Vittorio Sgarbi contro Youtube: leso il diritto di immagine. Il guru della telerissa chiede 10mila euro al minuto

Tutti contro YouTube. Il mondo della televisione, in particolare, sembra non gradire particolarmente l’esistenza di questa piattaforma demoniaca, capace di fare quanto e meglio del mezzo catodico tradizionale. Mediaset è sull’orlo di una crisi di nervi, la Rai ha diffidato chiunque carichi sul “Tubo” spezzoni di trasmissioni e programmi non autorizzati. Adesso tocca a… Vittorio

Tutti contro YouTube. Il mondo della televisione, in particolare, sembra non gradire particolarmente l’esistenza di questa piattaforma demoniaca, capace di fare quanto e meglio del mezzo catodico tradizionale. Mediaset è sull’orlo di una crisi di nervi, la Rai ha diffidato chiunque carichi sul “Tubo” spezzoni di trasmissioni e programmi non autorizzati. Adesso tocca a… Vittorio Sgarbi. Il celeberrimo uomo televisivo, assurto a gotha del trash grazie alle sue telerisse, croce e delizia (soprattutto delizia) dei contenitori pomeridiani della televisione italiana, ha dato mandato ai propri avvocati di diffidare YouTube per aver violato a mezzo video il suo diritto all’immagine. I video di Sgarbi, infatti, le sue risse, da quelle con Mike Bongiorno, storica, a quelle più recenti orchestrate con il beneplacito di Barbara D’Urso, sono tra i contenuti più cliccati del sito di video sharing. Della cosa si sta occupando l’avvocato di Sgarbi, dottor Giampaolo Cicconi, che esigerà la rimozione delle immagini fisse e in movimento dei programmi in cui compare il proprio assistito. Cicconi – come segnalato da Punto Informatico – ha aggiunto che, laddove i responsabili di YouTube non dovessero provvedere alla rimozione dei video, ci sarà un ricorso presso il Tribunale di Camerino per un risarcimento danni non inferiore a 10mila euro per ogni minuto o frazione di diffusione diretta o indiretta. Così Sgarbi in merito alla sua onnipresenza telematica:

“Me l’hanno detto quelli che se ne intendono: sono tra i più cliccati. Un po’ sotto Berlusconi, tra i più visitati ci sono io. Su YouTube i miei diverbi accesi con la Mussolini o Cecchi Paone vanno alla grande e sono tra i più gettonati”.

Se la questione dovesse trovare terreno fertile, dal punto di vista giuridico, gli intermediari della comunicazione come Youtube, sarebbero obbligati a sorvegliare i contenuti caricati dai propri utenti. Il confine, immaginiamo, tra ciò e la censura sarà sottile.

Dopo il salto qualche celeberrima “performance” di Vittorio Sgarbi.

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