L'Italia1 che rinasce (ma non sa dosare le risorse): Capogiro e Polpette si invertono, Jekyll un grande spreco? Arrivano Così fan tutte 2 e Sketch Show

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Polpette

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Italia 1 è finalmente uscita dalla rianimazione (tanti i post, precedenti a questo, in cui su TvBlog abbiamo sparato a zero). Per quanto sia ancora opportuno appellarsi alla prognosi riservata, la rete smart Mediaset è tornata ad avere un dialogo con il suo storico pubblico, dopo anni in cui le sole aspiranti Lucignolo e lo scarso investimento sull'intrattenimento si erano fatti sentire.

Sia chiaro, pensare di tornare all'Italia 1 di Fiorello, Simona Ventura e Alessia Marcuzzi è un'utopia. I tempi son cambiati e con essi i budget. Ma la sensazione è che, pur con le limitate risorse a disposizione, l'attuale programmazione dia segni di rimonta. Finito il lutto per la mancata conferma della Talpa e in attesa della nuova edizione de La Pupa e il Secchione (senza studio, ma con un Enrico Papi - pare - confermato in prima serata e i commenti della Gialappa's in seconda), la rinascita di Italia 1 è avvenuta già in autunno con Così fan tutte.

Dopo tante sitcom inutili e fini a se stesse, quella con Alessia Marcuzzi e Debora Villa, tra uno scandalo e l'annesso spostamento in seconda serata, ha finalmente fatto parlare di sè, stuzzicando il pubblico con testi mai banali e delle guest-star d'eccezione. Un buon riscontro c'è stato sia nell'iniziale collocazione in preserale che in seconda serata dopo Colorado, unico marchio di successo - va detto - che ha tenuto in vita Italia 1 negli ultimi anni, con tutti i limiti "ormonosi" in fatto di target.

Non a caso Fatma Ruffini, direttore Programmi, format e sit-com di Mediaset, ha ufficializzato oggi in diretta su Qui Mediaset che ci sarà una seconda serie di Così fan tutte: la Marcuzzi tornerà a girare con la Villa subito dopo il Grande Fratello. Mentre Camera Cafè, Love Bugs e Buona la prima non avranno per ora nuove stagioni, è previsto in autunno l'arrivo di All Stars, sitcom Colorado con un cast appunto stellare, da Ambra Angiolini a Diego Abatantuono passando per Paolo Hendel. E Ale e Franz stanno lavorando a un nuovo progetto dal titolo provvisorio Sketch Show.

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A proposito di conferme, invece, al mercoledì sono tornate a trionfare Le Iene che, complice finora la mancanza di vera concorrenza calcistica, hanno riaffilato gli artigli con alti ascolti e dei servizi nuovamente graffianti e imprevedibili.

Poi su Italia 1 è arrivata una ventata di vintage, a partire dalla riproposizione di un marchio storico Matricole e Meteore, vecchia gloria confinata nel peggiore sgabuzzino Mediaset. Eppure Nicola Savino ce la mette tutta, approfittando della crisi che c'è (anche dei veri conduttori) per fare il grande salto da spalla e geniale autore televisivo a "volto di punta". In quanto a presenza scenica uno come lui, da solo su un palco, lascia ancora molto a desiderare, ma tale è la passione che ci mette da farsi perdonare di non essere "proprio all'altezza".

Anche in access, in quanto a revival, non si scherza, visto che CentoxCento ha spazzato via i format fotocopia di importazione per amore del buon vecchio gioco spettacolo, a colpi di campioni in carica e ritrovato clima. L'ascolto, per ora, è altalenante, anche se non troppo distante dalle aspettative, con il valore aggiunto di una formula distensiva e finalmente poco macchinosa.

Programmazione serale a parte, dove brilla anche il figliuol prodigo Dr. House, è nel daytime che Italia 1 ha lanciato la vera sfida, provando a intercettare il pubblico di studenti universitari nostalgici e annoiati. Lo ha fatto con un trittico decisamente sperimentale: un ciclo di documentari dal titolo Capogiro, la rubrica amarcord Polpette e la critica televisiva del giorno prima a cura di Gianluca Nicoletti.

Su Jekyll è bene soffermarsi: Italia 1 ha una vera perla rara tra le mani. Nicoletti riesce, infatti, a guidare il telespettatore medio nei meandri dei programmi più "mediatici", ricoprendo due funzioni: colmare le lacune di momenti imperdibili e illustrarne criticamente il senso. Con tutto il rispetto per programmi che lo hanno fatto finora, su fronti più accademici, finalmente una rubrica di tv che guarda la tv che conta, quella che penetra nell'opinione pubblica e non è lo sfizio di qualche intellettuale.

Nicoletti non ha la puzza sotto al naso, mescola alto e basso come pochi sanno fare e fa i danni mortali per stare sempre sul pezzo, a costo - forse - di lavorare con la sua redazione di notte. Peccato, solo, che Jekyll non faccia grandi ascolti al mattino e tanto lavoro rischi di andare sprecato. L'ideale sarebbe promuovere un esperimento simile, che eleva molto la mission oltre che il target di Italia 1, in fasce più ambiziose.

Peccato che la seconda serata sia off limits, visto il monopolio del dispendioso quanto prestigioso Pietro Chiambretti, e una più credibile collocazione alle 19.00/19.30 rischierebbe di mandare Jekyll allo sbaraglio al preserale.

Le altre due nuove proposte di Italia 1 sono, come dicevamo, Polpette e Capogiro. Li citiamo in quest'ordine perché - ve lo riveliamo in anteprima - dalla prossima settimana si invertono. Polpette parte alle 9.10 dopo Friends, ripreso sempre al mattino dalla prima puntata, e Capogiro precederà Jekyll dalle 10.30. Non è ben chiaro quale dei due programmi voglia tutelare questo "scambio", forse i documentari di Capogiro che per ora non se la vedono troppo bene (e su cui forse puntavano di più).

Anche su Polpette va spezzata una lancia. Chi era convinto di trovarsi di fronte a un programma di scarti inutil-retrò si è dovuto ricredere, visto che lo show dispensa vere chicche, sia esibizioni musicali e comich da rivedere volentieri, che momenti cult di programmi ancora in onda come le Iene: oggi abbiamo visto il mitico spogliarello di Volo dinanzi alla Marcuzzi, una sorta di precedente del nuovo denudamento di Pellizzari davanti alla Cuccarini.

Insomma, per andare in onda nel mattino di Italia 1 c'è una piacevole effetto vintage, con un lavoro di archivio nettamente superiore a quello fatto per Supershow in un access domenicale. Non a caso la cura è di Gigliola Barbieri, primo e storico produttore di Finivest-Mediaset responsabile di gran parte dei successi degli anni '80 e '90.

Ora, tante energie sono state profuse per una media mattutina del 5-6%, e ascolti che non superano 1.000.000 di telespettatori. Italia 1 continuerà a investire in una programmazione che, pur non facendo il botto, è una buona alternativa ai vari fornelli e tribunali? O si arrenderà tornando a programmare vecchi telefilm tappabuchi? Noi ci auguriamo che si continui a credere nelle autoproduzioni, che restano l'unica vera salvezza di una rete generalista, a maggior ragione giovane, schiacciata dal satellite in quanto a serie e film.

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