Prism, previsto non solo da Person of Interest, ma anche da I Simpson (video)

La notizia dell’esistenza di Prism, il sistema di sorveglianza americano, ha fatto discutere anche per via della previsione fatta nella serie tv Person of interest. Prima ancora, nel film de I Simpson Lisa temeva che le conversazioni degli americani fossero ascoltate dalla Nsa

Le prove che Prism, il programma di sorveglianza della Nsa che tanto ha fatto discutere sulla questione della privacy negli scorsi giorni, non fosse poi così impensabile, arrivano dalla tv. L’esempio più evidente è quello, citatissimo dai giornali dopo lo scoppio dello scandalo, di “Person of interest”.

La serie tv della Cbs, in onda da due stagioni, ha il suo punto forte nell’esistenza di una Macchina, inventata dal genio del computer Finch (Michael Emerson), che riesce ad entrare nei sistemi di comunicazione, siano telefoni, mail e sistemi di videosorveglianza analizzando i comportamenti di ogni singolo individuo, fino a determinare chi possa essere coinvolto in un crimine futuro.

Sebbene la Macchina non riveli se la persona presa in esame sia la vittima o il carnefice (a questo deve pensarci l’ex soldato Reese, interpretato da Jim Caviezel), il debutto di “Person of interest” provocò dei dibattiti sulla possibilità o meno che il Governo potesse davvero ordinare la costruzione di uno strumento così invasivo. Un’ipotesi che, ai tempi, molti definirono improbabile, ma che Jonathan Nolan, creatore della serie, è riuscito a rendere fattibile, unendo alla tematica (ex)fantascientifica della presenza della Macchina la componente poliziesca delle indagini di Reese.

Non è un caso che “Person on interest” abbia alla spalle J.J. Abrams, nei panni di produttore esecutivo: il co-creatore di “Lost”, “Alias” e “Fringe” si è sempre distino, nelle sue idee, per la volontà di spingersi oltre l’ordinario, creando mondi tanto lontani da noi quanto, in alcuni casi, probabili.

Se dalle visioni futuristiche di Abrams, però, ci saremmo potuti aspettare un tale azzardo, sono ancora una volta “I Simpson” ad aver scherzato ed intravisto la possibilità che il Governo mettesse insieme un macchinario così potente e presente nelle vite delle persone come il Prism. Ovviamente, alla loro maniera.

Non succede in un episodio del cartone animato, ma nel film, uscito nel 2007 (lo stesso anno nel quale, pare, il Prism è entrato in funzione). Mentre Marge, Bart e Lisa stanno cercando di raggiungere Seattle per svelare il piano dietro al quale il Governo vuole distruggere Springfield (rinchiusa da una cupola all’inizio del film), Lisa avverte la madre che non è il caso di parlare della situazione ad alta voce:

“Non so che ne dovreste parlare ad alta voce”

Ma Marge non crede che qualcuno li stia ascoltando:

“Oh, Lisa, non è che il Governo stia ascoltando le conversazioni di tutti”

Il controllore del treno sul quale i tre viaggiano, però, svela subito il contrario: le parole di Marge attivano una sorta di antenna che invia la discussione all’Nsa dove centinaia di impiegati stanno ascoltando davvero le conversazioni degli americani, senza fino a quel momento trovarne di interessanti.

“I Simpson”, ancora una volta, anticipano i tempi e scherzano con una realtà fattibile ma, ai tempi, difficilmente immaginabile potesse diventare realtà. E la tv, scherzando ed ipotizzando le situazioni più improbabili, è sempre più una sfera di cristallo da cui attingere per sapere come saremo e come sarà il mondo che ci circonda.

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