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Mauro Masi lascia la Rai? Forse no

Aggiornamento: Dopo l’articolo su Repubblica, arriva una smentita dalla Direzione Generale. Ecco quel che si legge sulla versione online del quotidiano: ROMA – “Il contenuto dell’articolo di ‘Repubblica’ a firma Francesco Bei è, per quanto riguarda i comportamenti del direttore generale, privo di fondamento”. Così si dice da ambienti della Direzione generale della Rai a

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    Aggiornamento: Dopo l’articolo su Repubblica, arriva una smentita dalla Direzione Generale. Ecco quel che si legge sulla versione online del quotidiano:

    ROMA – “Il contenuto dell’articolo di ‘Repubblica’ a firma Francesco Bei è, per quanto riguarda i comportamenti del direttore generale, privo di fondamento”. Così si dice da ambienti della Direzione generale della Rai a proposito delle possibili dimissioni di Mauro Masi.

Una bomba. La scaglia Repubblica, ma ha tutta l’aria di essere una notizia vera: Mauro Masi sta per lasciare la Rai.

Sarebbero già pronti i nomi fra cui scegliere il successore: Lorenza Lei (attualmente vice di Masi), oppure il consigliere del cda Antonio Verro (berlusconiano di ferro, lo ricordiamo anche contro Antonella Clerici), o ancora Guido Paglia (ex braccio destro di Sergio Cragnotti, che al suo ingresso in Rai ammise: “È ovvio che sono entrato in Rai perché mi ci ha messo la politica”).

La Lei, tuttavia, ha santi in paradiso – nel senso letterale della locuzione, visto che ha ottime entrature in Vaticano, derivanti dalla sua fede cattolica – e pare dunque in pole position.

L’abbandono al vertice da parte di Mauro Masi avverrebbe già martedì prossimo (ovvero con un anno d’anticipo rispetto al termine naturale del mandato), ma una volta divenuto ex, potrebbe già contare su un posto un po’ meno in vista ma comunque di prestigio, ai vertici della Snam Rete Gas, società controllata dall’Eni.

Di Masi si potrebbe dire a lungo: ricordiamo, fra le ultime uscite, la telefonata da teatro dell’assurdo all’Isola dei Famosi programma che sarebbe meritorio perché rispetta le regole aziendali, quella interrotta a Le Iene, quella a Santoro, solo punte dell’iceberg del braccio di ferro fra il d.g. e il conduttore di Annozero – programma che, invece, le regole non le rispetterebbe -, una vera e propria telenovela fatta di pressioni e lotte intestine. Obiettivo? Limitare Santoro, e Dandini e altri.

Un obiettivo che si palesava in ben altre telefonate, quelle intercettate in cui il d.g., a proposito delle pressioni ricevute dall’alto – dal premier – sosteneva «manco nello Zimbabwe».