Zero Hour, su Fox il drama cospirativo che ha provato ad incuriosire gli americani senza riuscirci

Su Fox (canale 111 di Sky) Zero Hour, la serie tv con Anthony Edwards che torna in tv nei panni di Hank, direttore di una rivista, alla prese con una cospirazione pericolosa

Un drama cospirativo, con tracce di mistery ed azione: si può definire così “Zero Hour”, la nuova serie tv in onda da questa sera alle 21:00 su Fox (canale 111 di Sky), andata in onda con scarso successo quest’inverno sulla Abc, tanto da essere cancellata dopo soli tre episodi (i rimanenti stanno andando in onda in queste settimane).

Non sono serviti i due nomi prestigiosi coinvolti nel progetto: uno è Paul Scheuring, il creatore di “Prison Break” che ha scritto e prodotto questo show. L’altro è Anthony Edwards, noto al pubblico per essere stato il Dr. Greene in “E.r.”, ora nei panni del protagonista Hank.

Direttore di una rivista specializzata nello sfatare i miti e rivelare cospirazioni, Hank si ritrova nel mezzo di un complotto antico e pericoloso quando la moglie Laila (Jacinda Barrett), proprietaria di un negozio di orologi, viene rapita. Hank si trova così a dover indagare su una cospirazione in atto da secoli, scoprendo una profezia imminente che coinvolge il mondo intero.

Ad aiutarlo, troviamo Rachel (Addison Timlin) ed Arron (Scott Michael Foster, Cappie in “Greek”), redattori della sua rivista, mentre Beck (Carmen Ejogo) è un’agente di polizia che si troverà a dover violare le regole per aiutare il protagonista a ritrovare Laila.

“Zero Hour” parte con delle buone premesse, quella della cospirazione che affonda le proprie radici nel tempo passato (fin dalle prime scene del primo episodio) e ci porta in un mondo in cui i segreti passano attraverso mappe e codici nascosti e difficilmente decifrabili. La parte mystery, inevitabile, aggiunge suspance al tutto, ma allontana anche quel pubblico che, forse, vorrebbe avere delle risposte immediate.

Il vero difetto della serie, però, sembrano proprio i protagonisti, che corrono troppo da una parte all’altra del mondo, senza rendersi davvero interessanti agli occhi del pubblico, nonostante il clima internazionale dello show riveli un senso di cospirazione che avrebbe potuto rendere questa serie qualcosa di davvero nuovo.

“Zero Hour”, dal punto di vista degli ascolti, non è mai scesa sotto i cinque milioni di telespettatori, ma a diminuire è stata la fascia tra i 18 ed i 49 anni, evidentemente poco interessata ad un tema del genere, complesso e che richiede maggiore attenzione rispetto alle altre serie tv.



Zero Hour

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