RaiDue – Via Daria Bignardi, arriva Gianluigi Paragone. Il direttore di RaiDue Liofredi: “Non sono un censore”

Era nell’aria, l’addio (momentaneo, per carità) di Daria Bignardi a RaiDue. Già l’ultima puntata de L’Era Glaciale aveva fatta discutere, con quei 50 minuti di ritardo ch’erano serviti a “coprire” alcune dichiarazioni politicamente pesanti di certuni ospiti presenti, non propriamente filo-governative. Arriva in queste ore l’ufficialità: al posto della trasmissione della Bignardi ecco partire, dal

Era nell’aria, l’addio (momentaneo, per carità) di Daria Bignardi a RaiDue. Già l’ultima puntata de L’Era Glaciale aveva fatta discutere, con quei 50 minuti di ritardo ch’erano serviti a “coprire” alcune dichiarazioni politicamente pesanti di certuni ospiti presenti, non propriamente filo-governative. Arriva in queste ore l’ufficialità: al posto della trasmissione della Bignardi ecco partire, dal 15 gennaio, l’annunciato magazine di approfondimento politico condotto da Gianluigi Paragone, già vicedirettore di rete ed ex direttore de La Padania, nonché attuale condirettore di Libero insieme a quel Maurizio Belpietro che, anche lui, a breve condurrà qualcosa di ancora non meglio precisato utile a “bilanciare”, secondo loro, Annozero. Si vede che alla Rai ritengono che la trasmissione di Michele Santoro pesi un bel po’, se la “controprogrammazione” prevista è di cotanta forma. Il programma di Paragone si chiamerà 90 Minuti: difficile fare meglio della Bignardi, molto facile, per il neo-conduttore, fare meglio della sua ultima avventura catodica, quel Malpensa Italia transitato nelle nostre coscienze di telespettatori come lacrime nella pioggia. Le 13 puntate previste del secondo corso de L’Era Glaciale vanno a finire in ghacciaia in attesi di tempi migliori. Endemol non ha affatto gradito e chissà che il tutto non verrà spostato nuovamente su un’altra rete. Precisa il direttore di RaiDue Massimo Liofredi:

“Io non sono né un censore né un epuratore. Non ce l’ho con la Bignardi, per me lei può tornare a aprile con dieci nuove puntate della sua trasmissione, salvo che qualcuno sopra di me non decida diversamente. Ho solo scritto una lettera per una variante sul contratto di Daria: lei aveva dieci prime serate, io le ho trasformate in dieci seconde serate, anche per proteggerla. Io credo nel suo lavoro, ma penso che nella seconda serata potesse dare il meglio”.

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