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Maria Luisa Busi annuncia querela dopo il richiamo della Rai

Guerra aperta fra Maria Luisa Busi e la Rai. Qualche giorno fa la notizia, pubblicata da Il Giornale, che riferiva della lettera di richiamo ricevuta per l’intervista a Repubblica che conteneva critiche al direttore Minzolini e riferimenti agli ascolti in calo del Tg1. Oggi la comunicazione del legale della Busi che ha intenzione di sporgere

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Guerra aperta fra Maria Luisa Busi e la Rai. Qualche giorno fa la notizia, pubblicata da Il Giornale, che riferiva della lettera di richiamo ricevuta per l’intervista a Repubblica che conteneva critiche al direttore Minzolini e riferimenti agli ascolti in calo del Tg1. Oggi la comunicazione del legale della Busi che ha intenzione di sporgere querela:

Ho appreso dal quotidiano ‘Il Giornale’ di essere destinataria di una lettera aziendale il cui contenuto è stato pubblicato oggi. Il mio legale, l’avvocato D’Amati sporgerà querela contro ignoti per violazione del segreto epistolare secondo l’articolo 616 del codice penale.

La Busi, divenuta (suo malgrado), simbolo del dissenso interno al Tg1 che sta provocando diversi scossoni (si vedano le rimozioni di Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso), ha incassato la solidarietà di Giuseppe Giulietti, portavoce dell’associazione Articolo 21:

Il quotidiano Il Giornale pubblica la notizia della sanzione ricevuta dalla giornalista Rai Maria Luisa Busi per la sua intervista a Repubblica nella quale avrebbe leso l’immagine dell’azienda sbagliando anche i dati di ascolto. Una decisione davvero singolare, non solo perché la direzione dell’azienda contesta ad un consigliere nazionale Fnsi (non solo quindi dipendente Rai) di aver espresso la sua opinione, una cosa che ha il disgustoso sapere della rappresaglia antisindacale, ma è ancora più sconcertante perché si tratta della medesima azienda che non ha contestato e non contesta la “confusione” tra assoluzione e prescrizione, le telefonate con il premier per aggiustare i palinsesti ed espellere le persone sgradite, la rimozione di decine di giornalisti e dirigenti al Tg1 e non solo, la violazione, perfino del contratto di servizio, quando è arrivata a sopprimere e chiudere i principali programmi di approfondimento.


Prosegue Giulietti:

Peraltro è la stessa azienda che finge di non vedere e non sapere che molte attuali nomine furono concordate a Palazzo Grazioli. Pertanto la lettera di richiamo alla Busi, dello stesso tono di quella che fu inviata a suo tempo a Loris Mazzetti, è un atto di intimidazione che dovrà essere impugnato e respinto in ogni sede. I legali di Articolo 21, anche in questa occasione, faranno la loro parte.

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