RAI – Mauro Masi richiama Tg2 e Tg3 per Santoro, Floris e Annunziata

Mauro Masi bacchetta i direttori di Tg2 e Tg3 e li richiama al rispetto della par condicio. I richiami del d.g. Rai – che non conferma e non smentisce la sua partecipazione alla prima de Il mio canto libero, che pure potrebbe slittare ancora – arrivano a Bianca Berlinguer (Tg3) e Mario De Scalzi (Tg2),

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Mauro Masi bacchetta i direttori di Tg2 e Tg3 e li richiama al rispetto della par condicio.

I richiami del d.g. Rai – che non conferma e non smentisce la sua partecipazione alla prima de Il mio canto libero, che pure potrebbe slittare ancora – arrivano a Bianca Berlinguer (Tg3) e Mario De Scalzi (Tg2), ma non per questioni che riguardano direttamente i tg, ma per programmi che afferiscono alla loro sfera di controllo.

La Berlinguer si prende un doppio richiamo. Il primo per la puntata di Potere che Lucia Annunziata ha dedicato alla magistratura. Ospiti in studio: i magistrati di Milano Pierluigi Davigo e Armando Spataro, insieme all’ex ministro della Giustizia della Lega, Roberto Castelli. Il secondo per l’ultima puntata di Ballarò, in cui erano ospiti, fra gli altri, il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e il vicesegretario del Pd Enrico Letta. Si parlava di scuola.

Sconcerto dei due conduttori: la Annunziata dice che “La lettera contiene, senza ulteriori specificazioni, un richiamo ai dettami generali previsti dalla par condicio. Vorrei però far notare che in quella puntata non ci sono stati sbilanciamenti, visto che i due giudici sono figure istituzionali e quindi al di fuori della par condicio”.
Floris, dal canto suo, ribatte a Masi: “La puntata è stata corretta ed equilibrata: l’hanno vista in tanti e chi non l’ha vista può farlo su Internet. Tra l’altro non sono stato nemmeno sentito dall’azienda: non credo che un richiamo possa essere varato senza sentire la parte in causa”.

A De Scalzi, invece, bacchettata singola, ovviamente per Annozero. E anche qui, non si capisce bene il perché.

Il programma di Santoro (ospiti, insieme a Marco Travaglio, Maurizio Belpietro, il deputato del PdL Mauro Paniz e Italo Bocchino di Fli, altro esponente di destra, sebbene non più allineato su posizioni filoberlusconiane) non ha fatto altro che parlare, per l’ennesima volta, come se ormai fosse un’ossessione, di bunga bunga et similia, prestando semplicemente il fianco alle critiche degli avversari e lasciando facile contraddittorio a Belpietro e Paniz. Di certo non ha violato la par condicio: ha solo trascurato di raccontare, se mai, i problemi del Paese – che, in quanto tali, derivano ovviamente da chi lo governa, il Paese – per concentrarsi, ancora una volta, su donne che gravitavano nell’orbita di Arcore.

Proprio per le osservazioni fatte dai conduttori dei programmi e per la sostanziale innocuità della puntata di Annozero, peraltro, se ma, sbilanciata a destra, in quanto a ospiti (forse è questo, che ha turbato il direttore della RAI?), i richiami di Masi, tuttavia, rappresentano, ancora una volta, un segnale poco piacevole per la libera informazione e per l’approfondimento.

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