Edda Ciano e il comunista, su RaiUno un film Tv per la figlia (ribelle) di Mussolini

Può una donna amare il nemico? Se la donna in questione è Edda Ciano, figlia prediletta del Duce e il nemico è il partigiano comunista Leonida Bongiorno, allora si, può accadere. La storia interpretata da Stefania Rocca e Alessandro Preziosi che ha ispirato il tv movie Edda Ciano e il comunista andrà in onda domenica

di marina,

Può una donna amare il nemico? Se la donna in questione è Edda Ciano, figlia prediletta del Duce e il nemico è il partigiano comunista Leonida Bongiorno, allora si, può accadere. La storia interpretata da Stefania Rocca e Alessandro Preziosi che ha ispirato il tv movie Edda Ciano e il comunista andrà in onda domenica 13 marzo in prima serata su RaiUno (dopo il salto una sequenza “rubata” dal set). La produzione è di Casanova Multimedia – Luca Barbareschi, in collaborazione con Rai Fiction.

Edda Mussolini è una delle figure, probabilmente, più affascinanti del ventennio fascista e che ha sempre ispirato diversi lavori tra film e fiction. Figlia preferita del Duce era però volitiva, ribelle e testarda e si scontrava violentemente con il potente padre. Ha provato a tracciarne il carattere nel 2005 con Edda, anche Alessandra Martines mentre Massimo Ghini interpretava il marito Galeazzo Ciano.

La storia d’amore raccontata in questo nuovo tv movie si svolge nella spettacolare cornice di Lipari, isola in cui fu confinata Edda dopo la fine del fascismo. Ci restò per due anni, tempo nel quale nacque la passione per il partigiano comunista. La sceneggiatura, rivisitata da Graziano Diana che è anche il regista, è stata tratta dal libro scritto da Marcello Sorgi, “Edda Ciano e il comunista”, in cui si racconta di quell’amore travolgente e scandaloso. Siamo in pieno dopoguerra. Edda è confinata a Lipari, dopo che ha lasciato in Svizzera i figli. E’ disperata. Il padre nel 1944 ha ordinato la morte del marito Galeazzo Ciano, ministro degli esteri, amato delfino e braccio destro del Duce con l’accusa di tradimento. Edda lotterà, senza esito, per salvare la vita del marito. Poi la caduta del fascismo, il confino e la perdita di ogni benessere e privilegio. Sola con se stessa inizia a fare i conti con il suo passato, con il dolore e con il futuro. Ecco, che si apre per lei l’amore da donna libera da ogni convenzione e pregiudizio. Altrettanto libero e coraggioso è il partigiano Leonida, che si concederà a lei senza le riserve delle ideologie.

Racconta Stefania Rocca in una bella intervista su Il Mattino di oggi (pag. 29) del lavoro di cesello fatto per entrare nei panni di una donna così complessa e contraddittoria dopo aver interpretato una donna completamente diversa e naif come Laura in Tutti pazzi per amore. Spiega che il libro di Sorgi lo aveva già letto e che aveva tentato, senza sorte, di acquisirne i diritti. Poi la telefonata in cui le chiedevano proprio di interpretare Edda. A quel punto il lavoro di archivio: visione di foto, dei filmati e del film” Il processo di Verona”, con Edda interpretata da Silvana Mangano, che ricostruisce la condanna a morte di Galeazzo Ciano.

Ma la chiave di volta, per costruire il suo profilo televisivo di Edda, arriva dopo aver visto un intervista fatta negli anni ’80 dalla Rai in cui la Ciano racconta se stessa e ammette di non essersi mai pentita di una sola cosa: non ha mai tentato di piacere a tutti.

Dice Stefania Rocca:

A quel punto mi sono sentita “libera” di diventare lei andando oltre i preconcetti della “donna anticonformista”, della “cavallina matta”, della “donna fredda” per esplorare anche il suo dolore di donna e l’inaspettata forma di salvezza offertale da Lipari che pose il mare tra lei, la sua famiglia e il suo passato.