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O tempora

La storia insegna che l’umanità è capace di usare nel peggiore dei modi qualsiasi invenzione venga partorita per scopi nobili. Non so quanto sia nobile lo scopo della televisione – non credo nel ruolo da educatrice che molti vorrebbero imporle, credo piuttosto nel suo ruolo di info-intrattenimento – nè voglio chiedermelo, ma è fuori da

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La storia insegna che l’umanità è capace di usare nel peggiore dei modi qualsiasi invenzione venga partorita per scopi nobili.
Non so quanto sia nobile lo scopo della televisione – non credo nel ruolo da educatrice che molti vorrebbero imporle, credo piuttosto nel suo ruolo di info-intrattenimento – nè voglio chiedermelo, ma è fuori da ogni dubbio il fatto che essa possa essere usata, come e più di ogni altro mezzo di comunicazione, per scopi che vanno al di là della sua funzione primaria e che si avvicinano al controllo delle masse.
Ecco l’unica locuzione che mi viene in mente quando leggo che il Governo ha istituito un premio

all’autore di un programma radiofonico ed all’autore di un programma televisivo, i quali abbiano offerto un’immagine positiva della famiglia, intesa come società naturale fondata sul matrimonio tra persone di sesso diverso, ai sensi dell’art. 29 della Costituzione.

Onde evitare che qualcuno gridi allo scandalo o alla cattiva informazione, non linkerò soltanto Repubblica,
Gaynews, o blog schierati che giustamente insorgono, ma anche la pagina del sito del Governo Italiano in cui si parla dell’iniziativa, perché tutti possano rendersi conto che se ne parla esattamente e letteralmente nei termini di cui sopra.

Questa insistenza sul naturale e sul sesso diverso è indicativa, quasi come l’inutilità sostanziale del premio che consiste in

un oggetto artistico su un tema che richiami le ragioni dell’iniziativa, è conferito dal Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta di apposita giuria composta da personalità della cultura dotate di specifiche competenze in materia di spettacolo e mezzi di comunicazione di massa, nominata dallo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro delle comunicazioni. La giuria si avvale della collaborazione di una segreteria tecnica composta da personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Inutile dire che la cosa piace al Moige.
A me no.

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