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Festival di Sanremo 2011, a qualcuno già piace

Ho letto con piacere l’articolo di Federico Vacalebre oggi su Il Mattino che anticipa ai lettori l’ascolto dei brani che sentiremo tra qualche giorno al Festival di Sanremo 2011. Il FestivalOne inizierà martedì 15 febbraio e ci travolgerà, televisivamente parlando, non solo con le canzoni ma con tutto ciò che fa spettacolo. Per ora Vacalebre

di marina


Ho letto con piacere l’articolo di Federico Vacalebre oggi su Il Mattino che anticipa ai lettori l’ascolto dei brani che sentiremo tra qualche giorno al Festival di Sanremo 2011. Il FestivalOne inizierà martedì 15 febbraio e ci travolgerà, televisivamente parlando, non solo con le canzoni ma con tutto ciò che fa spettacolo. Per ora Vacalebre ci racconta delle canzoni che ha avuto modo di ascoltare, diciamo alla carbonara. La sensazione, spiega che la media sia bassina, siamo appena sotto la sufficienza ma che nell’insieme ci sono molti pezzi piacevoli. E che quelli buoni sono quasi all’altezza dei pezzi ascoltati durante l’edizione di Sanremo curata da Fabio Fazio. (Nella foto in alto l’anticipazione della scenografia di Gaetano Castelli)

Vacalebre, scrive (pag. 19):

Il Festival di Gianni Morandi, magari per il semplice motivo di aver diminuito il numero dei presunti big in gara, ha un livello canoro decente, almeno in termini di media sanremese, che in termini assoluti la musica italiana resta ben altra (e miglior) cosa, che abita altrove.

Ebbene, secondo Vacalebre a poter aspirare al trono ci sono Emma con i Modà e di sicuro il loro brano sarà un tormentone radiofonico; gli gusta meno il brano di Nathalie e scrive: “vola basso come un tacchino”; orecchiabile quello di Giusy Ferreri; invece proprio buono quello di Roberto Vecchioni. Tra i migliori sembra ci siano i La Crus che citano nientemeno che Oscar Wilde, Madonia e Van De Sfroos con la sua canzone in dialetto tremezzino ma dal rif molto manuchao.

Il veterano Al Bano sorprende con il brano “Amanda è libera”; mentre su Anna Oxa scrive:

con “La mia anima da uomo” ostenta la sua ricerca interiore tra vocalizzi che lei crede d’avanguardia, ma Lene Lovich e Nina Hagen li hanno archiviati una trentina d’anni fa e Diamanda Galas fa be altro.

E Lady Tata? Sembra che abbia svoltato con “Bastardo” (scritto anche da Gigi D’Alessio) verso il rock, il che lascia presagire l’ennesima trasformazione di questa bambina-donna.

Ma basteranno alcuni brani buoni e la professionalità di Gianni Morandi a tenere in piedi il carrozzone degli ascolti?

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