Amici – Antonio e Riccardo, i due calabresi primi in classifica fuori alla seconda puntata

Che gli ascolti di Amici non siano più ai fasti di un tempo è evidente agli occhi di tutti. Ma non è su questo che voglio soffermarmi quest’oggi, perché la puntata di ieri era ritmata e ben fatta. Tutto si può dire, tranne che Maria non prenda atto degli errori e decida subito di rimediarvi,


Che gli ascolti di Amici non siano più ai fasti di un tempo è evidente agli occhi di tutti. Ma non è su questo che voglio soffermarmi quest’oggi, perché la puntata di ieri era ritmata e ben fatta. Tutto si può dire, tranne che Maria non prenda atto degli errori e decida subito di rimediarvi, anche se i suoi autori dovrebbero essere più lungimiranti dal principio. Ieri sera è stato eliminato “il tradimento” dei compagni in stile reality, forse perché si temeva che facesse delle vittime impreviste (per Costantino nessuno si è fatto scrupoli di mandarlo via alla prima puntata, senza possibilità di appello).

Così, con uno sforo da record che pure non ha aiutato l’Auditel, tutti i ragazzi sono prima passati davanti ai commissari esterni e poi davanti ai prof. Ad Amici ormai decidono gli esperti chi mandare a casa, secondo l’ostentata legge del merito, mentre il pubblico si limita a votare solo le squadre. Tutto questo perché la signora De Filippi – ormai sempre più austera anche nell’aspetto – è ossessionata dall’ansia della legittimazione. Dopo aver letto per anni critiche ai suoi programmi ha fatto di tutto per ripulirne (e ripulirsi) l’immagine, finendo per togliere a tutti la loro essenza: la pancia.

Se Uomini e Donne in versione over è diventato una terapia ottuogenaria, che fa più compagnia che scandalo, con il risultato della fine del tronismo mediatico (che pure ancora le rinfacciano), Amici ha smesso di essere uno stadio. Il pubblico è sempre più tagliato fuori, ridotto a spettatore passivo di una gerarchia già stilata da altri e che anni fa non avrebbe mai visto premiato da 7 milioni di telespettatori Marco Carta. L’atmosfera è da collegio svizzero, stemperata appena dalla riscrescita della Celentano e dai brontolii delle vecchie zie Maionchi-Platinette. Se il percorso è già scritto, che senso ha appassionarsi? Pensate che Massimo Donelli, alla conferenza stampa prima del serale di Alessandra Amoroso, riassumeva così la forza del format:

“Mi domando se la dialettica ad Amici non sia un totale mancanza di ipocrisia, e dunque elemento virtuoso, che comporta una chiarezza estrema. Io per primo sono rimasto colpito in senso negativo dalla Celentano (quando considera prioritario il calo di peso per una ballerina ndr) pensando ai miei figli. Ad Amici manca quella ipocrisia che connota tante altre trasmissioni, per questo trovo zero riflessi nella compresenza stagionale di altri programmi. X Factor non può scalfire la tradizionale e ottimale performance di Amici”.

E da qui segnaliamo un piccolo caso, che pure la De Filippi non vorrebbe vedersi rinfacciare visto che ha tolto la classifica per amor di meritocrazia. Eppure per tutto il daytime una classifica di gradimento c’era, con tanto di immuni, e ha visto per più settimane trionfare proprio i due eliminati di ieri sera: Antonio Mungari e Riccardo Riccio. In quella stessa classifica spiccava Giorgia Urrico, molto amata dai telespettatori ma neanche ammessa al serale per le stelline.

Va detto che, per entrambi, si rischiava un’anomalia di quelle che hanno già imperversato ad Amici. Guarda caso, infatti, erano entrambi di Crotone, la stessa città che anni fa premiava inaspettatamente lo stonato Mario Nunziante. Mentre un’eventuale vittoria di Antonio sarebbe stata scandalosa, viste le sue esibizioni scadenti, Riccardo poteva meritare un prosieguo della trasmissione anche rispetto a più dotati – ma odiati – ballerini come Vito, perché incarnava una purezza e una bontà d’animo che conquistava il pubblico.

In fondo, le strane variabili della classifica hanno sempre costituito il sale del programma, che alla finale ha visto sempre premiati i migliori e al tempo stesso i più carismatici. Prendiamo l’Amoroso: nella sua edizione era stata sempre bassa in classifica, salvo poi trionfare in extremis rispetto al più tecnico (ma antipatico) Scanu.

Se a questo ci aggiungiamo l’ennesima epurazione del pubblico parlante, che creava scompiglio e coinvolgimento, Amici è un programma che si è stufato dei ragazzini (a cui al massimo dà in pasto gli isterismi di Francesca), senza riuscire ad essere credibile sul pubblico più vasto che parte prevenuto. Quegli stessi ragazzini, che un tempo affollavano le Messaggerie Musicali, ora non hanno più feticci.

Il vero rischio è che, a forza di inseguire X Factor, Amici lo segua nel suo tragico destino.

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Amici è un talent show ideato e condotto da Maria De Filippi, andato in onda, per la prima volta, nel 2001.

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