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Giulio Tremonti: “Il Tg di Minzolini in inglese” (ma forse scherza)

A Gubbio Giulio Tremonti ha rispolverato la didattica in tv e propone che proprio dagli schermi televisivi si diffonda la conoscenza della lingua inglese. Appena qualche giorno fa Maria Stella Gelmini, proponeva invece un maggior uso della Tv nelle aule scolastiche. Insomma ai politici la televisione piace. Come riporta Asca ha dichiarato Tremonti: Non possiamo

di marina


A Gubbio Giulio Tremonti ha rispolverato la didattica in tv e propone che proprio dagli schermi televisivi si diffonda la conoscenza della lingua inglese. Appena qualche giorno fa Maria Stella Gelmini, proponeva invece un maggior uso della Tv nelle aule scolastiche. Insomma ai politici la televisione piace. Come riporta Asca ha dichiarato Tremonti:

Non possiamo continuare a competere in Europa senza conoscere l’Inglese. Usiamo anche la tv pubblica per far imparare l’inglese, con cartoni in lingua e film con sottotitoli.

L’agenzia poi sottolinea come scherzando tra gli applausi concluda la sua proposta con:

Pensate al tg di Minzolini in inglese. Ecco serve qualcosa del genere.


Il discorso di Tremonti, Ministro del Tesoro, continua imperterrito e riporta La Stampa:

Ecco, voi ridete ed ho riso anche io, ma l’inglese alla Rai è una cosa che serve perchè noi siamo spiazzati dagli altri Paesi. Adesso si fanno dei programmi ma vanno in rete la notte. È come parlare dei fratelli Lumiere che facevano la ripresa tecnica del treno che entrava in stazione, quella era una fotografia della realtà, il cinema nasce con Hollywood quando inventa un sogno. Credo che sia fondamentale l’uso della tv pubblica per la formazione. Gli italiani sono un popolo intelligente, ma non conoscono l’inglese, ecco perchè io ho proposto i sottotitoli ed i cartoni in inglese.

La didattica in Tv però non è più apprezzata. Sono lontani i tempi di trasmissioni come Non è mai troppo tardi che contribuirono all’alfabetizzazione di un Paese, il nostro, distrutto da una guerra che aveva spazzato via ogni sapere. A dire il vero moduli di inglese sono insegnati in alcune trasmissioni dedicate ai bambini al sabato o alla domenica mattina. Certamente una programmazione di nicchia. Oggi la struttura formativa contempla all’interno della FAD, Formazione a distanza, l’e-learning e richiede competenze e metodologie molto avanzate. La televisione è solo lo strumento che non riceverebbe vantaggi di audience e poi forse, come rileva Antonella di Luoffo:

La tv ha il fine contrario; dando risposte immediate, brevi, di semplice comprensione banalizza la realtà, per imboccare un pubblico dotato solo di curiosità spicciola e non disposto ad impegnarsi in un cammino di ricerca lungo e complesso.

Il che però non impedirebbe che per una volta si producesse un interessante esperimento in senso contrario. Magari insegnando il cinese.

[Foto | Flickr]