Domenica In – L’Arena, Raffaella Carrà è in piena trance-talent show: ha in testa solo The Voice

Raffaella Carrà, intervistata da Massimo Giletti, a Domenica In – L’Arena.

Rivedere Raffaella Carrà sul piccolo schermo ti regala sempre un piacere inspiegabile, un po’ come quando incontri, dopo tempo immemore, una lontana zia o un’anziana vicina di casa: rimembri bei tempi ormai andati e una tenera malinconia ti avvolge. Impossibile parlare male di Raffa.

Mettendo momentaneamente da parte i sentimentalismi patetici, parlando della Carrà artista, un particolare è sicuramente da apprezzare: la sua totale abnegazione per ogni nuovo progetto. Una dedizione totale, senza mezze misure, che a volte può apparire anche involontariamente comica, com’è successo oggi durante la puntata odierna di Domenica In – L’Arena, programma condotto da Massimo Giletti su Rai 1.

Raffaella Carrà non ha semplicemente sposato la causa The Voice. No. La Carrà si è letteralmente marchiata a fuoco sulla pelle, The Voice. Giletti, oggi, ha tentato di spostare la conversazione verso altri lidi ma non c’è stato nulla da fare. Per Raffaella, ora c’è solo The Voice.

The Voice, The Voice, The Voice. Punto.

Si capisce fin dalla prima dichiarazione che Raffaella Carrà ci tiene davvero a questo programma, che la sua non è soltanto la classica marchetta di rito:

Io credo nel destino. Ero a Madrid e ho visto una puntata di The Voice, mi sono emozionata e mi sono detta: “Questo è un programma che farei volentieri”. Sono tornata a Roma e mi hanno offerto The Voice. Non è una strana combinazione astrale?

Anche quando la Carrà è chiamata ad assolvere l’arduo compito di giustificare la presenza di un altro talent show in tv, la conduttrice, serafica, rivendica la diversità di questo progetto televisivo:

E’ diverso, è una cosa che non ho mai fatto. Noi siamo quattro coach, che vuol dire allenatori, ognuno di noi formerà una squadra di 16 ragazzi e ragazze, sarò l’Antonio Conte della situazione. Ognuno di noi starà accanto a questi ragazzi, che da 16 diventeranno uno per ciascuno di noi. Elimineremo i ragazzi in maniera positiva. Noi stiamo cercando The Voice, La voce, non Una voce. Ascoltare la voce e non vedere la persona è la novità.

Per non rendere l’intervista troppo monotematica, Giletti, allora, si ricollega alla vera The Voice ossia Frank Sinatra con il quale Raffaella Carrà ha lavorato nel film Il colonnello Von Ryan. Giletti batte il chiodo su un presunto sentimento di Sinatra nei confronti di Raffaella ma quest’ultima respinge la palla in corner:

Ma parliamo di The Voice…

E non si rivela utile nemmeno un vecchio filmato di Fabio Fazio agli albori, lanciato proprio da Raffaella Carrà in Pronto, Raffaella?. Il discorso ritorna subito a The Voice:

Ecco, mi piacerebbe che in The Voice, tre o quattro cantanti possano cominciare una carriera, non il successo esplosivo, ma una carriera sì.

Infine, quando Massimo Giletti mostra un filmato rubato, girato da uno smartphone nello studio di The Voice, nel quale vediamo Raffaella e Gianni Morandi confabulare misteriosamente, la Carrà, ironicamente piccata, si rivolge all’indirizzo di Giletti in questo modo:

Ma tu sei proprio uno di quei giornalisti, eh?

Giletti giornalista?

E’ anche generosa, Raffaella…

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