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Congresso Usigrai, a Salsomaggiore gli Stati generali dei giornalisti RAI

Ci sono a Salsomaggiore in queste ore gli Stati generali dei giornalisti RAI. Il congresso, che si chiude sabato 17 aprile, sta già mettendo in luce le difficoltà dell’azienda di Stato in merito a concorrenza e gestione politica. Tra i presenti anche gli epurati dal Tg1 come Tiziana Ferrario e Paolo di Giannantonio. Le questioni

di marina

Ci sono a Salsomaggiore in queste ore gli Stati generali dei giornalisti RAI. Il congresso, che si chiude sabato 17 aprile, sta già mettendo in luce le difficoltà dell’azienda di Stato in merito a concorrenza e gestione politica. Tra i presenti anche gli epurati dal Tg1 come Tiziana Ferrario e Paolo di Giannantonio. Le questioni in dibattito non sono poche. Fondamentalmente il leit-motiv è uno: mancano soldi; la crisi si sente nei mancati introiti pubblicitari; puntare all’abbattimento dell’evasione del canone.

Per quanto riguarda, invece la questione libertà, tutti la reclamano a gran voce, partono applausi e fischi dalla platea ma di fatto non si è annunciato alcun reintegro. Infatti, il consiglio di amministrazione è stato comunque rimandato a lunedì prossimo e le decisioni da prendere riguarderanno, ad esempio, il caso Paolo Ruffini destinato a dirigere RaiDigit ma di fatto ancora sospeso e che ne frattempo ha mosso vertenza all’azienda; in sospeso anche la questione contrattuale di Giovanni Minoli che a maggio compie 65 anni e dovrebbe andare in pensione, ma con progetti ancora aperti come le trasmissioni sui 150 anni dell’Unità d’Italia.

Infine, una nota di spettacolo, parliamo pur sempre di giornalisti televisivi! Stasera tutti migrano al Palazzo dei Congressi per il dibattito: “I cittadini di Salsomaggiore incontrano i cittadini RAI”, serata condotta da Giovanni Floris. Vi prenderanno parte Tiziana Ferrario, Marco Civoli, Gilberto Squizzato e Ennio Ramondino.

Dopo il salto una breve crestomazia delle dichiarazioni sin qui fatte.


Questione epurati: il Carlo Verna-pensiero.
(segretario Usigrai)

Questa è la Rai di Caligola e dello Zimbabwe. Non ci piace, non può reggere nel tempo, non giova a nessuno sapere di poter precipitare agli inferi non perché si è sbagliato professionalmente, ma perché non si sono frequentate le segreterie di partito vincenti, perché non si è in linea. Vogliamo l’autonomia del servizio pubblico, vogliamo la liberta’ di informare. Rilanciamo, non molliamo, insistiamo, testardi, tenaci.


Se paghi il canone hai una RAI libera: il Paolo Garimberti-pensiero.
(Presidente Rai)

Nella stagione delle riforme ci deve essere un posto anche per la Rai per essere più libera, più autonoma, più azienda. Senza risorse non esiste autonomia, non esiste multimedialità, non esiste la Rai. Non c’è consesso pubblico in cui non ribadisca che è vergognoso che un Paese civile possa tollerare che quasi un cittadino su 3 evada una imposta. Non c’è momento in cui non ricordi che questa ‘imposta’ non si paga per la Rai, ma per il ‘possesso di un apparecchio atto a ricevere trasmissioni radiotelevisive. cominciamo a chiamare il canone come in Gran Bretagna: imposta per il possesso di un apparecchio tv. Il canone è come il bollo auto: è legato al possesso. Se giri in auto o se la tieni ferma sono problemi tuoi: se hai la macchina devi pagare il bollo. Se guardi la Rai o non la guardi è una scelta tua. Ma se hai una televisione devi pagare il canone.

Pochi soldi? Poca qualità! Il Mauro Masi-pensiero (direttore generale Rai)

Se pensate che stiamo per chiudere il bilancio 2009 con circa 45/55 milioni di perdite nonostante un calo vistoso della pubblicità che ci ha sottratto risorse per circa 170 milioni di euro rispetto a quelli previsti, appare evidente che l’azienda si è prodotta in uno sforzo repentino ed efficace che ha permesso di abbattere la struttura dei costi esterni di oltre 100 milioni di euro in soli 6 mesi. Abbiamo approvato un Contratto di Servizio importante per la Rai; mi auguro, così come voi avete evidenziato, che il legislatore ci aiuti sul fronte del recupero dell’evasione del canone, ma è essenziale un nostro fattivo impegno. Dobbiamo essere soddisfatti per tutti questi risultati raggiunti in 12 mesi. Gli ascolti ci stanno premiando in maniera particolarmente significativa e lasciatemelo dire per molti inaspettata. Il digitale si sta affermando anche tra le difficoltà che tutti hanno visto e che noi, prima di altri, abbiamo affrontato direttamente. Molto c’è ancora da fare, penso soprattutto a un recupero di qualità e senso del servizio pubblico sulle programmazioni e sui palinsesti. Sono tuttavia persuaso che grazie all’impegno di tutti la Rai sarà in grado di affrontare al meglio le sfide del prossimo futuro.


Questione Sky: il Carlo Verna-pensiero

Oggi l’autorità europea potrebbe permettere a Sky di scendere anche sul digitale terrestre. Che succederà? Ci sarà spazio per tre? La Rai avrà capacità e risorse per garantire i suoi 12 e 13 canali. Quale ruolo avrà Mediaset, che non è né mia ne tua ma del presidente del Consiglio? Come condizionerà questo fatto il mercato? E come potrà rispondere un’azienda con la governance attuale? Per questo serve massima attenzione. Il Congresso vuole accendere i riflettori, porre forte attenzione su questi temi. Siamo comunque a un bivio. La Rai o si sviluppa o rischia un declino rapidissimo.

[Via | Parma Daily, Osservatorio sulla legalità, key4biz]

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