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Jackson e Tortora: innocenti diversi.

Il processo del secolo è finito. Michael Jackson è stato dichiarato innocente, e tanti saluti: chi vive queste cose da spettatore non può che attenersi alla verità che emerge dai tribunali, con buona pace dello show Michal Jackson Trial, di cui si potranno sempre godere le repliche.Ieri sera, invece, Minoli a La Storia Siamo Noi

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Enzo Tortora - Michael Jackson Il processo del secolo è finito. Michael Jackson è stato dichiarato innocente, e tanti saluti: chi vive queste cose da spettatore non può che attenersi alla verità che emerge dai tribunali, con buona pace dello show Michal Jackson Trial, di cui si potranno sempre godere le repliche.

Ieri sera, invece, Minoli a La Storia Siamo Noi – il cui rigore documentaristico e giornalistico è assolutamente encomiabile – ha mostrato un altro processo che ha segnato, in qualche modo, la storia della televisione italiana: quello a Enzo Tortora (ne parla anche Nick, cui diamo il benvenuto nel suo spazio da opinionista, Il Tubo Canonico.

Vittima di un clamoroso errore giudiziario e di un accanimento guadagnato chissà perché, Tortora ha avuto la carriera e la vita stroncate dal dispiacere di un innocente marchiato con l’infamante definizione di camorrista. Con prove a carico pressoché inesistenti.

Il padre di un programma di successo come Portobello, da cui derivano molti format e generi della televisione di intrattenimento moderna, non ha certo avuto il trattamento privilegiato di Michael Jackson, anche se, dopo che già si era ammalato di cancro ebbe la meritata riabilitazione e il riconoscimento della sua innocenza.
Ma, come sempre, ci sono innocenti e innocenti. Quelli con milioni di fan e di dollari, sono più innocenti degli altri.