Califano e Jannacci aspettano martedì per i live-coccodrillo. In Rai servizio pubblico con le Lecciso

Noi paghiamo il canone per sorbirci l’ex compagna di Al Bano registrata e non avere uno straccio di tributo a due grandi artisti

Mentre il Direttore Giancarlo Leone gongola su Twitter, io accendo RaiUno il giorno di Pasqua e assisto alla grande truffa del servizio pubblico.


La Rai, a differenza dei giornali privati e della privata Mediaset che sono liberi di chiudere, dovrebbe restare di turno come gli ospedali e i trasporti. Invece prende in giro l’abbonato al canone, garantendo sì la regolare messa in onda di Domenica In, ma pre-registrata. Peccato che a questo giro la pasta al forno riscaldata sia riuscita male. Perché, nel giorno in cui ci si dovrebbe fermare e ricordare due grandi artisti morti a distanza di un giorno, Enzo Jannacci e Franco Califano, le ferie “congelano” i coccodrilli tv.

E, così, ti ritrovi a Domenica In Così è la vita Lorella Cuccarini che riporta in vita le sorelle Lecciso (con Cristel Carrisi fanno parte del “pacchetto Al Bano“). Un momento stridentissimo, per chi invece si collega sul web – unica finestra sempre aggiornata sulla realtà che non va mai in vacanza – e scopre che i trending topic del pubblico sono ben altri.

Ma di Califano tutti si ricorderanno a tempo debito, quando bisognerà salire sul carro del caro estinto. E’ quello che recrimina, in un ricordo non convenzionale su Facebook, Federico Zampaglione dei Tiromancino. Uno che volle collaborare con Franco quando tutti gli remavano contro, considerandolo finito, e oggi si ribella cinicamente a tutti quelli che vorranno mettersi in mostra sulla sua pelle. Lui organizzerà a tempo debito un tributo, ma aperto solo a chi lo conosceva davvero.


In compenso la D’Urso ostenta su Twitter la sua amicizia col Califfo e ha dalla sua il fatto di averlo intervistato per l’ultima volta. Anche lei terrà tutto in caldo per martedì, giorno dei funerali e di ri-uscita dei suoi amati quotidiani (oltre che di regolare messa in onda di Pomeriggio Cinque).

I media tradizionali hanno i loro tempi, che non sono più quelli dell’attualità. Sono i tempi del sensazionalismo, che non riesce a essere sul pezzo sul momento, ma nei giorni successivi ti costruisce la soap a puntate.

Alla Rai ieri sera è andata bene, essendosi potuta schermare dietro il replicato Che tempo che fa su Jannacci, costruito da Fazio come un perfetto coccodrillo ante mortem. Ma quando riusciranno, con l’ultimo dei conduttori in servizio e due filmati dalle teche Rai, a garantire degli speciali dell’ultimo minuto?

Perché ci si attiva con le edizioni straordinarie solo per ragioni di agenda politica, mentre a Pasqua “tutto il resto è noia”, con le sorelle Lecciso che fanno il trash-paio con Rubicondi a La vita in diretta?

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