che accompagna i calciofili nel commento del campionato di Serie A perde il suo nuovo protagonista, Federico Buffa. Proprio da questa stagione Buffa era stato promosso nel ruolo che era stato per diverse stagioni di Mario Sconcerti mentre l'ex direttore del Corriere dello Sport, senza diminutio per la sua posizione, è stato dirottato su altre trasmissioni.

Buffa, opinione personale, è il miglior opinionista sportivo italiano. L'apporto che è in grado di dare ad una trasmissione tv è straordinario: uno stile inconfondibile, direttamente mutuato da quello dei migliori cronisti americani (lui che proviene dal commento del Basket NBA), una conoscenza enciclopedica, la capacità di snocciolare aneddoti che rendono la sua narrazione completamente "diversa", in positivo, rispetto a qualunque collega.

Durante l'estate Buffa ha presenziato spesso e volentieri nei programmi di commento della Copa America, così come nello Speciale Calciomercato di Alessandro Bonan, e il suo approdo a Sky Calcio Show rappresentava un significativo valore aggiunto rispetto a quello di un Massimo Mauro o di un Billy Costacurta. Nessuna offesa per l'ex calciatore del Milan, ma Buffa è semplicemente di un altro pianeta e si sarebbe presto integrato alla perfezione in una trasmissione che finisce (quasi inevitabilmente) per appiattirsi sulla banalità atavica delle dichiarazioni post-partita degli allenatori e dei giocatori in attività.

Purtroppo però già da ieri, vale a dire dopo una sola puntata, Buffa non era in studio sostituito da Luca Marchegiani. La D'Amico, mentre veniva inquadrato il pubblico, gli ha regalato una sola frase "fatemi abbracciare qualcuno che è a casa, Federico Buffa". Le parole della conduttrice non hanno chiarito se il giornalista era assente per un impegno momentaneo o si trattava di un "commiato" definitivo. Istintivamente veniva da pensare alla prima ipotesi proprio perché un addio avrebbe meritato quantomeno una spiegazione.

Oggi sul Corriere.it è stato pubblicato un pezzo a firma di Renato Franco che parla di una rinuncia volontaria di Buffa. Pur senza attribuirgli virgolettati si legge:

Buffa non si sente adatto alla trasmissione, troppo repentino il passaggio nel calcio che conta per uno che, ha confessato, vive il pallone come una passione e non una professione (è telecronista dell'Nba per Sky), troppa l'esposizione mediatica.

Fosse realmente così sarebbe un enorme peccato. Il sospetto (o la malignità, se preferite) è che dietro questa sua decisione ci siano le reazioni di qualcuno durante e dopo la prima puntata. Rivedendosi una volta tornato a casa gli sarà stato impossibile non notare le risatine del duo Costacurta - Mauro mentre rivolgeva una domanda in un perfetto spagnolo all'allenatore della Roma Luis Enrique.

La scena ricordava un po' quelle a cui si può assistere alle elementari quando lo studente brillante viene messo in ridicolo e schernito dai compagni di classe bellocci di fronte alla classe. L'imbarazzo era evidente, ma per il comportamento dei due "bulletti", non certo per Buffa. Decisamente più interessante ascoltare una singola domanda di un opinionista che cerca di entrare in un dialettica con un neo protagonista del nostro calcio nella sua lingua piuttosto che un centinaio delle banalità con le quali Massimo Mauro infesta da anni le trasmissioni e le telecronache di Sky Sport.

Un'ultima notazione, infine, la merita proprio l'articolo di Franco. Da genuino ammiratore del giornalista ho trovato personalmente sgradevole, e poco informata, la parte nella quale si definisce Buffa un "Nessuno" diventato "Qualcuno" in poco tempo. Buffa non è "un emergente", ma un giornalista che da più di 20 anni si occupa ai massimi livelli di Basket NBA e NCAA, autentico divulgare di questo sport nel nostro paese insieme al collega e compagno di telecronache Flavio Tranquillo. Inoltre, dal 2003, è stato protagonista di una rubrica fissa su Milan Channel, canale ufficiale della squadra rossonera. Il mestiere di opinionista sportivo non è la sua unica attività lavorativa (è un avvocato), ma non per questo è il caso di etichettarlo come un "Nessuno" in un ambiente che avrebbe un disperato bisogno di professionisti con le sue capacità.

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