VENEZIA E TV: il giorno dopo, i giorni dopo…e Marzullo?

La Mostra si è chiusa con un astioso week end. Pochi contenti, se non Quentin, lo scassa cinema in salsa pulp unitestates: a lui piace l’Italia un pò cafosa e di serie B. Mugugni da ogni parte. Gli alti lai (?) per l’affronto al nostro cinema che viene stimato a parole e bocciato ai festival


La Mostra si è chiusa con un astioso week end. Pochi contenti, se non Quentin, lo scassa cinema in salsa pulp unitestates: a lui piace l’Italia un pò cafosa e di serie B.

Mugugni da ogni parte. Gli alti lai (?) per l’affronto al nostro cinema che viene stimato a parole e bocciato ai festival un pò dovunque; le elucubrazioni da mal di testa dei critici che peraltro non sanno che fare: sono stati complici della situazione e girano le spalle invocando innocenza e anzi continuando a far finta di proporre soluzioni; l’imbarazzo della casta fra produttori, agenti di attori e registi, associazioni di autori (non tutte, non tutti), frequentatori a tempo perso del Lido, parassiti vari, addetti alle tv, il pubblico disperato che ha speso troppo, mangiato male, visto poco. Roba già vista che ogni anno si deteriora.

Bisognerà tornarci sopra. Qui però mi faccio interprete di una istanza che potrebbe non dico portare benefici immediati ma contribuire a smuovere le acque, almeno poco poco.

Nessuno può guarire la ferita sanguinolenta del cantiere per il nuovo Palazzo del cinema che langue nella polvere delle buche e nel fango dei rinvii, e dei ritardi. Non so chi possa dissuadere osti ed albergatori dall’assalto alle tasche del popolo di appassionati di cinema. Non riesco a vedere un o più uomini politici, uno o più partiti capaci di fare qualcosa di serio, se non altro per non far perdere la faccia a una importante istituzione come la Biennale ed aiutare Baratta e Muller dalla fatica che fanno a reggere volenterosamente con i rischi che ciò comporta.
A chi fare appello? A un risveglio televisivo, visto che nelle tv passa di tutto anche il red carpet con il topless, certo involontario per un inciampo, della diva Alba Parietti?
Sveglia! Perchè di Venezia cinema che naviga nella mordente acqua alta non si fanno carico le tv e in particolare la Rai, servizio pubblico?
Quante sono le trasmissioni sul cinema nelle reti generaliste e in quelle satellitari o digitali? Chi sa fare un elenco completo?
La parola a Carlo Freccero che guida Raimovie e vi propone le sue trasmissioni su e da Venezia? Ha qualche idea, lui che è il genio, anzi il guru a cui tutto il mondo guarda?
La parola anche a Gigi Marzullo, macinatore costante di “Cinematografo”, da anni sulle breccia del Lido, lui che è il basso continuo di Raiuno sul cinema, anzi il monopolista della cultura della stessa rete diretta da Mazza, e che forse medita, chissà, una rivisitazione, qualche ritocco, o addirittura una rifondazione?
Fateci sapere qualcosa, ragazzi. O Cinecittà o morte a Venezia?
Italo Moscati

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