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Luca Telese su Current con le interviste Fuoriluogo, inseguendo i tacchi della Santanché

Luca Telese è in pieno fermento creativo e produttivo: presenta un nuovo programma e un nuovo libro. Da stasera, infatti, alle 23 va in onda sul canale 130 Sky Fuoriluogo, ossia ritratti di personaggi del nostro tempo. Intervistati da lui, ovviamente, che usa fare domande inopportune. Nel parlo con Telese al telefono mentre è in

di marina

Luca Telese è in pieno fermento creativo e produttivo: presenta un nuovo programma e un nuovo libro. Da stasera, infatti, alle 23 va in onda sul canale 130 Sky Fuoriluogo, ossia ritratti di personaggi del nostro tempo. Intervistati da lui, ovviamente, che usa fare domande inopportune.

Nel parlo con Telese al telefono mentre è in giro a presentare il suo nuovo libro Il marchese, la villa e il cavaliere (Aliberti ed. 17 euro) incarnazione in cartaceo di una delle sue tante ossessioni. Le altre si trasformano in immagini televisive e interviste. Ecco cosa ha risposto alle mie domande inopportune.

D.: Da stasera e ogni mercoledì sei in onda su Current con la tua nuova trasmissione Fuoriluogo, dove sostanzialmente intervisti personaggi famosi. Vuoi giocare a fare Antonello Piroso?

R.: Ma no! Penso sia un pazzo chi dice di fare un programma innovativo se propone interviste. Su La7 ho tante soddisfazioni e con Luisella conduco un programma importante (In Onda, Ndr). Su Current però ho un’altra dimensione, sono su una tv un po’ corsara. Seguo i personaggi nel loro habitat: in ufficio, a casa, nei bar che frequentano, mentre stringono le mani ai loro amici…

D.: Non potevi farlo su La7?

R.: Ma su La 7 già ci sono. Su Current esco dal frigorifero emotivo di uno studio Tv.

D.: Insomma, torni al vecchio mestiere della cronaca, si va in strada a cercare notizie.

R.: Un mio maestro dice: stare a sedere e andare a vedere. Ecco, fino a un certo punto sto a sedere, ma poi vado anche a vedere.

D.: Non giriamoci intorno: che share ti aspetti?

R.: Current fa un piccolo investimento, è chiaro che desideriamo un buon risultato. Diciamo che se andiamo sui 15/20mila stappiamo lo champagne!

D.: Quante puntate?

R.: Sono 10, da 40 minuti.

D.: E cosa speri di mostrare in 40 minuti?

R.: Tutto! 40 minuti in televisione sono un eternità!


D.: Il primo che intervisti è Maurizio Paniz.

D.: Penso di averlo conosciuto davvero solo dopo aver visto il suo studio. Mi ha raccontato la sua storia di come ha acquistato il suo ufficio, e poi quello del piano superiore e poi quello accanto…insomma mi sono reso conto di essere a Panizlandia. Ecco, lui è l’uomo che ha redatto la legge sul processo breve. Da quel momento in poi l’Italia è per forza di cose diversa.

D.: Cosa ti rimane in tasca dopo questo incontro?

R.: E’ stato un corpo a corpo, a volte anche con sangue. Ma mi resta l’aver fissato un pezzo di storia. io penso che in futuro la storiografia sarà fatta da documenti filmati, dalle immagini, dalle interviste. Molto può dire l’espressione del viso, racconta molto. Ecco a volte penso che se avessi filmato le interviste fatte a Cossiga, avrei in mano pezzi di storia.

D.: Chi intervisterai poi?

R.: Ho registrato l’intervista con Paolo Rossi. Abbiamo parlato di come cambia la comicità al tempo di Berlusconi, poi la Santanché. Non c’è prezzo per andare a vedere la sua scarpiera.

D.: Insegui i suoi tacchi a spillo?

R.: (ride) Be sì. ma al di la di tutto è stata capace di difendere Berlusconi.

R.: Ma quindi raccogli le storie perlopiù di politici dell’italietta. Perchè non pensi a incontri di più ampio respiro?

R.: Sono meridionale, terrone e orgoglioso di esserlo. Io amo l’italietta. Vorrei vedere la vasca da bagno della Parietti, e poi non intervisto solo politici, c’è Paolo Rossi che però si vede sottrarre il palco dai politici. E poi mi ha detto 3 cose geniali (che però non mi svela NdR).

D.: Ora sei anche in giro per presentare il tuo libro, Il marchese, la villa, il cavaliere.

R.: Si racconto la storia della Marchesa Casati Stampa e di quel delitto avvenuto nel 1970 a Roma, anno in cui sono nato. Il Marchese era proprietario di Villa San Martino a Arcore acquistata nel 1974 da Berlusconi.

D.: Mi raccontavi di questa tua ossessione per quel delitto…

R.: Amo le storie che cambiano la Storia e poi mi piacciono i gialli. In breve: furono trovati morti il marchese Casati Stampa, la moglie Anna e il giovane amante di lei Massimo Minorenti in un appartamento ai Parioli. Fu il primo scandalo sessuale, per cui cambiarono i costumi in Italia, si inventarono le strip, le strisce nere per mascherare foto che diversamente non erano pubblicabili. Nella casa del delitto furono trovate migliaia di foto in pose hard della Marchesa poiché il marito aveva l’abitudine di fotografarla mentre aveva rapporti sessuali con altri uomini. Fu la fine di un epoca per un certo tipo di tabù giornalistici e sessuali.

D.: Dunque una storia, che seppur marginalmente tocca l’altra tua ossessione Berlusconi.

R.: E anche la storia di Ruby, uno scandalo a sfondo sessuale che cambia i costumi dell’italia, per cui la morale non sarà più la stessa.

D.: E al posto delle strip compaiono le intercettazioni.

R.: Ma questa è una storia ancora tutta da scrivere.

D.: O da filmare…

R.: O da filmare certo.

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