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Scrubs riparte dalla prima stagione, da stasera su Mtv

L’occasione è davvero ghiotta: Mtv manderà in onda tutte e otto le stagioni finora trasmesse in Italia di “Scrubs”, il medical comedy prima della Nbc e dall’anno scorso sulla Abc, con un doppio episodio ogni giorno alle 20:05 (in replica alle 14). La rete giovane per eccellenza, quindi, continua a proporre telefilm all’ora di cena,

L’occasione è davvero ghiotta: Mtv manderà in onda tutte e otto le stagioni finora trasmesse in Italia di “Scrubs”, il medical comedy prima della Nbc e dall’anno scorso sulla Abc, con un doppio episodio ogni giorno alle 20:05 (in replica alle 14).

La rete giovane per eccellenza, quindi, continua a proporre telefilm all’ora di cena, e dopo la conclusione di “Kebab for Breakfast” è arrivato il momento di una delle serie entrate di diritto tra i cult degli scorsi anni (non per altro è in lizza per diventare telefilm del decennio, a cui vi invitiamo a votare).

Lo show di Bill Lawrence -ora con le mani in pasta anche su “Cougar Town”– non solo ha lanciato nello star system Zach Braff, che deve molto del suo successo al protagonista J.D., ma è stato anche precursore di un genere, il medical, che quando la serie partì, nel 2001, non era ancora esploso come sarebbe avvenuto negli anni seguenti.

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“Scrubs” però ha il merito di portare i telespettatori nelle corsie non di un ospedale qualunque, ma di una struttura dove la medicina fa da sfondo alle avventure comiche dei protagonisti. Una volta ogni tanto, insomma, i pazienti non vengono usati come pretesto per raccontare le vite dei medici, ma sono queste stesse a rendersi protagoniste di una commedia che cerca di esorcizzare l’ambiente ospedaliero.

Com’è nato “Scrubs”? Semplicemente dall’idea di Lawrence di raccontare la vita di uno specializzando all’interno di un ospedale, traendo ispirazione dal medico ed amico Jonathan Doris, a cui è dedicato appunto, il nome del protagonista (e che, oltre ad aver collaborato nella stesura degli episodi, fa anche un cameo nell’ultima puntata dell’ottava stagione). Poi, lo sviluppo ha preso una piega meno impegnativa e più leggera, ed ecco che con i comprimari Elliot (Sarah Chalke), l’amore di sempre di J.D., Turk (Donald Faison), il suo migliore amico e l’infermiera Carla (Judy Reyes), si è andata delineando una storyline mai banale, e spesso più vicina alla comicità demenziale alla “Una pallottola spuntata” piuttosto che ad un serio ed adrenalinico medical drama (la parodia, per intenderci, è principalmente quella di “ER”, almeno nei primi anni di messa in onda).

La serie è poi riuscita a lasciare il segno al punto da diventare fonte d’ispirazione anche solo parziale di alcune altre serie: il mitico Dr. Cox (John C. McGinley) ed il suo carattere facilmente irascibile e sempre contro tutto e tutti a detta di molti ha preparato il terreno per un altro dottore scorbutico e dai metodi poco ortodossi, ovvero quel Dr. House che verrà sbeffeggiato dallo stesso Cox nel quarto episodio della sesta stagione. Per non parlare, poi, dei classici voice over del protagonista che aprono e chiudono la puntata, copiati ed incollati senza pudore da “Grey’s anatomy”.

Un tuffo nel passato, quello di stasera, ma anche un modo per riassaporare una comicità che, essendo gli esordi e quindi ancora senza gli occhi di tutti puntati addosso, era molto più dissacrante ed originale rispetto alle ultime stagioni. Ed a proposito di stagioni, in America sta andando in onda “Scrubs: Med School”, nona stagione che vede una rivoluzione nella storia fin dal titolo.

Cox, J.D. (presente per sole sei puntate) e Turk, ora, sono insegnanti in una scuola di medicina, Elliot fa solo qualche comparsata, così come l’Inserviente -il cui nome verrà svelato alla fine dell’ottava stagione-. Nuovi alunni (Kerry Bishé, Michael Mosley e Dave Franco) e situazioni, ma -ahimè- anche nuovi ascolti, decisamente al ribasso. Le prime puntate andate in onda finora non hanno superato i cinque milioni di telespettatori, segnale che pare abbia portato la Abc a voler concludere “Scrubs” alla fine di questi tredici episodi.



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