Giovanni Toti a TvBlog: “Da oggi parte il nuovo Studio Aperto. Santoro senza le polemiche in Rai? Come un corridore senza gambe”

Il direttore di Studio Aperto intervistato da TvBlog racconta il restyling del tg di Italia 1

di share,


A partire da oggi 21 giugno 2011, come vi abbiamo mostrato ieri con le prime immagini, il telegiornale di Italia 1 Studio Aperto si rinnova. Nuova grafica, nuova sigla e nuova scenografia. TvBlog ha intervistato il direttore Giovanni Toti che in anteprima ci ha svelato le novità di questo restyling. Il primo evento che il nuovo Studio Aperto seguirà sarà il matrimonio del Principe Alberto di Monaco il 2 luglio. Toti inoltre ci ha parlato del nuovo settimale Tabloid, ha ribadito di voler mantenere Cotto e Mangiato nonostante la dipartita a La7 di Benedetta Parodi e ha detto la sua sul caso Santoro. Una lunga intervista che vi consigliamo perchè ricca di spunti interessanti. Buona lettura!

Da oggi Studio Aperto si rinnova: nuova grafica, nuova scenografia. Cosa cambierà esattamente?

“Cambia lo studio innanzitutto. E’ un grosso investimento che ci rende orgogliosi che l’editore ha voluto fare su Studio Aperto e che stiamo peraltro ripagando con settimane di ascolti record. Sarà uno studio molto moderno, simile nei colori al precedente, ma molto più grande. Ci sarà una grande scrivania quadrata che potrà ospitare fino a sei ospiti e dietro al conduttore due grandi schermi retroproiettati all’avanguardia provenienti dalla Danimarca. Avremo la possibilità di fare approfondimenti con ospiti in studio e la possibilità di effettuare diverse inquadrature per cambiare la posizione del conduttore. Posso anticiparvi che saremo in onda per Mediaset da questo nuovo studio sabato 2 luglio per seguire in diretta il matrimonio di Alberto Di Monaco”.

Per quanto riguarda la conduzione invece ci saranno delle innovazioni?

“No, la conduzione resterà invariata. L’unica micro-innovazione che ci sarà è che il tg della domenica verrà condotto in piedi da una giornalista. Si dovrebbe chiamare Studio Aperto – La Domenica, così come il Times fa Sunday Times. Un’edizione un po’ più friendly verso il telespettatore, più dialogata, direi più ‘settimanalizzata’”.

Il tg che lei dirige è molto seguito da un pubblico giovane. Questa innovazione prevede anche di utilizzare i social network?

Studio Aperto – Foto dell’edizione delle 12:25 del 21 giugno 2011
Studio Aperto - Foto dell'edizione del 21 giugno 2011
Studio Aperto - Foto dell'edizione del 21 giugno 2011
Studio Aperto - Foto dell'edizione del 21 giugno 2011
Studio Aperto - Foto dell'edizione del 21 giugno 2011

Giovanni Toti nel nuovo Studio Aperto
Il tg che lei dirige è molto seguito da un pubblico giovane. Questa innovazione prevede anche di utilizzare i social network?

“Sicuramente. Nel tg della domenica inaugureremo una rubrica dal titolo “Sotto i 30“, dove daremo spazio a tutti i fenomeni del web. Intervisteremo blogger, scrittori del web, giovani artisti della rete, protagonisti di filmati esilaranti che tanto ci fanno sorridere quando li vediamo. Saranno interviste che verranno effettuate senza uscire dalla redazione, via Skype. Una finestra di visibilità larga come può ancora dare la tv generalista al mondo del web che resta ancora un po’ di nicchia”.

In queste ultime settimane Studio Aperto ha raggiunto record di ascolti di oltre tre milioni, numeri in controtendenza rispetto agli altri tg (TgLa7 escluso) calati in relazione allo scorso anno.

“Nella settimana che si è appena conclusa, nell’edizione delle 12:25 abbiamo raggiunto una media d’ascolto del 24,7% sugli individui e 3.165.000 telespettatori mentre l’edizione serale nonostante un traino molto basso è arrivata al 10,8% con 1.095.000 telespettatori. Per dare un’idea, la settimana dal 12 al 18 giugno 2010 avevamo fatto di giorno il 22,83% e la sera, il 9,6%”.

A cosa è dovuto secondo lei questo risultato? Al fatto che in estate il pubblico ha più voglia di un tg veloce, snello e meno paludato?

“Non è una questione di stagione, le abitudini di consumi sono uguali a quelle dello scorso anno. Mediamente la tv generalista e gli altri tg in questo anno, grazie alla spinta dei competitors, del digitale terrestre e degli altri canali, hanno perso qualcosa, noi invece abbiamo guadagnato. Probabilmente la nostra formula continua a piacere nonostante l’assedio dei nuovi media”.

Giovanni Toti nel nuovo Studio Aperto
Che target raggiunge Studio Aperto?

“Un pubblico estremamente giovane. Pensi che nel target commerciale l’edizione delle 12:25 arriva al 30,1% e in termini di share risulta il primo tg dell’ora di pranzo. Se andiamo sotto i 35 anni le percentuali crescono ancora, ci rivolgiamo a giovani donne e uomini ma poi ci guardano un po’ tutti”.

A proposito dei contenuti, voi come tanti tg vi siete occupati in questi ultimi mesi di molta cronaca e ultimamente c’è stata una polemica molto forte del direttore del TgCom Paolo Liguori circa l’utilizzo in stile reality di questi delitti efferati nei tg e nei programmi di approfondimento. Qual è la sua opinione?

“Liguori fa bene a richiamare i giornalisti ad una politica di rigore, soprattutto quando si affrontano dei casi di cronaca molto controversi e su cui l’opinione pubblica è molto sensibile e molto impressionabile. Devo dire che sui casi aperti, da Avetrana a Brembate a Melania, non credo che siano stati i giornalisti a fare male il loro lavoro, piuttosto gli investigatori e i magistrati che ancora ci devono consegnare un colpevole certo. I giornalisti bene hanno fatto a tenere le telecamere accese su quei casi che altrimenti sarebbero stati dimenticati e nessuno avrebbe pagato come purtroppo accade con tanta cronaca in Italia”.

Non crede però che il suo tg, proprio perchè indirizzato ad un pubblico giovane, non dovrebbe sottrarsi anche ad esporre temi complessi con una funzione didascalica, invece di scegliere la notizia che attiri solo per la sua morbosità?

“Non scelgo le notizie perchè attirano, però sono contrario alla televisione etica, tipica di uno stato totalitario. La tv non deve educare le persone, a questo ci devono pensare istituzioni ben più importanti quali la famiglia, la scuola, l’Università e le comunità di lavoro. La televisione deve dare le notizie; il mestiere del giornalista è raccontare a chi torna a casa quello è accaduto di importante in questo Paese su cronaca, politica o economia. Spesso privilegiamo la cronaca sulla politica, ma non la rifuggiamo. Non mi piace quando la politica serve a far vedere le facce di onorevoli in televisione. Quando invece c’è un fatto come ad esempio la riforma fiscale che interessa tutti, facciamo servizi e titoli, così come abbiamo seguito il raduno di Bossi a Pontida e come seguiremo la fiducia di Berlusconi alle Camere”.

Politicamente il suo tg è accusato di essere schierato con il centrodestra. E’ così?

“In Italia è semplice etichettare le persone appena non sono omologate a sinistra. Appena uno cerca di fare un telegiornale che sia moderato, liberale e anti-giustizialista o garantista come io ritengo di essere, si viene qualificati come berlusconiani. Spiace che nel nostro Paese tutti credano che solo Berlusconi sia moderato, liberale e garantista. Vorrei piuttosto vedere molti più politici così”.

Tabloid - Monica Gasparini, Silvia Carrera, Monica CoggiDal 28 giugno Studio aperto con Claudio Brachino di Videonews lancia il settimanale Tabloid per cinque puntate. Come sarà? Qualcuno già lo definisce il nuovo Lucignolo…

“Non ho nulla contro Lucignolo anche perchè ci ho lavorato con Mario Giordano e credo sia stato uno dei prodotti più innovativi della televisione italiana, ma Tabloid sarà diverso. L’idea di fondo è quella di portare i tabloid inglesi, ossia il quotidiano popolare come “The Sun” o “News of the World” in televisione. Sarà in diretta e sarà condotto da tre giornaliste, Monica Gasparini, Silvia Carrera e Monica Coggi, inviata di Videonews. Ci saranno servizi di cronaca, collegamenti in diretta, gossip, ma anche inchieste destinate a far discutere. Nella prima puntata, andando in onda un giorno prima della scomparsa un anno fa di Pietro Taricone, ricorderemo questo concorrente storico del Grande Fratello, ma poi faremo un’inchiesta sui falsi cibi biologici e quando spendono gli italiani per mangiare male. Torneremo ad occuparci di Avetrana e ci dedicheremo allo scandalo del calcio, non solo dal punto di vista giudiziario. Avremo ospiti in studio ma non faremo un talk, il punto di forza del programma saranno le immagini e i servizi”.

Parlando di altri prodotti vostri, Cotto e mangiato perde Benedetta Parodi che approda a La7. Continuerà senza di lei?

“L’idea mia e dell’editore è quella di continuarlo perchè è un patrimonio della testata che non può legarsi ad una faccia anche se fino ad oggi è stato ben identificato con Benedetta Parodi. Le faccio i migliori in bocca al lupo per la sua nuova avventura, oggi sostituirla non sarà facile, stiamo riflettendo a 360 gradi per trovare un nuovo conduttore o conduttrice. Il programma chiude per l’estate come sempre, abbiamo un paio di mesi per chiarirci le idee”.

Su La7 secondo lei arriverà anche Michele Santoro?

“Onestamente non credo, visto le sue ultime dichiarazioni. E’ un conduttore tipico da televisione pubblica, vive delle polemiche che la sua trasmissione suscita. Santoro senza polemiche è come un corridore senza gambe. Lo ritengo uno dei migliori anchor-man non solo in Italia, faziosissimo ma bravissimo. Secondo me tornerà in Rai con un nuovo accordo, spero proprio che non scompaia della tv. Se dovesse approdare a La7 spero che questa rete non si riduca ad essere una riserva indiana dei duri e puri, quelli che guardano dall’alto in basso. Come dice il nostro presidente Confalonieri, la forza di un gruppo editoriale è la polifonia, come infatti c’è qui a Mediaset”.

Per concludere, abbiamo detto che il suo tg è in controtendenza rispetto agli altri per gli ascolti. Ma anche quello condotto da Enrico Mentana, il tgLa7 sta ottenendo grandi risultati. Mentana con lei non era stato benevolo riguardo ad una rubrica del settimanale “Tv Sorrisi e Canzoni”. Come sono oggi i vostri rapporti?

“Gli ho mandato qualche sms di in bocca al lupo prima che andasse in onda e lui mi ha risposto dicendo che era molto gradito. Ho visto che in un paio di interviste mi ha riabilitato (ride ndr) dicendo che ho un buon senso dell’umorismo. Non credo francamente che uno come Mentana si occupi di Giovanni Toti come io d’altra parte mi occupo poco di lui. E’ uno dei più grandi professionisti d’Italia e sono contento che diriga bene un telegiornale”.

mb