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Il Financial Times stana Romani: “Non ci opporremo a Sky sul Digitale Terrestre”

La richiesta di Sky, presentata in sede europea, di poter entrare nel digitale terrestre da subito, due anni prima di quanto stabilito dai vecchi obblighi antitrust, con la conseguente alzata di scudi del Governo, Agcom e Antitrust italiana ha suscitato un certo interesse anche fuori dai confini nazionali. Il Financial Times, in un articolo di

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La richiesta di Sky, presentata in sede europea, di poter entrare nel digitale terrestre da subito, due anni prima di quanto stabilito dai vecchi obblighi antitrust, con la conseguente alzata di scudi del Governo, Agcom e Antitrust italiana ha suscitato un certo interesse anche fuori dai confini nazionali. Il Financial Times, in un articolo di qualche giorno fa, aveva evidenziato come l’implicita contrarietà delle autorità italiane fosse un’altra dimostrazione dell’imperante conflitto d’interessi nel campo della televisione.

Le parole del principale quotidiano economico britannico hanno scatenato la reazione del viceministro Paolo Romani che ha scritto una lettera piuttosto piccata rispondendo alle allusioni su questo tema:

Non sorprende più di tanto che la richiesta presentata da Sky Italia alla Commissione europea per poter sottoporre una offerta per le frequenze del digitale, offra una ghiotta occasione per scatenare l’ira e il biasimo di quanti nutrono un’innata avversione per l’attuale governo. Sono prevedibili le interpretazioni secondo cui il Governo italiano si muoverebbe a nome di Mediaset per escludere dall’entrata nel mercato della tv digitale un concorrente scomodo. Sfortunatamente ancora una volta la realtà italiana è stata grossolanamente mistificata, mescolando pregiudizio con la propaganda proveniente dalla stampa nazionale (italiana, ndr) che si schiera con l’opposizione, sempre più ansiosa di risollevare la questione del conflitto di interessi.

Secondo Romani è fantasiosa l’interpretazione del quotidiano inglese che aveva ipotizzato un ostruzionismo all’ingresso di Sky sul DTT anche in caso di pronuncia europea favorevole al network di Murdoch, ma soprattutto ha dichiarato:

Con nessun mezzo si impedirà a Sky di entrare nel mercato del digitale terrestre nel 2012, sia nel caso voglia acquistare delle frequenze o società, sia nel caso voglia prendere in gestione dei canali.


Insomma, non è vero niente, il Governo lascerà che sia l’Europa a decidere e poi, nel caso, sarà pronta ad ottemperare. Difficile credergli dopo il caso Rete 4Europa 7, con la prima rimasta nell’etere nonostante le pronunce a tutti i livelli che la volevano sparata sul satellite in favore della piccola rete indipendente, ma potremmo essere noi (e quelli del Financial Times) i maligni. Chiaro.

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