Cosmo, Barbara Serra donna di scienza dopo Report. E RaiTre apre al web

barbara serra

Ve lo ricordate il numero zero di Cosmo, dove la scienza incontrava Fringe in un laboratorio sui generis? Testato nella serata di sabato 4 settembre 2010, il programma era accompagnato dal sottotitolo tecnologico 'Siamo tutti una rete' e aveva un taglio spiccatamente convergente, a tratti straniante per una rete come RaiTre.

Dopo aver riportato una media in prime time di 1.053.000 telespettatori, share 5,92% (6,36% su t.c.), Cosmo torna in seconda serata da domenica sera, ereditando la collocazione dell'Almanacco di Gene Gnocchi (ex Glob di Bertolino) subito dopo Report. La location diventa più astratta: per metà si gira su chromakey, con una specie di lavagna digitale e il susseguirsi di dati, immagini, e modelli 3d, e per metà (relativamente alle interviste) su un fondo ricostruito, che ricorda vagamente un interno dell'astronave di 2001 Odissea nello spazio.

Ma c'è una novità su tutte: Cosmo cambia pelle, diventando la prima trasmissione di divulgazione scientifica tutta al femminile. Un team di giornaliste scientifiche inviate in ogni parte del mondo affronterà i temi del nostro futuro che sono legati alle scelte, alle scoperte e agli errori del passato. Il nuovo sottotitolo di Cosmo diventa infatti "Il futuro è passato?".

A farsi strada nel panorama dominato da Piero e Alberto Angela e da Roberto Giacobbo sarà la nuova conduttrice Barbara Serra (nota al pubblico tv come giornalista della redazione di Londra di Al Jazeera e opinionista di Tv Talk), che prende il posto di Luca De Biase (apparso nel pilot poco televisivo, va detto).

Così Gregorio Paolini, produttore di Cosmo con la sua Hangar in tandem con RaiTre, commenta il suo posizionamento in una programmazione sempre più "divulgativa":

Cosmo - le foto in anteprima su TVBLOG
Cosmo - Siamo tutti una rete
Cosmo - Siamo tutti una rete
Cosmo - Siamo tutti una rete
Cosmo - Siamo tutti una rete

“Un programma di divulgazione scientifica in seconda serata non può limitarsi a illustrare, non basta fare Wikipedia. I canali digitali e satellitari già suppliscono a questa necessità. Su una rete pubblica c’è bisogno anche di porsi delle domande, di inserire un elemento critico. Per questo assieme a RaiTre abbiamo proposto la conduzione a una giornalista intelligente e puntuta come Barbara Serra. E con Simonetta Martone e gli altri autori e autrici abbiamo individuato come inviate tre giovani giornaliste scientifiche. E’ una redazione tutta giovane: conduttrice, inviate, regista, video-makers, autrici e autori; gli unici sopra la linea del fuoco dei 40 – abbondantemente- siamo Enrico Menduni e io”.

Cosmo conferma, in ogni caso, la sua apertura al web sdoganando l'interattività su RaiTre:

"Daremo molta importanza anche alla qualità delle riprese e del racconto visivo, perché oggi il pubblico è più esigente e smaliziato anche dal punto di vista strettamente “televisivo”. E la richiesta di Paolo Ruffini è stata di avere sempre una connessione con il web. Nel nostro sito si potranno trovare elementi aggiuntivi e approfondimenti: ad esempio, interviste integrali, o dati scientifici esposti senza la sintesi eccessiva a cui la durata di qualsiasi programma tv spesso ci costringe".

Rispetto al numero zero, alla struttura variegata - e un po' dispersiva - del magazine a più temi subentra un taglio monografico. La prima delle undici puntate previste, infatti, non poteva che essere incentrata sul terremoto in Giappone nel ricordo di quello dell'Aquila (perché anche l'Italia è un paese ad alto rischio sismico). La troupe di Cosmo era in Giappone a filmare un documentario con gli scienziati che si occupano di terremoti fino a pochi giorni prima del sisma e dello tsunami, già paventando l’estrema intensità del fenomeno.

Ma Cosmo è tornato anche all’Aquila: l’inviata Silvia Bencivelli ha visitato la zona rossa, è scesa nelle grotte a vedere la faglia che scorre sotto l’Aquila, ha chiesto agli esperti dell’INGV perché il terremoto non sia stato previsto. Anche le teorie, molto contestate dalla comunità scientifica, sostenute da Giuliani sono state discusse con esperti e geologi. Elisabetta Curzel è andata invece in California, l’altra zona del mondo che trema aspettando il “big one”, raccogliendo i timori dei sismologi e degli esperti: “non siamo abbastanza preparati”.

Altri i temi caldi in arrivo nelle prossime puntate: omosessualità e scienza, bomba atomica, spionaggio e privacy, televisione, potere e internet.

Ritroveremo Luca De Biase, direttore di Nova / Il sole 24 ore, tra gli esperti fissi in studio, insieme ad Antonio Piersanti, direttore della sezione di Sismologia dell’Istituto nazionale di geologia e Vulcanologia, Marco Cattaneo, direttore de “Le Scienze”, Titti Postiglione, Responsabile della Sala operativa della Protezione civile e Alessandra Maramai, esperta di tsunami per l’INGV.

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