Alisa: la colonna sonora italiana “risparmia” sugli Zero Assoluto e la Pausini

Alisa – Segui il tuo cuore non avrà l’impatto Auditel di Tempesta d’amore, ma – come tutte le soap cuscinetto dell’estate – sta appassionando milioni di sognatori in vacanza. Protagonista è questa ragazzotta piuttosto timorata e rassicurante, abile nel lavorare il cristallo ma vittima di tante ingiustizie, con quell’aria da piccola fiammiferaia che conquista la


Alisa – Segui il tuo cuore non avrà l’impatto Auditel di Tempesta d’amore, ma – come tutte le soap cuscinetto dell’estate – sta appassionando milioni di sognatori in vacanza. Protagonista è questa ragazzotta piuttosto timorata e rassicurante, abile nel lavorare il cristallo ma vittima di tante ingiustizie, con quell’aria da piccola fiammiferaia che conquista la massaia.

I personaggi di contorno sono pochi, la trama stantia (è da giorni che ci ammorbano le cicatrici di Ellen) e il principe azzurro Christian è un po’ il banale oggetto del contendere tra l’eroina buona e la deuteragonista.

Quel che più colpisce, al di là della banale sceneggiatura in sè, è l’innesto made in Italy apportato alla storyline, di cui si è appena occupato con precisione Blogapuntate. Quelle menti argute della ZDF si sono inventate un espediente di sicura presa nazionalpopolare: un locale tutto italiano, Mona Lisa, che vuole essere un gioco di parole con il nome della titolare Mona (personaggio a sua volta molto italiano, cioè forzatamente esuberante e variopinto).

Purtroppo per gli aficionados, la location fa da scenario solo alle puntate della prima serie, ancora in corso. Ma, a pensarci bene, un’operazione del genere sembra una perfetta trovata acchiappaitaliani. Quanto ci piace – nel bene e nel male – essere oggetto di stereotipi, dalle tovaglie rosse al mandolino passando per i barattoloni di pomodoro e la Gioconda?

Quanto lo stereotipo dell’italianità riesce a essere ancora un mito, che conquista all’estero lo stesso italiano medio, nostalgico della cucina di una volta nel suo paese? A pensarci bene, anche per il telespettatore estero noi facciamo “colore” sempre e comunque, a costo di farci irridere per i nostri modi troppo caldi.

Ebbene, l’adattamento italiano di Alisa ha voluto che la forzatura dell’orgoglio italico diventasse un segno di identificazione maggiore per il pubblico di Canale 5, di ritrovato campanilismo, di un senso di appartenenza identitaria anche in un microcosmo seriale percepito come “straniero”. Peccato che, complice anche un problema di diritti, Mediaset abbia snaturato la colonna sonora originaria, contaminandola con inserti di musiche italiane d’epoca.

Se in Germania, in sottofondo, si ascoltano tra le altre le canzoni di Zero Assoluto (vedi video in basso, con Svegliarsi la mattina), Luca Dirisio, Laura Pausini, Jovanotti e Ligabue, noi siamo costretti a sorbirci al grammofono O’ sole mio e una serie di nenie più datate della tradizione canora italiana, che appesantiscono notevolmente lo stereotipo.

Una delle poche canzoni “moderne” ad essere sopravvissute alla cesoia di Canale 5 è Scappa con me di tale Paolo, colonna sonora di una scena romantica cruciale.

Cosa non si fa per risparmiare…

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