Enrico Ruggeri a Tv Talk: “I vecchi giudici non hanno rispettato il nostro lavoro”. Giorgio Gori lo zittisce: “Tu hai preso X Factor troppo seriamente”

Il diario di bordo di Enrico Ruggeri, sul suo sito ufficiale, ci era proprio sfuggito. A riesumarne l’ultimo post assai polemico la puntuale redazione di Tv Talk, che oggi l’ha avuto in studio come ospite. Il nuovo giudice di X Factor 4 ha dovuto, così, replicare in merito alla sua sottile contestazione mossa ai vecchi


Il diario di bordo di Enrico Ruggeri, sul suo sito ufficiale, ci era proprio sfuggito. A riesumarne l’ultimo post assai polemico la puntuale redazione di Tv Talk, che oggi l’ha avuto in studio come ospite. Il nuovo giudice di X Factor 4 ha dovuto, così, replicare in merito alla sua sottile contestazione mossa ai vecchi giudici sul web, dove Ruggeri ha definito la puntata di martedì scorso un suicidio televisivo plurimo:

“Io non parlavo del programma, ma di alcune persone. Io ho trovato una situazione particolare quella di martedì scorso, mi riferisco ai codici per interagire tra quattro persone, che stavano lavorando da quattro mesi e hanno empatia e nervosismo e grande amore verso i loro cantanti, e tre persone totalmente estranee, benché vecchi giudici del programma e dunque a loro modo titolati, a questo tipo di logiche, che in teoria avrebbero dovuto conoscere bene ma che hanno dimenticato. L’atmosfera era scherzosa, ma a volte poco rispettosa nei confronti del nostro lavoro”.

Ruggeri, con la coda tra le gambe nonostante sia stato il giudice più intellettualmente onesto e meno mascherato di quest’edizione, ha dovuto stemperare il tono della sua feroce accusa virtuale, visto che ospite in studio era anche il grande capo Magnolia, Giorgio Gori:

“Gori, non mi arrogavo il diritto di parlare di televisione. Parlavo di alcune dinamiche…”.

Il produttore dalla sua ha ovviamente difeso la Ventura e preso atto che il programma ne ha guadagnato in ritmo proprio dall’interazione polemica tra i sette giudici:

“Io ho raccolto un sacco di commenti positivi sulla puntata di martedì. Capisco che per i giudici e per Enrico, che forse dei nuovi è quello che ha preso più sul serio il suo lavoro, alcuni lazzi tra Simona e Morgan potessero essere fuori luogo. Il pubblico invece ha gradito ed era una puntata ricca e varia”.

Gori si è espresso anche sul fallimento dell’esperimento al sabato, un esperimento che guarda caso tutti giudicavano fallito in partenza (e se la Rai avesse voluto infliggergli il colpo di grazia?):

“Il sabato è stato un esperimento che l’azienda ci ha chiesto di fare. Noi abbiamo cercato di spiegare che un programma con il profilo di X Factor non era il più adeguato a riempire il buco di offerta di intrattenimento che si è creato da qualche settimana su RaiUno. Il risultato ha confermato in modo puntuale, nonostante noi abbiamo messo le sigle della Rai e abbiamo fatto un po’ di violenza al format, le nostre perplessità”.

Quel che il sottoscritto ha trovato meno onesto, nella redazione di Tv Talk, è non ammettere che X Factor, pur essendo a suo modo un bel prodotto, è stato in caduta libera in quest’edizione. Anzi, proprio per via della presenza di Gori e Ruggeri, si è rasentato il compiacimento negando il flop di ascolti.

Ci si è appellati al grande seguito sul web (che siamo stati tra i primi ad ammettere), addirittura Gori ha parlato di un aumento di valori assoluti, sinora, di 320.000 spettatori. Peccato che lo share sia crollato sotto l’8% (nonostante lo stesso direttore Liofredi avesse ammesso di ritenere il 10% la più bassa soglia consentita), il che è per giunta inammissibile per una macchina produttiva così costosa (per non parlare del disastro in daytime, che pure comporta una diretta quotidiana con ospiti in studio).

In ogni caso, X Factor martedì scorso sembrava davvero la fiera delle vanità. E Ruggeri, che è stato messo alla berlina da Claudia Mori nonostante lui si opponesse a Stefano come caso umano, ha dimostrato una triste realtà: anche in tv, come in Italia, se prendi le cose troppo seriamente vieni pure cazziato dal capo.

[Dal blog di Enrico Ruggeri]

“Ho aspettato qualche giorno: in certi casi è meglio lasciar decantare le situazioni e non agire d’impulso. Ho riguardato la puntata di X Factor con calma, notando decine di sfumature che mi erano sfuggite. Mi sono rasserenato. Ciò che a caldo mi sembrava così ingiusto, arrogante e dileggiatorio si è rivelato per quello che era: un suicidio televisivo plurimo. Da una parte quattro persone, i giudici. Erano coinvolti, accorati e comunque onesti intellettualmente. Difendevano i loro artisti, magari esagerando (è inevitabile), artisti coi quali lavorano e vivono, coi quali hanno creato un rapporto molto stretto, umano e artistico. Al loro fianco persone che, forti della loro estraneità, hanno cercato di delegittimarli, facendo del cazzeggio la loro cifra stilistica. Quello che dicevano non aveva lo scopo di portare un contributo: era solo una maldestra esposizione del loro traballante ego. Il momento più triste è stato il finale, ostentazione di beceri sentimentalismi che hanno danneggiato in tutti i sensi una persona, Stefano Filipponi, che non meritava quel teatrino. Stefano è un ragazzo intelligente (si sta laureando), molto simpatico (tutti rimpiangono le sue battute), che ha solo un problema: gestire la propria emotività. Per ora, secondo me, questo lo penalizza in maniera troppo evidente: lui sa come la penso, ne abbiamo parlato anche a telecamere spente e abbiamo avuto un rapporto di grande franchezza. Quello che lui chiede e quello di cui ha bisogno. E’ stato esposto in un modo che non meritava, strumentalizzato per pregressi rancori personali nei miei confronti, usato e trattato da “caso umano” da persone che neanche lo conoscevano. Io credo che X Factor sia una grande idea: dà la possibilità di conoscere in maniera approfondita nuovi talenti, è in grado di portare in prima serata canzoni che mai si sarebbero sentite in televisione, valorizza il confronto dialettico ed è pieno di risvolti umani. A volte andrebbe trattato con più attenzione, senza imboccare strade da facili ascolti. E’ nato rischiando e deve essere un programma coraggioso, perché il coraggio è stato sempre la sua forza. Tutto il resto è fumo. E il fumo uccide”.

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