Mario, una serie sponsorizzata da un'azienda responsabile (finalmente!)

Micidial Corporation

Mario - Lo sponsor: M Corporation

Mario - Lo sponsor: M Corporation
Mario - Lo sponsor: M Corporation
Mario - Lo sponsor: M Corporation
Mario - Lo sponsor: M Corporation

Abbiamo appena terminato la visione in differita della serie Mario (dopo aver letto l'incredibile intervsta video senza video a Maccio Capatonda), andata in onda ieri sera su MTV, con la saggia avvertenza che si rivolgeva ai genitori di minori, affinché accompagnassero i figli eventualmente spettatori e non li lasciassero soli nel percorso.

Quel che colpisce, di Mario, non è tanto il suo raccontare in una maniera che non era riuscita nemmeno a Studio 60 on the Sunset Strip il dietro-le-quinte del mondo televisivo, quanto piuttosto, il dare vita, finalmente, ad uno splendido connubio fra la serialità televisiva e uno sponsor di alto livello.

E' bello, infatti, vedere che la M Corporation (per gli amici Micidial, guarda il sito ufficiale) si sia inserita in questo modo così abile e subdolamente aggraziato nelle pieghe non solo della serie stessa, ma anche dei suoi spazi pubblicitari, raccontando una volta per tutte la sua sorridente mission, i suoi immarcescibili principi ispiratori, il suo leaderismo nel soddisfacimento del bisogno dell'essere umano dalla nascita alla morte e le sue sedi sparpagliate intorno al mondo.

Un'azienda responsabile che sceglie di sponsorizzare una serie responsabile. Una serie che scava nei meandri dell'umanità e mostra, tra il serio ed il faceto, le difficoltà degli immigrati, responti da un temibile buttafuori mentre la discoteca Italia suona l'inno-dance; l'esultanza del giocatore dell'Iraq che si fa saltare in aria per la gioia del gol; i drammi delle morti in HD e il dramma umano e personalissimo di Mario.

Un uomo che lotta contro l'allure di bontà della Micidial Corporation perché ne conosce il lato oscuro, quasi certamente frutto di una campagna denigratoria a mezzo stampa. Che, mista al tradizionalismo di Mario, legato alla conduzione familiare della televisione in cui lavora, non riesce a vedere tutte le potenzialità e l'apertura verso il futuro della M Corporation.

Non si spiega altriment la sua ostilità, che assurge a metafora dell'ostilità dell'uomo nei confronti del cambiamento, del suo timore naturale per l'evoluzione della specie, della sindrome di NIMBY.

L'impronta della M Corporation, fortunatamente, è ben visibile nella serie e non dubitiamo che sarà, presto, uno degli sponsor trainanti del futuro della televisione generalista (e non).

Mario, una serie sponsorizzata da un'azienda responsabile (finalmente!)

[N.b.: per la recensione seria leggete qui. Questa era quella serissima]

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: