Roberto Cenci a TvBlog: Da “Ti lascio una canzone” a “Io Canto” ed i perché di una scelta in mezzo a due canzoni

Cosa c’è di meglio di una buona musica con delle belle parole sopra. Un ritmo, una melodia, una poesia mixate assieme che fanno nascere magicamente una canzone. Una canzone può dare un senso ad un ricordo, accende le emozioni sopite del passato, ci aiuta a ricordare, ci aiuta a sopportare, ci aiuta a vivere la

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Cosa c’è di meglio di una buona musica con delle belle parole sopra. Un ritmo, una melodia, una poesia mixate assieme che fanno nascere magicamente una canzone. Una canzone può dare un senso ad un ricordo, accende le emozioni sopite del passato, ci aiuta a ricordare, ci aiuta a sopportare, ci aiuta a vivere la nostra vita, accompagnadoci nelle nostre scelte umane e professionali a volte anche difficili. Un bisogno quindi per certi versi irrinunciabile che sicuramente è nelle corde di uno dei più grandi registi ed autori che la televisione contemporanea conosce. Una persona il cui talento professionale è pari a quello umano, è nostro ospite oggi Roberto Cenci già autore, ideatore e direttore artistico su RaiUno di “Ti lascio una canzone” ora impegnato a far nascere “Io canto” dal 9 gennaio in prime time su Canale5. Gli abbiamo chiesto di parlarci di questa sua nuova avventura professionale, del suo ieri in quel di Sanremo con Antonella Clerici e di tutto quello che c’è in mezzo e intorno a queste due scelte che, come ci ha spiegato, non sono solo professionali ma anche e forse soprattutto umane. Il contenuto di questa nostra conversazione è, cari lettori di Tvblog, tutto vostro qui di seguito, buona lettura.

Partiamo subito con questa nuova avventura su Canale5 “Io canto” in partenza da gennaio,come sarà, cosa ci puoi anticipare?

Si parte sabato 9 gennaio in diretta dallo studio 20 di Cologno Monzese con la conduzione di Gerry Scotti. E’ un talent fatto da ragazzi dai 7 ai 15 anni canterini ed è un programma di Mediaset. Si tratta di una formula che più o meno ricalca quella consueta di questo genere di programmi, quindi ci sono questi ragazzi che cantano, la gente a casa ha la possibilità di televotare la canzone, quella più votata passa in finale, mentre una giuria in studio si riserva di decidere quale è stata l’ interpretazione che più gli è piaciuta e portare quindi l’interprete e la sua canzone nella fase finale del programma.

Quante canzoni ci saranno per ogni puntata?

Saranno 12 canzoni per ogni trasmissione.

Avete già deciso i nomi di chi comporrà la giuria?

No, non l’abbiamo ancora conclusa, comunque ti posso dire che sarà formata da 4/5 componenti.

C’è la possibilità che ci sia qualche ex giurato che ha frequentato il palco di Sanremo nella scorsa primavera?

Non lo so vedremo (ride…) Forse un giurato potrebbe essere Katia Ricciarelli.

E ci saranno alcuni piccoli protagonisti che avevamo già visto a “Ti lascio” ?

No, ho fatto nuove selezioni quindi ci saranno tutti ragazzi nuovi e già ti dico che ci saranno alcune belle sorprese in questo senso.

A tuo giudizio nella sfida auditel con “Ballando” chi vincerà?

Assolutamente non c’è proprio da far paragoni. “Ballando” ha un fidelizzazione con il pubblico tale che non penso proprio che potremo rubare loro telespettatori. Noi giochiamo per un risultato che possa andare bene alle rete e che non sia troppo basso , raggiunto questo sarò più che soddisfatto.

Come sarà il cast del programma?

Come sarà il cast del programma?

Ci sono degli autori che vengono con me come Paolo Cucco, Clarita Ialongo, Cecilia Tanturri, Fabrizio Berlincioni, Carlo Pistarino. Poi ci sono Alvise Borghi e Riccardo Di Stefano che lavorano con Gerry. Per lo spazio comico porto Gigi e Max, perché se non li faccio lavorare io chi li fa lavorare ? (ride) Son carini e persone davvero a modo. Le coreografie le faccio fare ad Antonio Baldes che è un ex di “Saranno famosi” prima edizione, quella che ho diretto io. Una grande orchestra composta da 33 elementi e diretta dal maestro Maurizio Pica. Poi c’è Francesca Schiavon ai costumi, Franco Fratus direttore della fotografia mentre le scenografie sono di Marco Calzavara.

Il programma è inutile negarlo ricorda moltissimo il tuo “Ti lascio una canzone” , ti è spiaciuto lasciare quella trasmissione?

Si è ovvio, quella è una mia creatura. E’ stata una scommessa vinta, un percorso professionale ed umano assolutamente indimenticabile.

Saresti eventualmente riuscito a far coabitare “Darwin” e “Ti lascio” contemporaneamente?

Credo di si, alla fine ci saremmo riusciti perché “Darwin” è un programma che si registra ed ha bisogno più che altro di post produzione mentre “Ti lascio” è un programma che si fa in diretta e che comunque io ho sempre preparato molto tempo prima, quindi quando arrivavo a Sanremo era più o meno tutto già pronto.

Tecnicamente sulla questione diritti di “Ti lascio una canzone” cosa ci puoi dire?

I diritti sono condivisi con RaiTrade che ha il 50%, Ballandi ed io che ho una percentuale attorno al 20-25%. Ma ovviamente sono Rai e Ballandi che decidono le sorti di “Ti lascio”.

Quindi un pochino di Roberto Cenci ci sarà anche nella prossima edizione di “Ti lascio una canzone”, quali risultati ti aspetti per questa nuova serie che dovrebbe vedere in cabina di regia Paolo Beldì?

Di mio ci sarà l’ideazione del programma, che presumo verrà fatto bene come al solito anche senza di me e son convinto che Antonella ed il suo gruppo di lavoro otterranno ottimi risultati. D’altronde un programma che la scorsa edizione ha fatto numeri di share abbondantemente oltre il 30% penso che sia una garanzia. Paolo Beldì è un amico, un collega che stimo molto, non potrà che fare bene. Paolo credo poi che farà solo la regia mentre io mi occupavo anche della parte artistica del programma, di questo forse se ne potrebbe occupare Antonella che ha avuto modo di vedere in questi due anni come era strutturato il programma.

Ti sei sentito con Antonella quando hai preso la decisione di lasciare “Ti lascio”?

A dire il vero non l’ho chiamata quando ho preso questa decisione, l’ho chiamata dopo, perché se l’avessi chiamata nel momento in cui dovevo decidere probabilmente mi sarei lasciato condizionare da un rapporto ed una stima che c’è nei suoi confronti, quella invece era una decisione che dovevo prendere da solo. Dopo gliel’ho comunicata motivandola, comunque le faccio davvero un grande in bocca al lupo per Sanremo e per “Ti lascio” che sarà ancora un bellissimo programma anche senza il sottoscritto.

Cosa ti ha spinto a non rifare “Ti lascio una canzone” ?

Un po’ è stata la decisione della Rai di non voler rifare il programma da Sanremo. Capisco che forse l’azienda l’avrà fatto per una questione economica ma a mio modo di vedere il teatro Ariston era la sede ideale per quella trasmissione.

E poi è arrivata la scelta di legarti a Mediaset con un contratto di esclusiva per 4 anni…

Avevo già il progetto di “Peter Pan” e “Ciao Darwin” in corso con Paolo Bonolis e mi è stata offerta una esclusiva ed ho deciso di tornare a casetta dove sono nato.Noi siamo tutti professionisti, ma la mia decisione di lasciare Mediaset anni fa era stata per me molto dolorosa, io sul lavoro nel mio team cerco di creare un clima in cui tutti si sentano molto coinvolti, quasi fossimo una famiglia, quindi puoi ben immaginare dopo 15 anni di Mediaset quale fosse il mio stato d’animo, in pratica era per me come lasciare casa. Firmare questo contratto ora è stato quindi effettivamente come tornare all’interno di mura amiche.

Firmare una esclusiva per Mediaset però ha anche significato dover abbandonare la Rai, stessa nostalgia ora anche per l’azienda di stato?

Assolutamente si, siccome nelle cose che faccio ci metto molto trasporto anche quando ho lasciato la Rai un po’ di magone c’era. Però uno deve fare anche delle scelte che vanno al di là e vedono più punti messi assieme e non solo la questione romantica. Quando sono arrivato in Rai dopo 15 anni di Mediaset era una specie di salto nel buio. All’inizio fra me e la Rai c’era un rapporto a vista, nel senso che venivo comunque considerato un uomo Mediaset, invece poi alla fine devo dire che ho avuto un ottimo rapporto con tutti, principalmente con le troupe, i tecnici, sono persone davvero strepitose. La Rai in questo ha una grandissima professionalità.

La Rai ti ha fatto una controproposta?

Zero. Io dopo che Fabrizio (Del Noce l’ex direttore di Rai1, ndr) se n’è andato non ho avuto nessun rapporto con i dirigenti Rai, tranne quando ho conosciuto Mazza alla conferenza stampa di “Miss Italia nel mondo” ma dopo di che nessun contatto.

Mi par di capire che avevi un buon rapporto con l’ex direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce

Io e Fabrizio non ci conoscevamo prima, ci siamo conosciuti nel momento in cui ho iniziato a lavorare con la Ballandi e devo dire che è stato un ottimo rapporto.Lui mi ha sempre dato fiducia e devo dirti che le riserve che magari potevo avere dal punto di vista organizzativo su quello che poteva essere un direttore Rai, in quanto io venendo da Mediaset ero abituato a dei direttori di rete molto sul prodotto, con Del Noce quelle riserve sono scomparse. Fabrizio rispecchiava esattamente questa mentalità attenta anche ai contenuti, cioè era uno che voleva sapere com’era il programma a differenza magari di molti dirigenti Rai chiusi nel loro ufficio di viale Mazzini, quindi io mi sono trovato benissimo con lui.

Passando poi a “Ciao Darwin” quando partirete?

Dovremmo partire intorno a marzo, per circa 8-10 puntate, non sappiamo ancora però il giorno di messa in onda.

Un grande in bocca al lupo per tutte le tue nuove avventure professionali che non mancheremo di seguire live con i nostri reportage, grazie per la consueta disponibilità e tanti auguri di buon Natale e felice 2010 da TvBlog

Grazie e auguroni a Voi e ai lettori di TvBlog anche da parte mia.

E chiudiamo ovviamente con “Io canto” brano scritto ed interpretato da Riccardo Cocciante, qui lo vediamo durante l’esibizione live all’Arena di Verona dell’estate scorsa accompagnato proprio dall’orchestra, in questo caso allargata, di “Ti lascio una canzone” diretta dal maestro Leonardo De Amicis :

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Antonella Clerici è una conduttrice televisiva di Legnano classe '63.

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