Con Saviano "la tv va in trincea": parola della scenografa Francesca Montinaro

saviano vieni via con me

A poche ore dal terzo atto dell'evento (socio-culturale oltre che televisivo) dell'anno, è il caso di recuperare alcune interessanti dichiarazioni rilasciate a Vanity Fair dal'autrice della scenografia "immateriale", come la definisce lei, Francesca Montinaro. Una scenografia che ha ricevuto i complimenti persino da Renzo Piano, rimasto colpito dalle proiezioni di immagini che "appaiono e scompaiono su lame trasparenti":

"C'era molta tensione al debutto. Saviano era letteralmente pietrificato dall'emozione, quasi muto, non riusciva a emettere parola poco prima dell'inizio della diretta. Un componente del suo staff si è persino messo a piangere per la tensione. A un certo punto c'è stato il giallo della spia: una talpa che, poco prima dell'inizio, aveva fatto uscire dallo studio Rai di Via Mecenate il testo dell'intervento di Saviano. E pensare che tutto era praticamente blindato, soprattutto i camerini, dove la scorta di Roberto non lasciava avvicinare nessuno".

Quanto alle polemiche sulla presenza di Fini e Bersani a Vieni via con me

"anche lì, uno stress. Abbiamo dovuto tenere nascosti i loro 'elenchi' sino all'ultimo. E Fazio ha dovuto stravolgere la scaletta all'ultimo secondo, ammorbidendo un po' i toni. Ci sentiamo in trincea".

Anche sui costi e su Benigni, stesso effetto boomerang:

"Dispetti, autentiche angherie, magari orchestrate ad arte, con false accuse. Hanno ricamato persino sul budget della scenografia, costata un terzo dei 500 mila euro strillati su un settimanale. Fazio e Saviano sono sempre stati protettivi verso l'intera squadra. E quel calore, credo, è stato percepito anche dallo spettatore. Il momento più temuto dallo staff sono stati gli elenchi, ma il duetto di Saviano con Nichi Vendola sulle definizioni date ai gay è stato strepitoso. Saviano, al di là dell'emozione, è stato una sorpresa: un uomo molto affettuoso, candido, con la risata dolce e squillante di un bambino di dieci anni".

Non resta che sintonizzarsi questa sera su un programma di cui tutti, per i prossimi sette giorni, non faranno che parlare. E sparlare.

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