Bar Wars cade sempre più in basso

"Mi piace soprattutto il suo modo di apparire, che per me è una cosa molto importante". A pronunciare questa frase agghiacciante che da sola dà il senso di una vita, oltre che di un programma, è Anna, la neo-scampata alla nomination settimanale di Bar Wars. La ragazza, totalmente anonima e passata inosservata per settimane, ha pensato bene, a pochi giorni dal rischio eliminazione, di darsi alla storia d'amore con Giuseppe accendendo il "guardonismo" del telespettatore. E, poichè si dà il caso che la pedina da lei scelta sia un Bronzo di Riace più che un ordinario barman, la reality soap ha pagato ancora una volta, con buona pace dell'esclusa (perchè troppo buonista) Francesca.
Quel che più ha sconvolto, nella puntata di stasera, non è il flirt in sè, dettato da ragioni di comprensibile attrazione per la convivenza forzata, ma quella frase pronunciata dalla ragazza che, con la sua vacuità, poneva fine a 4 anni di fidanzamento a casa.
Si dà il caso, infatti, che questo sia l'ennesimo messaggio negativo lanciato da Bar Wars, che sta facendo della mancanza di filtri un alibi per provocare, anzichè un presupposto autorale. E non mi si venga a dire che tutto ciò è sintomo di autenticità e rappresentatività di uno spaccato giovanile, disimpegnato e disagiato ma in fin dei conti reale. Questo reality, che abbiamo deciso di seguire per dovere di cronaca oltre che sadomachismo cronico, sta confermando ogni giorno che passa la linea "free" e assolutamente priva di scrupoli o preconcetti perseguita dalla produzione. La rete di riferimento è Sky Vivo, non si rischia di incorrere nelle proteste del Moige e, soprattutto, occorre far passare l'idea della trasparenza e totale assenza di sovrastrutture. Proprio per questo, l'errore che qui si sta commettendo è molto grave, per il rischio di banalizzare il ritratto di una generazione proponendone gli aspetti più bestiali e venali. Il senso di questa superficialità giovanilistica, del falso mito di Ibiza enfatizzato di puntata in puntata, dell'amplificazione televisiva di un divertentismo becero e fasullo sono di quanto più repellente e spicciolo un programma del genere possa fare. E qui non si sta contestando lo spirito goliardico del gioco o la cornice da favola che sarebbe meta ideale per chiunque, ma il modo distorto, caricato e forzato con cui si sta trasformando una vacanza televisiva nella forma più autolesionistica di abbruttimento di sè. E il dispiacere è che tutto questo avvenga proprio sul satellite che, pur non avendo mai rinunciato all'intrattenimento leggero, non ha mai fatto passare la libertà sperimentale per anarchia autorale (in termini di parolacce consentite, volgarità gratuite e immagini diseducative proposte con una disinvoltura aberrante). Esempio lampante della serata vede protagonista ancora una volta Debora, una delle concorrenti più sguaiate che si siano mai viste in un reality e talmente disinibita da far invidia a certi format americani. Dopo aver incuriosito il pubblico con la sua lesbo-mania e le sue forme procaci da cubista, ha seminato scalpore ancora una volta in spiaggia, garantendo alla sua squadra la vittoria di una prova con un mezzuccio molto svilente per la dignità femminile: convincere dei bagnanti a unirsi al gioco in cambio di una foto nuda in topless (con una sorta di autocompiacimento ben manifesto nell'aver barattato "i suoi promontori" con la vincita di una sfida). A questo punto Luca, l'unico concorrente assennato per quanto un po' sbandato del gruppo, ha giustamente sottolineato che un ragazzo non può fare lo stesso con il costume, Comprensibilmente, lo stesso Cristiano rivela il sospetto che le donne stiano andando forte per le tette e i culi mostrati ai quattro venti. Che questo possa succedere nella vita reale è un conto, ma che un reality debba mostrarlo per ergersi a paladino della tv verità mi sembra troppo per la sanità mentale dello spettatore che si accontenterebbe di un gioco pulito.
Tornando, invece, al capitolo conduttori, di puntata in puntata si capisce l'assoluta pertinenza della scelta fatta a monte. Da una parte c'è Tommy Vee, prototipo di un menefreghismo modaiolo che quasi potrebbe passare per istituzionalità del ruolo. Dall'altra c'è la Fontana, definita da Daria Bignardi la Barbie moderna, che si sta facendo notare per il suo finto coinvolgimento buonista e un approccio compassionevole alla materia trattata. Insomma, messi insieme fanno abbastanza Milano (Marittima) da bere per poter comunicare il cinismo e la bassezza del game show.
E' incredibile, a questo punto, come anche i pareri su uno stesso reality possano essere contrastanti. Ecco, messi a confronto, i commenti a caldo di due nostri lettori, rispettivamente, di Lalla e Luca su Bar Wars (che riproponiamo integralmente per l'interesse che suscitano dall'inizio alla fine:

"Io credo che Bar wars sia l'unico vero reality degli ultimi anni.Presentato come il classico reality estivo fresco leggero, si è trasformato in un programma in certi momenti molto cinico e duro, che dà uno spaccato forse desolante del mondo giovanile, ma veritiero.Preferisco Bar wars con le sue sbavature evidenti, che i grandi reality come Grande Fratello o La fattoria finti e preconfezionati. Mi piace in Bar wars la non censura del linguaggio e la mancanza del buonismo e del "vogliamoci bene " a tutti i costi. E' un reality coraggioso anche nella scelta dei conduttori, trovo bravo Tommy quando è spontaneo e riesce quasi a confondersi con i concorrenti riuscendo a tirare fuori il meglio di questi,manca invece al momento la parte più ufficiale e più istituzionale che secndo me, nelle intenzione degli autori doveva essere dato dalla Fontana.

"BAR WARS è un programma noioso, lento e mal realizzato per me! Poi non concordo con chi ama il fatto che non ci sia censura… io sono giovane e non bigotto e in senso generale non amo la censura, ma a volte ho trovato tale trasmissione inutilmente scurrile e rappresentante una realtà giovanile che non è x niente piacevole a vedersi… la storia della barbie incinta, ad esempio, spiattellata in tv mentre faceva il test… o quella delle due ragazze lesbo che ci provano in diretta… il sentire i ragazzi che raccontavano come se nulla fosse come gli hanno offerto delle "pasticche" in disco o il vedere il sedere di una continuamente ripreso mentre ballava sul cubo… non è il massimo! I concorrenti cmq non sono nulla di che e non lasciano il segno! Infine sui conduttori:
La Fontana ride sempre, inutilmente ed eccessivamente.. tanto da apparire falsetta.!
Sembra che reciti una parte e in modo per niente naturale… non a caso sono anni ke legge sempre la schedina su Italia uno e basta, oltre alla bella statuina (tra l'altro si veste malissimo!) non può fare altro.
Tommaso è sempre immerso nel suo eterno ruolo da sciupafemmine (ke noia… a vederlo con camicia sbottonata, occhiale a specchio… camminata da scemo…) è il solito dj che sembra si trovi lì per far "casino" con i ragazzi (da cui non si differenza affatto (il che non è un complimento) e non il conduttore.
Inoltre le "mosse", gli ammiccamenti e gli strusciamenti che i due conduttori soprattutto all'inizio si facevano (forse per destare curiosità o semplicemente perchè sono due piacioni) li ho trovati destestabili! Conclusione:
Bar Wars è da bocciare e gli ascolti e i riscontri generali mi danno ragione!"

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