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A 25 anni dalla tragedia dello stadio di Heysel, Joi propone uno speciale commemorativo

Una commemorazione necessaria, anche in televisione. Il 29 maggio 1985, cioè 25 anni fa, 39 persone morirono orribilmente schiacciate allo stadio Heysel di Bruxelles, poco prima del fischio d’inizio della partita Liverpool-Juventus, finalissima della Coppa dei Campioni. La gara si disputò ugualmente e finì con i lugubri festeggiamenti bianconeri.Sarà il canale Joi, questa sera, a

Una commemorazione necessaria, anche in televisione. Il 29 maggio 1985, cioè 25 anni fa, 39 persone morirono orribilmente schiacciate allo stadio Heysel di Bruxelles, poco prima del fischio d’inizio della partita Liverpool-Juventus, finalissima della Coppa dei Campioni. La gara si disputò ugualmente e finì con i lugubri festeggiamenti bianconeri.

Sarà il canale Joi, questa sera, a ricordare i momenti orribili di quella tragedia con un viaggio intitolato Pazza fede ultrà: lo speciale non racconterà tanto i margini di quella catastrofe, ma gli scenari dietro il tifo e la “fede sportiva”. Scelta bizzarra, questa di Joi, se mi si consente un giudizio personale: per tributare il doveroso ricordo a un incidente mortale – in cui il tifo ebbe responsabilità marginale, a fronte della fatiscenza dell’impianto sportivo e della ridicola organizzazione dell’evento stesso – si adopera il meccanismo della solita condanna dei supporters in quanto tali, quando al tempo, l’unica cosa veramente scandalosa fu il comportamento dei giocatori in campo e delle autorità che autorizzarono (e organizzarono) la partita. Come sempre, diventa chiaro che qualsiasi evenienza negativa capiti a ridosso di uno stadio o di una partita sia da attribuire ai tifosi. Anche nel titolo di questo speciale di Joi (doveroso, ribadiamo) si nasconda questa malsana abitudine.

Lo speciale, in ogni caso, proporrà una serie di interviste a giornalisti sportivi ed esperti di calcio: da Alberto Brambilla (docente universitario e scrittore) a Giovanni Bruno (direttore dei progetti editoriali speciali di Sky), da Luigi Guelpa (giornalista sportivo) a Giorgio Terruzzi (autore teatrale, scrittore e vicedirettore di Sport Mediaset). Sarà presente anche Fabio Bastianello, regista e autore di Secondo tempo, un film ambientato tra gli ultrà (di nuovo, come se fosse da attribuire solo a loro la responsabilità di questa tragedia). Nel 2005 Marco Tardelli si scusò pubblicamente per i festeggiamenti.