Le veline di Striscia (e Vecchioni) al Chiambretti Night

Le veline di Striscia (e Vecchioni) al Chiambretti Night

Le Veline Costanza Caracciolo e Federica Nargi
Le nuove Veline Costanza Caracciolo e Federica Nargi
Le nuove Veline Costanza Caracciolo e Federica Nargi
Le nuove Veline Costanza Caracciolo e Federica Nargi
Le nuove Veline Costanza Caracciolo e Federica Nargi
Le nuove Veline Costanza Caracciolo e Federica Nargi

Antonio Ricci trova alleati nella sua battaglia pro-Veline (e contro Rai, Sky, Gruppo L'Espresso, praticamente contro chiunque osi mettersi contro di lui). Li trova, naturalmente in casa, anche se in maniera inaspettata, almeno da parte di certi spettatori - se invece eravate fra quelli che cinque anni fa, per dire, avrebbero ipotizzato che un giorno Chiambretti sarebbe stato al gioco di Ricci su Mediaset, be', i miei più sentiti complimenti per la lungimiranza.

Infatti, le Veline di Striscia la Notizia, Federica Nargi e Costanza Caracciolo saranno ospiti della puntata di domani sera, 25 marzo, del Chiambretti Night.

Saranno dunque parlanti e pronte a difendersi, la bionda e la mora. Come se poi ci fosse un qualche attacco ad personam diretto proprio a loro. Insieme alle fanciulle, parteciperanno al dibattito Roberto Vecchioni - che dopo la vittoria a Sanremo e l'apparizione a Ballando con le stelle sembra diventato un aficionado mediaset - e gli scrittori Giampiero Mughini, Barbara Alberti e Massimiliano Panerari.

Il che non lascia pensare a un dibattito particolarmente veemente, ma piuttosto a una difesa a senso unico dello status quo, a parte qualche punzecchiamento da parte del padrone di casa.

Per dover di cronaca, comunque, segnalo - sollecitato dai nostri sempre attenti lettori - che Massimiliano Panerari è autore, per Einaudi, de L'egemonia sottoculturale (dopo il salto, trovate la descrizione ufficiale del libro), e che Barbara Alberti ha all'attivo una produzione letteraria tesa a combattere un'immagine perdente del femminile, è autrice di "Riprendetevi la faccia" per Mondadori. Ha una rubrica su Il fatto quotidiano ed è spesso ospite sia a L'Italia sul Due sia a Pomeriggio 5.

La descrizione di L'egemonia sottoculturale:

Una volta il nazionalpopolare era una categoria gramsciana, i giornali e la televisione pubblica erano pieni di scrittori e intellettuali, la sinistra (si dice) dominava la produzione culturale. Oggi nazionalpopolari sono i reality show pieni di volgarità, la televisione (pubblica o privata) è quella che è, e la sinistra pure.
Ma si può paragonare l'Italia di Pasolini, Calvino, Moravia con quella di Striscia la notizia, Alfonso Signorini, Amici di Maria De Filippi? La tesi provocatoria di questo libro è che il confronto non solo è possibile, ma è illuminante.
Perché oggi, finita e strafinita l'egemonia culturale della sinistra, trionfa un'egemonia sottoculturale prodotta dall'adattamento ai gusti nostrani del pensiero unico neoliberale, in quel frullato di cronaca nera e cronaca rosa, condito da vip assortiti, che sono diventati i nostri mezzi di comunicazione, ormai definitivamente dei «mezzi di distrazione di massa».
E il paradosso è che molte delle tecniche di comunicazione che oggi innervano la società dello spettacolo sono nate dalla contestazione del Sessantotto, dai movimenti degli anni Settanta e dalle riflessioni sul post-moderno degli anni Ottanta.
E così, in un cortocircuito di tremenda forza mediatica, il situazionista Antonio Ricci produce televisione commerciale di enorme popolarità, Signorini dirige con mano sicura il suo postmodernissimo impero «nazionalgossiparo», i reality più vari sdoganano il Panopticon di Bentham e Foucault per le masse.
Una riflessione originale sulla costruzione del nostro immaginario contemporaneo, che getta luce sul lato nascosto (e serissimo) della frivola cultura pop in cui siamo tutti immersi.

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