LA TV TRASUDA SESSO… 1

Sono giorni tornado erotico dietro gli schermi televisivi. I giornali non raccontano tutto, sono soltanto la punta di moltissimi iceberg, ovvero erezioni senza posa o anche potenzialmente in resta. Ve ne siete accorti? Noi non guardiamo più la televisione, la subiamo; e viceversa la televisione guarda da noi e, attraverso le intercettazioni telefoniche e altre

Sono giorni tornado erotico dietro gli schermi televisivi. I giornali non raccontano tutto, sono soltanto la punta di moltissimi iceberg, ovvero erezioni senza posa o anche potenzialmente in resta. Ve ne siete accorti? Noi non guardiamo più la televisione, la subiamo; e viceversa la televisione guarda da noi e, attraverso le intercettazioni telefoniche e altre forme di indagine o spionaggio, ci subisce. Sono verifiche che possiamo fare tutti, comodamente. Ma rimandiamo, per il momento. L’eros non si spegne, la televisione trasuda sesso. Si sa, lo si ignora.
Domanda. Per andare oltre. Quante volte scegliamo di accendere il televisore per scegliere davvero qualcosa? Forse può accadere per vedere i tg o una partita di calcio che ci appassiona o un talk show in cui, sotto elezioni, si discutono o si dovrebbe discutere problemi e posizioni di interesse generale, o per assistere a un varietà se questo stesso varietà viene enfatizzato, come si dice, mediaticamente da tutta la stampa e cascami (è accaduto per fare un esempio a “Rock Politic” di Adriano Celentano, uno spettacolo molto ambizioso e per molti verso riuscito, annunciato come in un luna park e anche di più).
In genere, il televisore si accende per abitudine, lasciandolo correre o scorrere lungo le ore della giornata per rimbambire i bambini troppo vivaci, per garantirsi un sottofondo di rumori e voci più che di immagini, per tenere occupati gli anziani dopo che la badante se n’è andata, per stordire o rilassare noi stessi con questa o quella forma di intrattenimento o di infotainment, assunta dapprima acriticamente e poi inesorabilmente condannata (“questa merda di tv!”, quante volte lo abbiamo pensato o detto o sentito dire?).
Con queste idee in testa mi sono messo a lavorare a “Viziati 2“. Ho voluto, anzi voglio affrontare di petto la questione che scaturisce dalle cose appena dette; cioè, cercare di mettere ordine, diciamo, nella m…o nel magma che ci attrae e/o ci perseguita. Ho pensato di raccogliere documenti sugli ultimi venti-venticinque anni della televisione (in particolare della Rai) e di inventare un racconto in dieci puntate.
“Viziati 2” viene dopo “Viziati- Quanto ci hanno rovinato cinquant’anni di tv?“, un programma sempre in dieci puntate e venti capitoli andato in onda dal giugno 2005, il cui scopo era ed è quello di fare un bilancio non celebrativa e festeggiante di mezzo secolo di tv in Italia, ripeto, principalmente la televisione della Rai.
Il primo “Viziati” ebbe un successo inaspettato, raggiungendo ascolti più che rispettabili al punto che non è stato difficilissimo ottenere il via per un seguito. Ma il primo di questo tentativo, fuor dal comune ma individuando luoghi comuni, di guardare dentro la m…o il magma provocò anche delle polemiche, a mio avviso benvenute. La questione che si poneva, sotto le polemiche stesse, era la seguente: si possono usare i personaggi i programmi e i personaggi della tv come pezzi di una storia di tutti, scritta per tutti e da tutti (compresi gli spettatori), e si può fare di questa storia un vero e proprio cabaret? un cabaret che si trasformi una metafora semplice, diretta, ironica e comunque tellurica? Si può, si può, si rispondevo. E continuo a rispondere…
(1-segue)
ITALO MOSCATI

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