Il Castello delle Cerimonie 2020, si riparte dalla genuinità della festa popolare (e dalla cucina della signora Rita)

Il Castello delle Cerimonie inaugura la sua quarta stagione con le nozze di Argento di Virginia e Natalino.


La nuova stagione de Il Castello delle Cerimonie debutta in un momento difficile per la famiglia Polese: nei giorni scorsi, infatti, si è spenta la Signora Rita, vedova di Don Antonio e madre di Imma Polese, incoronata regina del Castello dopo la scomparsa del Boss delle Cerimonie. Questo, però, non ha portato allo slittamento del debutto della quarta stagione de Il Castello delle Cerimonie, che torna in onda questa sera, venerdì 4 settembre, intorno alle 23, come sempre su Real Time (DTT, 31).

La prima puntata è già online su DPlay Plus e gli abbonati hanno già avuto modo di vedere i festeggiamenti per il 25° anniversario di matrimonio di Virginia e Natalino. Lei, originaria di Angri, in provincia di Salerno, si è trasferita a Barile, in provincia di Potenza, folgorata dall’amore per quest’uomo affascinante, conosciuto mentre comprava l’uva da vino con una sua compaesana. Galeotta fu la vite. Insomma, Il Castello delle Cerimonie riparte con un ‘matrimonio misto’, in quella combo Campania – Lucania che ha già dato grandi soddisfazioni in passato. E anche per Virginia il passaggio dalla più ‘aperta’ Angri (a un passo da Sant’Antonio Abate dove sorge La Sonrisa) alla più ‘ristretta’ Barile, con i suoi 2700 abitanti, non è stato facile: lo racconta nei confessionali che sanno un po’ anche di rivalsa per le origini ricche di tradizione, allegria, divertimento, così ‘lontane’ dall’ambiente in cui ormai vive da anni.

Più della famiglia Polese e del team di fuoco del Castello, con in testa Ferdinando e Davide (la cui trasformazione è sempre più radicale, nella forma e non nella sostanza visto che il buonumore e la capacità di coinvolgere non mancano mai), al centro di questa prima puntata ci sono la vita e l’amore di una coppia ricca di modestia, di onestà di intenti e di emozioni, che si regala per le Nozze d’Argento una festa che non sa di evento ‘preconfezionato’ da wedding planner, di quelli pensati per essere instagrammati e postati in ogni luogo e in ogni lago, ma sa di sincero desiderio di divertirsi, di fare per una volta quello che non si è potuto fare mai, o quasi, in una vita dedicata alla famiglia, al lavoro nei campi, al buon nome nella comunità.

Non me ne sono fatto scappare uno“, dice Virginia all’indomani della festa, con l’occhio malandrino, riferendosi ai balli nei quali si è scatenata tutta la sera. Che fossero latino-americani guidati dai ballerini brasiliani o fossero quelli tradizionali lucani accompagnati dalle fisarmoniche appositamente venute dal paese non importava: la festa al Castello ha avuto tutto il sapore della spensieratezza di una serata lontana dagli obblighi e dalle routine. E gli occhi puliti di Natalino e Virginia mi hanno fatto venire in mente la fragranza del divertimento puro delle nonne nei paesi di tradizione contadina, quelle che rinnovavano il vestito buono per un’occasione speciale, una volta l’anno. Qui si è aspettato 25 anni per rinnovare una promessa di amore e ritrovare la spensieratezza di un tempo, accanto ai figli ormai grandi.

La cifra del racconto non cambia, così come il gusto estetico della B&B Film, che produce il programma per Discovery Italia: la casa di Virginia e Natalino è un set meraviglioso, tra le gigantografie delle foto del matrimonio e quelle dei santi, mobili e suppellettili di ogni tipo, spostati magari anche ad hoc per esaltare la varietà di stimoli presenti al cm2. Di contro c’è la semplicità del paesino di campagna/montagna, simile a tanti altri delle aree interne del Cilento o della Basilicata. Il montaggio regala sempre grandissime perle, così come l’uso della colonna sonora: consigliamo di rivedere con calma l’arrivo dei bus con gli ospiti sulle note di Rhythm is a dancerUna chicca.

Il Castello delle Cerimonie, quindi, ha scelto di iniziare questa quarta stagione senza fuochi d’artificio, ma puntando i riflettori su quello che poi è lo specifico stesso di questo racconto: guardare a un’Italia che nasconde dietro a giacche damascate ed extension fin troppo lunghe una vita di sacrifici, una vita in seconda linea, una vita di debiti, che sia per ‘essere’ o ‘per apparire’. E senza fare distinzioni tra ‘buoni’ o ‘cattivi’, tra liceità e illiceità: non spetta al Castello fare queste differenze. Come diceva ‘il Boss’, e ripetono gli eredi, tutti quelli che arrivano al Castello devono essere trattati come Lord: l’unico obiettivo è quello di esaudire i desideri.

Il sogno, l’alterità, quindi resta la chiave di questa edizione, che per adesso mostra ancora gli eventi registrati prima del Covid. Il lockdown prima e la lenta ripresa del settore delle cerimonie poi hanno spinto la produzione a spostarsi sempre più verso le feste di casa Polese, che quindi vedremo sempre più protagonista nel corso della stagione. E la dimensione del sogno vuole, per scelta, mettere da parte la realtà, che pure è entrata prepotentemente nel racconto in più occasioni, in primis con la scomparsa di Don Antonio.

E così ha ancora più valore l’inizio di questa puntata: la prima scena della nuova stagione ha per protagonista la signora Rita, ripresa in cucina alle prese con le sue saporitissime e ipercaloriche ricette. È la prima ad apparire, proprio ora che non c’è più. Non credo che sia stato fatto apposta – anche perché i tempi per rieditare la puntata sarebbero stati davvero proibitivi – ed è per questo che ha ancora più valore. È forse il modo migliore di salutarla e di certo è l’essenza stessa del racconto: la fiaba non ignora la realtà, ma cerca di renderla migliore. E la rielabora per consolare.

 

Il Castello delle Cerimonie 2020, diretta prima puntata: le nozze di argento di Virginia e Natalino