Iva Zanicchi vicina ai 50 anni di carriera: “Rete 4 mi ha segato, festeggerò in Rai”

Iva Zanicchi è una di quelle signore dello spettacolo che la televisione ha ingiustamente ghettizzato, relegandola nel reparto “stagionati”. Una delle poche regine della musica italiana che, senza puzza sotto al naso, è arrivata dritta al cuore delle gente, incarnando lo spirito più popolare della tv commerciale. Peccato che, negli ultimi anni, il ruolo di

Iva Zanicchi è una di quelle signore dello spettacolo che la televisione ha ingiustamente ghettizzato, relegandola nel reparto “stagionati”. Una delle poche regine della musica italiana che, senza puzza sotto al naso, è arrivata dritta al cuore delle gente, incarnando lo spirito più popolare della tv commerciale.

Peccato che, negli ultimi anni, il ruolo di ‘opinionista anziana’ nelle domeniche pomeriggio o a Verissimo e una partecipazione al reality Music Farm con la Ventura siano state le sole occasioni a passare al convento. A meno che non omettiamo quel “ti voglio senza amore” che, nel Sanremo 2009 targato Paolo Bonolis, costò alla Zanicchi l’onta di ‘tardona eppur ninfomane’, complice un siparietto satirico dello stesso Roberto Benigni (tante le polemiche, perché precedette la sua esibizione penalizzandola in termini di televoto).

Dopo un anno piuttosto defilato, in quanto a presenze catodiche (si segnalano il ruolo di giurata ad Io Canto e quello di attrice in Caterina e le sue figlie 3), l’Aquila di Ligonchio si prepara a festeggiare l’anno prossimo 50 anni di carriera (forse con uno show-evento tutto suo). E fa su Il Tempo un bilancio sulla televisione di oggi:

“Ho delle buone chance per poter fare uno spettacolo musicale in Rai e per fare un po’ di storia della tv. Vorrei poter fare programmi musicali per poter abituare i giovani ad avvicinarsi alle cose serie. Come alla musica classica. Ma non siamo più negli anni ’50 o ’60, quando la tv insegnò parecchio. Per me ora è la giusta compagnia. Soprattutto per le persone sole è stata l’invenzione del secolo. C’è una cosa che non perdono alla Rai e a Mediaset: quella di proporre sempre le stesse cose. Prima i varietà erano più curati”.

A questo punto la Zanicchi ripercorre, con un po’ di dispiacere, il suo definitivo distacco da Rete 4, in cui pure era tornata volentieri dopo la parentesi di Domenica In con Carlo Conti (a sua volta seguente al suo addio ad Ok, il prezzo è giusto). Mediaset ha tradito tutti i suoi “dinosauri” (da Mike Bongiorno a Maurizio Costanzo), salvo poi rimpiangerli a posteriori?

“Nel mio piccolo, quando ero in Mediaset, feci delle cose. Sembra ieri e Iva Show erano fatti molto bene. Poi quelli di Rete 4 mi segarono per mettere, dopo di me, un programma (e non dico quale) che faceva soltanto il 3% di share”.

Iva Show, andato in onda nel 1996-1997, vide la Zanicchi diventare la prima erede italiana di Oprah Winfrey, in quanto a regina della gente comune. Poi i programmi susseguitisi nella direzione di Scheri degli anni Duemila, quando ancora Rete 4 era competitiva al preserale in contemporanea al quiz di Canale 5, videro la Zanicchi lanciarsi nel vintage musicale, con ospiti e revival in una fascia inconsueta. Oltre a Sembra ieri (2001), Testarda io (2002) e Ed io tra di voi (2002): tutti talk-show con personaggi soprattutto del passato musicale, che ricalcano in parte l’onda del successo di analoghi programmi di Paolo Limiti.

Vi ricordate qual è stato mai il programma del 3% a cui Iva, polemicamente, si riferisce? Magari Sipario di Emilio Fede? Marte e Venere di Liorni andava nel primo pomeriggio ed è stato un clamoroso flop, ma era ancora precedente (2001)…