La Distruction di Distraction

Ora si leveranno mille voci – fra le quali non vorrei fosse confuso questo post – per gridare allo scandalo del nuovo programma di Teo Mammucari, Distraction. Ebbene, anch’io ne parlerò male. Ma attenzione, le motivazioni non sono quelle che potrebbero scandalizzare gli attivissimi genitori del Moige, no. Il punto è un altro. Distraction non

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Distraction - un frame del gameOra si leveranno mille voci – fra le quali non vorrei fosse confuso questo post – per gridare allo scandalo del nuovo programma di Teo Mammucari, Distraction.
Ebbene, anch’io ne parlerò male. Ma attenzione, le motivazioni non sono quelle che potrebbero scandalizzare gli attivissimi genitori del Moige, no.
Il punto è un altro. Distraction non è un programma trash, non ne ha l’estetica nè la consapevolezza autoironica. Distraction non è nemmeno un programma scandaloso, e non è certo più diseducativo di tante altre cosette che la televisione propina quotidianamente ai suoi telespettatori, ai suoi amanti, ai suoi detrattori.
Distraction è semplicemente brutto.
La differita agisce pesantemente sul programma, ci sono tagli visibili come pugni allo stomaco, giochi risibili in cui nemmeno la distrazione riesce a risollevare lo spettatore dal marasma nel quale viene catapultato. La volgarità? Magari ci fosse, con un minimo di onestà. Se l’essere intelligentemente volgari si traduce nel guardare sotto le gonne e nel far entrare quattro esibizionisti nudi in una cabina telefonica insieme a gente vestita, allora non abbiamo capito niente. La volgarità eversiva è un’arte. Il resto è volgarità banale e squallida.
E Mammucari, troppo impegnato a fare il dissacratore e a compiacersi di quanto sia bravo nel dire cose che gli altri non direbbero – almeno, questo è quello che crede lui -, nel parodiare le conduzioni tradizionali, nel prendere per i fondelli un manipolo di fedelissimi disposti a farsi sputtanare pur di esserci, quello stesso manipolo che, per forza di cose, fa la sua fortuna, troppo impegnato nell’onanismo narcisistico della propria conduzione, ha perso tutta la sua carica eversiva ed è la parodia di se stesso, non di quella televisione che vorrebbe in qualche modo massacrare.
Distraction è un programma disonesto e, semplicemente, brutto.
Non facciamone un caso, non ne vale la pena.
Una cosa mi piacerebbe vedere: i provini che non mostreranno mai, quelli oltre. Giusto per capire fino a che punto sia possibile arrivare.

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