Mina brutale sui talent show: "Il massacro mediatico è l'unica chance di oggi". E la Amoroso rischiò l'esaurimento (video)

carta matteo

Fa riflettere, come sempre, il punto di vista di Mina sui talent show nostrani, croce e delizia del successo musicale contemporaneo veicolato dalla tv. La cantante si era già espressa - e si sa che le sue parole pesano - a favore di due giovani promesse della "telecanzone" italiana:

"La vera bomba è Marco Mengoni. Questo per quanto riguarda Sanremo. Ma c’è un altro fenomeno assolutamente sbalorditivo. È Cristian Imparato, il bambino con la macchinetta per i denti della trasmissione di Gerry Scotti. Favoloso nelle intenzioni e nell’esecuzione. E pensare che canta con la corazzata Potëmkin in bocca…".

Ora, nella sua rubrica di posta dell'ultimo numero di Vanity Fair, la più inafferrabile delle star raccoglie l'esperienza di vita di un papà: suo figlio, Gianluca Rebuzzi, "è molto apprezzato nei suoi concerti a Bologna, ma fa fatica ad affermarsi perché solo attraverso la Tv oggi si ha la possibilità di farsi conoscere e a lui non va di sottoporsi al massacro mediatico".

Mina ha una risposta secca e tranciante, come sempre:

"Ma meno male che esistono i talent show. E' proprio da lì che sono nati gli ultimi nomi interessanti. Il mercato è completamente cambiato. Internet ha dato l'ultima mazzata. Le case discografiche sono al collasso. Non hanno un soldo per fare 'sperimentazione'. Hanno licenziato e stanno licenziando a sangue. Comunque, se tuo figlio vuole fare questo mestiere è meglio che si abitui al massacro mediatico, che si verificherà soltanto se avrà fortuna".

Marco Carta su RaiUno
Maria De Filippi a Grazie a tutti
Valerio Scanu
Marco Mengoni - X Factor 3

Mi permetto di trovare un po' forte e ipocrita l'assunto "retoricamente al passo coi tempi" di Mina (che poi è la prima, forte di un passato glorioso, a sottrarsi alle trappole dei media da anni). Da un punto di vista strettamente commerciale il suo parere non fa una piega. Se Marco Carta non avesse litigato con Grazia Di Michele sotto la gonnella di Luca Jurman, se Valerio Scanu non fosse stato "eletto" cucciolo di presunzione in prima serata (cercando protezione tra le fan), se Alessandra Amoroso non fosse passata in tv come "la migliore amica delle ragazze di oggi" e Pierdavide, Emma e Loredana (che in pratica vanno avanti in tre di pari passo) non avessero avuto un supporto così forte, oggi non li vedremmo in classifica.

Lo stesso ragionamento vale in parte anche per X Factor, a cui Marco Mengoni deve un accesso privilegiato a Sanremo, nonché una vetrina che ha molto accresciuto il suo ego, a colpi di "trasformismi" e gare tra primedonne con Morgan. Beate eccezioni sono state, invece, Giusy Ferreri e Noemi, che hanno coniugato un talent-lancio con un percorso vecchia maniera, a colpi di prestigiose collaborazioni e progetti selezionati.

Siamo sicuri, però, che il talent show faccia bene davvero a tutti? Karima Ammar deve sicuramente ad Amici il motivo principale per cui la conosciamo, ma al tempo stesso ha impiegato anni per costruirsi una riconosciuta professionalità nei più selezionati circuiti musicali. Anche se anni fa ci fossero già stati i discografici ad Amici, le avrebbero costruito intorno un progetto melodico decisamente "sprecato" per la sua voce soul, ora esportata a livello internazionale insieme a Mario Biondi. In Italia, forse "per colpa di Amici", Karima è un talento ibrido che si divide tra Maurizio Crozza e Burt Bacharach, tra pregiudizi duri a morire e la difficoltà di attecchire su un mercato discografico sempre meno "istruito".

Lo stesso mercato che, tuttavia, vede in classifica Max Gazzè e Cesare Cremonini, il primo sopravvissuto cantautore ormai "di fama" e il secondo enormemente cresciuto - rispetto ai tempi dei Lunapop - sul piano della scrittura. Entrambi vendono, nonostante non siano i tipici personaggi da talent show e non si espongano mai a livello personale. Della loro generazione parla solo la musica o al massimo il cinema (perché la colonna sonora rimane il compromesso più dignitoso oggigiorno, a meno che non la firmi per Moccia).

Di questi tempi, invece, servono le interviste di copertina in cui si sparla del talent rivale, le foto al mare da far vedere alle "zie" di adozione, i dischi sfornati a tempo di record - a discapito della qualità - per tenere alto l'interesse e non farsi scavalcare dalla carne fresca.

La situazione media attuale, insomma, denuncia che il mercato discografico sarà presto dominato da faccette senza spessore e cantautori pompati oltremisura. Con un'unica speranza all'orizzonte. Matteo Macchioni, il cantante lirico spacciato per vincitore annunciato di Amici 9, è l'unico che non ha avuto un disco pronto per l'uscita e sconterà, dunque, l'effetto "dimenticanza". Su di lui si è voluto investire sul lungo periodo, in termini di qualità anziché di lancio mordi e fuggi. Sta ancora lavorando al suo primo disco con la Sugar di Caterina Caselli (la stessa che anni fa affondò Giulia Ottonello in chiave gotica) e dall’8 al 12 giugno reciterà al Teatro Verdi di Salerno nell’Elisir d’amore di Donizetti, diretto da Daniel Oren.

Se Matteo ce la farà, vorrà dire che il talent show premia anche la "nicchia". Se Pierdavide venderà e sarà "riconosciuto" anche dopo l'effetto Amici, bisognerà dargli atto di avercela fatta con le sue gambe. Ma, finché Scanu lancerà la linea di magliette "In tutti i laghi", ammiccando ai teen idol di Disney Channel e al pubblico medio di Trl, il talent show non ci farà una bella figura. E queste cose Mina non dovrebbe istigarle, visto che un talento come la Amoroso ha rischiato l'esaurimento nervoso di fronte a tanta pressione. (segue video).

La crisi isterica di Alessandra Amoroso

"Non voglio stare qua. Non posso parlare in questa mxxxx di programma. Voglio andare a casa".

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