FRA TV E RADIO: una pietra rotolante fa bene alle onde, l’Antonelli

Sono tra i molti ascoltatori di “Prima Pagina”, su Radio3Rai. Il tempo giusto per bagno, doccia e informazione con commenti, in compagnia di giornalisti spesso, non sempre, buoni da ascoltare. La trasmissione da anni, pur tra i cambiamenti, resta fedele a se stessa e può capitare che inanelli partecipazioni livellate, sussiegose, compiaciute. Ci sono giornalisti

Sono tra i molti ascoltatori di “Prima Pagina”, su Radio3Rai. Il tempo giusto per bagno, doccia e informazione con commenti, in compagnia di giornalisti spesso, non sempre, buoni da ascoltare.
La trasmissione da anni, pur tra i cambiamenti, resta fedele a se stessa e può capitare che inanelli partecipazioni livellate, sussiegose, compiaciute. Ci sono giornalisti di piccoli e grandi giornali che non ce la fanno ad uscire dai luoghi comuni della politica e della retorica radio-televisiva.
Per fortuna, in questi ultimi giorni del 2010 ” Prima Pagina” è stata affidata ad outsider, Carlo Antonelli, direttore della edizione italiana “Rolling Stones”.
Non conosco il percorso ha condotto a questa scelta inaspettata e per me azzeccata. Con Carlo e la sua verve ci conosciamo da anni, da quando (come è stato ricordato all’inizio della prima puntata) con Liliana Forina e pochi altri curava “Infinito Futuro”, nei tre anni in cui ero vicedirettore di RaiEducational in tv.
Ci si divertiva a togliere polvere, pedanteria, formalismo inutile e nocivo ai programmi culturali della Rai, troppo banalmente educational per essere davvero educativi, bisognosi di intelligenza, vivacità, sensibilità critica, capacità di raccontare.
Furono, se ricordo bene, settanta puntate in cui sfilavano i giovani che già allora, seconda parte degli anni Novanta, erano alle prese con la precarietà, le difficoltà di entrare nel lavoro e nella società, i problemi dei rapporti con i coetanei e gli adulti nemici. Sfilava un campionato di ragazzi emblematico, forte, suggestivo, drammatico, eppure ricco di humour, di fiducia, di voglia di affacciarsi ad un Infinito Futuro. Stop.
Antonelli non era allora direttore della celebre rivista”Rolling Stones” e si preparava a tirar fuori da sè- conosce bene la musica, i massmedia, la letteratura- una abilità che ho ritrovato confermata in “Prima Pagina”.
La vera novità non è stata però solo una verve, indiscussa, ma uno stile scanzonato , mai superficiale o scadente, tirato via o velleitario. Uno stile che è stato apprezzato in gran parte del pubblico che Antonelli ha lasciato parlare, non ha aggredito mai e al quale ha cercato di fornire notizie e opinioni, confessando quando era il caso di non avere approfondito abbastanza qualche fatto e i suoi retroscena.
Insomma, una buona prova che avveniva all’insegna dell’ironia senza paura di trattare i politici, i politicanti, le icone di qua e di là con la disinvoltura che meritano. Ha fatto capire che guai della informazione scritta ,e non , dipendono da un metodo sbagliato: l’ossequio ai potenti, l’adeguarsi al loro assurdo linguaggio, un formalismo eccessivo, una complicità vanamente nascosta con mentalità spesso involontariamente ridicole dei potenti che si prendono troppo sul serio e vogliono i media ai piedi dei loro monumenti di chiacchiere.
Ciao Carlo. Auguri. Grazie per averci ricordato che le pietre rotolanti sono molto utili negli stagni paludosi. Non fanno pluff. Fanno con dolcezza bang bang e uccidono i retori e i megalomani.
Italo Moscati

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