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Rosanna Cancellieri a Blogo: “Con Vite da Copertina, tornerà il giornalismo di costume. Non faremo pettegolezzi, racconteremo storie”

Intervista di TvBlog a Rosanna Cancellieri: “Isola? Sono rimasta un po’ delusa dalla costruzione del racconto. GF Vip? Mai contattata da nessuno. Ballando con le Stelle? Fu una cosa gonfiatissima. Io me la sarei presa? Ma quando mai!”.

Rosanna Cancellieri sarà la nuova padrona di casa di Vite da Copertina, rotocalco dedicato ai personaggi dello spettacolo e del jet set, che andrà in onda su TV8, a partire dal 31 agosto 2020, dal lunedì al venerdì, alle ore 17:30.

La nuova edizione di Vite da Copertina riprenderà le proprie caratteristiche principali, proponendo sia puntate monografiche che in forma di classifica.

Nella formula Visti da vicino, ad esempio, le vite dei vip saranno raccontate da familiari e collaboratori (tra gli ospiti, troveremo Barbara Bouchet, Rosanna Banfi, Francesco Oppini, Giorgio Mastrota, Leo Gassman). La vita di un vip, inoltre, verrà raccontata anche in rapporto ad un determinato momento storico oppure in parallelo a quella di un altro personaggio famoso. Ci saranno anche le biografie, i “10 momenti fondamentali”, le biografie delle grandi famiglie e la formula Vite Parallele dove le carriere e le vicende private di due star verranno messe a confronto.

A pochi giorni dalla prima puntata, TvBlog ha intervistato Rosanna Cancellieri con cui abbiamo fatto una chiacchierata generale, parlando anche di Isola dei Famosi, Grande Fratello Vip, Ballando con le Stelle e altro ancora.

Rispetto alle conduzioni precedenti, viste a Vite da Copertina, quale sarà il suo stile di conduzione?

Lo stile Rosanna! Uno stile leggero, piacevole, almeno mi auguro, è nelle mie intenzioni, con un linguaggio non sciatto, non tirato via, non “televisionaro”, un linguaggio non colto ma curato, e allo stesso tempo leggero, piacevole e divulgativo, nel senso migliore del termine.

Non vedremo, quindi, un gossip politicamente scorretto, ecco…

No, assolutamente! Di questa roba, almeno io, ne ho fin sopra i capelli… Ce n’è proprio tanto in giro, tanto tanto… Noi non vogliamo fare pettegolezzi veri, presunti, acidi, puntuti… Noi vogliamo raccontare una storia, la storia di un personaggio che, naturalmente, può incuriosire sia per il suo percorso professionale che per la vita privata. Racconteremo il personaggio con le sue luci e con le sue ombre, con il percorso di vita che poi abbiamo tutti.

Sarà un’edizione, quindi, che virerà più verso l’informazione, possiamo dire così…

Più verso il racconto di costume, ecco.

Ha un’opinione negativa del gossip, da quello che si intende…

Guarda, a me personalmente annoia, perché io sono curiosa delle persone, delle loro storie, del loro carattere ma non mi va di tagliargli i panni addosso e questo vale anche nella mia vita di tutti i giorni. Posso essere curiosa, non dei fatti degli altri, di cui francamente non me ne importa assolutamente nulla, ma della loro storia sì, delle loro vicende sì, è una sfumatura, secondo me, molto diversa, credo.

Per quanto riguarda i personaggi che racconterete, seguirete attentamente l’attualità oppure proporrete anche delle monografie “fredde”, di personaggi non in voga?

Sai, andando in onda 5 giorni su 7 , è ovvio che ci sarà di tutto un po’, nel senso che, ovviamente, se un personaggio è alla ribalta dell’attualità, cercheremo subito di inseguirlo, altrimenti parleremo anche di personaggi che sono sempre di attualità ma non legati ad un fatto del momento perché son tanti 5 a settimana, neanche in politica, ce l’hai alla ribalta!

Il programma ha tante formule… Qual è la formula che la sta divertendo di più e qual è quella che farà divertire di più il pubblico?

Le Vite Parallele, la trovo molto carina come idea, mi è piaciuta molto, già ne abbiamo fatta qualcuna in queste prime registrazioni. La trovo affascinante, interessante, perché mettere due storie a confronto, nei loro lati simili e nei loro lati opposti, è molto divertente.

Un personaggio che ha stimolato il suo interesse più di tutti gli altri, può farci qualche nome?

Siamo appena all’inizio, quindi che proprio mi abbiano travolto, ancora non ce ne sono! Però, devo dire che, per esempio, ci saranno le vite parallele di due formidabili donne messe a confronto che saranno Mara Venier e un’amica come Simona Ventura e questo mi piace molto.

I servizi, invece, come saranno?

I servizi cercheranno di raccontare, di far vedere attraverso le immagini, quelli che sono dei momenti particolari oppure una ricostruzione. Saranno i classici filmati “ricostruttivi”.

Com’è nata la trattativa con Sky e da cosa si è lasciata convincere, in particolare?

Con una telefonata, come spesso accade nella vita, nella mia vita in particolare. Già dal primo colloquio, ho sentito una voce, una serie di concetti che mi risuonavano subito. Io, personalmente, mi diverto molto con il costume, il fatto di voler raccontare delle storie dei personaggi, non dal punto di vista, ripeto, del pettegolezzo sciatto o banale, ma entrando un po’ di più nelle pieghe della loro vita e analizzarli anche come fenomeni di costume. Il giornalismo di costume si fa molto poco, è un genere che è stato travolto dal gossip e, invece, è interessante proprio il costume, secondo me.

Vite da Copertina va a colmare un po’ un vuoto televisivo, quindi?

Secondo me sì, perché il chiacchiericcio pettegolo ce n’è fin troppo, di racconto colto, ogni tanto, per fortuna, ce n’è ma su personaggi importanti della storia, della cultura e devi andare su canali tematici. E invece dovremmo tirare fuori di nuovo il costume! Pensiamo a Camilla Cederna, pensiamo a Berenice, che erano bravissime giornaliste che ti raccontavano cose leggere, personaggi, non grandi intellettuali, appassionandoti alle loro vite, facendoti ridere e sorridere… Ci avvarremo anche di interventi, non di opinionisti del “bla bla” ma di critici televisivi, studiosi dei media, esperti di costume… Non vi spaventate, non vogliamo annoiare! Ma poi, perché la cultura deve annoiare, io vorrei capire questo fatto! Incroceremo, quindi, anche i loro pareri, avremo il loro contributo.

Lei manca dalla conduzione di programmi da un po’ di anni… E’ stata una sua scelta oppure è stata una questione di mancanza di proposte adatte a lei?

No, una mia scelta no, perché a me, fare questo piace moltissimo, per cui, proprio se dovessi dire una mia scelta, sarei bugiarda ed ipocrita. Non si è creata più l’occasione e, quindi, sono ben contenta di ritornare a questo genere.

Lei si scontrerà con La Vita in Diretta e con Pomeriggio Cinque. Come vive la concorrenza?

No, non ci penso proprio, guarda… Non ci ho mai pensato per un motivo molto semplice, perché penso che l’offerta televisiva è tanta, è vasta, è ampia, e più che alla concorrenza, io penso a fare un buon racconto poi chi vorrà, ci seguirà. Cercheremo di costruire una nostra identità poi chi vivrà, vedrà ecco…

Costruire un’identità ben precisa potrebbe comportare anche un percorso lungo o difficoltoso. Quali sono le difficoltà nel costruire, appunto, un’identità ad un programma?

Essere coerenti con quello che è stato il tuo piano iniziale e poi fare le correzioni di tiro. Le correzioni di tiro, le fai comunque, qualunque cosa uno si mette a fare, anche semplicemente ripulire casa! Sono inevitabili e saranno correzioni di tiro fatte anche tenendo conto degli ascolti, ovvio, ma non in maniera compulsiva ossessiva, altrimenti lì diventa una cosa isterica…

Nel corso della sua carriera, ha mai sentito la pressione degli ascolti oppure vive l’Auditel con sano distacco?

Io sarò un marziano, un po’ per certi versi lo sono, lo ammetto, ma io vivo l’Auditel, personalmente, con un sereno distacco. C’è una tale offerta televisiva, e non solo televisiva, con Internet, i social, e ti metti a inseguire l’Auditel? Non me ne sono mai preoccupata, nel senso che ho sempre cercato di fare un buon prodotto, di concentrarmi sul prodotto, credendo e cercando di migliorare al massimo, nelle mie possibilità. Gli autori no, sono molto più suscettibili, quelli che avevo intorno a me, gente agitata per gli ascolti! E’ normale, è il mestiere loro, io me ne preoccupo meno, anche perché l’ascolto televisivo è talmente ondivago… Quando facevo “Dove sono i Pirenei”, il buon Paolo Limiti si andava a guardare cinque minuti per cinque minuti, a me francamente mi sembrava matto! A casa, non è che ti paralizzi davanti al televisore e non ti schiodi più, entrano tante variabili, che sono le variabili della vita o anche le variabili legate all’attenzione. Per cui, insomma ragazzi, calma!

L’abbiamo vista spesso a Vieni da me, com’è stato lavorare con Caterina Balivo?

Quello era un gioco, l’ho preso veramente come un gioco, come fare una passeggiata, stare in un salotto di un’amica e fare due chiacchiere… Non l’ho proprio considerato come un’esperienza professionale, un lavoro. Il mio lavoro era altro, ho curato la mia rubrica di cultura e spettacolo al Tg3 e ogni tanto andavo lì e facevamo due chiacchiere allegre.

Circa un mese fa, ha smentito la sua partecipazione al Grande Fratello Vip…

Ma non mi ha mai chiamato nessuno! Siamo in un’epoca di fake news svolazzanti, proprio non mi ha mai contattato nessuno, assolutamente.

Però volevo chiederle, visto che lei ha fatto l’Isola nel 2004, se in questi 16 anni, è cambiata la sua opinione nei riguardi dei reality show oppure no?

Non è cambiata, nel senso che non mi interessavano prima e non mi interessano più di tanto adesso. L’ho fatto perché è arrivato in un momento un po’ particolare della mia vita. Mi era stato chiesto dall’allora direttore di Rai 2, che era Marano, persona deliziosa con cui avevo un ottimo rapporto. La mia carriera è stata di alti e bassi, di momenti buoni e di momenti di contrasto e io, in quel momento, ero in un momento di contrasto con il mio tg. Quindi, mi sono detta “Ma quasi quasi…”. L’Isola era uno dei fenomeni televisivi più importanti in quel momento. La prima edizione aveva avuto un successo inaspettato, formidabile, e la seconda partiva a bomba con grandissime attese. Da giornalista, vedere, dall’interno, un fenomeno televisivo di quel genere mi incuriosiva. C’erano nomi interessanti, di pregio, come Kabir Bedi, Totò Schillaci… A quel punto, ho detto “Facciamolo”. Ma sono rimasta un po’ delusa dalla costruzione del racconto. La costruzione del racconto dei reality è, in potenza, formidabile ma, in pratica, stanno sempre a parlare delle solite quattro cose! I personaggi sono diversi ma il racconto è lo stesso, litigano sempre per la tellina, per il cocco, piangono per la mamma, i bambini, la moglie, litigano, dicono “Tu sei falsa, non sei sincera”… Insomma ma chi ci crede! Trovo il racconto un po’ forzato su quello che si pensano essere gli argomenti che fanno più ascolto ma secondo me non è vero. Kabir Bedi e Totò Schillaci, ad esempio, mi hanno raccontato tanti episodi delle loro vite veramente appassionanti ma il pubblico non ha sentito assolutamente niente. Kabir mi ha raccontato una grande storia d’amore, quella di suo padre e di sua madre… La madre di Kabir era un’aristocratica inglese mentre il padre di Kabir era di una importantissima famiglia indiana… S’innamorarono pazzamente, andarono a combattere per la libertà dell’India e divennero il braccio destro e il braccio sinistro di Gandhi! Voi, di questo, non avete sentito niente! C’è stata solo la ripresa di me e di Kabir che chiacchieravamo a cavalcioni di una palma e ci hanno definito “La Perla di Labuan e Sandokan”… Ma de che! Non c’era nessun côté sentimentale ma proprio per niente. I reality sarebbero una grande occasione ma vengono molto appiattiti sulle banalità più scontate.

C’è una mancanza di contenuti…

C’è la paura, da parte degli autori, di certi contenuti. Quando la telecamera veniva, annusava e sentiva che parlavamo di Gandhi, se ne scappava via! E, quindi andavano, così per dire, dalla Ribas che litigava sulla tellina!

Da opinionista, lo farebbe un reality?

Da opinionista, seduta tranquillamente, in uno studio televisivo, con un bel vestito da sera, sì!

Le manca la conduzione di un tg?

No, proprio no. A me piace la conduzione all’americana, una conduzione in cui tu sei anche protagonista e commentatore. Da noi, si è un po’ una specie di “porgitore di notizie”. Devi stare bello, stretto, ingessato nella tua giacchetta… Poi, l’ho fatto per talmente tanti anni… Fare l’inviato sì, mi manca, che poi è la mia vera natura giornalistica. L’inviato, partirei anche domani, è un richiamo irresistibile, è proprio la quintessenza del nostro lavoro. Anche andare ad intervistare un grande protagonista ma di corsa, proprio!

Con Ballando Con Le Stelle, la delusione è stata un po’ superata?

Ma quella è stata una cosa gonfiatissima! E’ stata una cosa talmente gonfiata che proprio non ha senso, ridimensioniamola. Poi Milly ha pure ragione, c’è anche rimasta male. Io me la sono presa? Ma quando mai! Stiamo calmi!

Chiariamo la situazione…

Allora, a suo tempo, mi aveva chiamata per un colloquio che era andato molto bene, nel senso che Milly mi aveva detto che ero la concorrente ideale. Poi, non ho più saputo niente… Siccome ho fatto danza e adoro la danza, è una mia passione profonda da sempre, tu pensa che meraviglia studiare danza 5 giorni su 7 con un maestro tutto per te! Quando non se n’è saputo più niente, io, naturalmente, ho detto: “Che peccato…”. Il mio agente chiese come mai e Milly rispose che Ballando con le Stelle non prende concorrenti che avevano già fatto un reality e io avevo fatto l’Isola, appunto. La mia risposta spontanea è stata: “Ma te ne sei accorta mo’ che ho fatto l’Isola!?”. L’avrei fatto volentieri, tutto qui. Poi, in seguito, ho letto di polemiche, delusioni, ma quando mai, non esageriamo… Poi, sai che ti dico, siccome ho un’età, è stato meglio così perché magari mi facevo pure male!

C’è un bel rapporto, quindi, con Milly Carlucci…

Ma certo, assolutamente. Milly, la conosco da una vita, è una grande professionista, ma certo che c’è un buon rapporto, non sono ipocrita.