Elio e le Storie Tese – Lamped U.S.A.

Va detto: a giudizio del sottoscritto, non sempre le rivisitazioni di Elio e le Storie tese a Parla con me sono riuscite: del resto è anche complesso e difficile, riuscire a fare sempre ciambelle col buco, quando si prova a fare, costantemente, un mash-up fra la satira politica e le cover. Provateci voi, insomma. Questa

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Va detto: a giudizio del sottoscritto, non sempre le rivisitazioni di Elio e le Storie tese a Parla con me sono riuscite: del resto è anche complesso e difficile, riuscire a fare sempre ciambelle col buco, quando si prova a fare, costantemente, un mash-up fra la satira politica e le cover. Provateci voi, insomma.

Questa volta, però – sempre a giudizio del sottoscritto – il gruppo ha di nuovo centrato l’obiettivo, proponendo una rivisitazione di Surfin’ U.S.A. (nota musicale. Surfin’ U.S.A. è un arcinoto pezzo dei The Beach Boys, brano di apertura dell’omonimo disco del 1963, era sostanzialmente una versione riadattata da Brian Wilson di Sweet Little Sixteen di Chuck Berry. Il che, dopo polemiche e una lunga causa, fece si che Berry divenisse il detentore dei diritti del brano. Dopo il salto, i video delle due canzoni).

Il brano viene utilizzato dagli Elii per far satira – benedetta satira, che può e deve bacchettare tutto – sulla situazione di Lampedusa. Titolo del pezzo: Lamped U.S.A.. Fra le chicche, al di là del titolo stesso, assolutamente perfetto, i riferimenti a Baglioni (che a Lampedusa ha una casa) e allo show di Berlusconi, in puro nonsense eliesco. Un nonsense molto vicino alla realtà.

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