Le Iene, Davide Parenti a Blogo: “Le banalità di Nuzzi su Rosa e Olindo e l’attacco di Selvaggia Lucarelli che fa ridere”

Il creatore de Le Iene attacca La Stampa e Nuzzi e parla della prossima stagione del programma: “Non trasmetteremo il video con gli ultimi incontri di Nadia Toffa. In onda il giovedì? Spero ci spostino”

Non so se questa sia una censura, non so come chiamarla, ma so che il 10 agosto su La Stampa è comparso un articolo pieno di cose già note, superate dai fatti. Un pezzo nel quale vengono ribadite cose antiche, inesatte, scorrette, fantasiose, banalità. L’articolo, firmato da Nuzzi, sembrava uscito nel 2006!“.

Davide Parenti, autore de Le Iene, risponde tramite Blogo all’articolo di Gianluigi Nuzzi pubblicato su La Stampa il 10 agosto. Un pezzo nel quale il conduttore di Quarto Grado ripercorreva la vicenda giudiziaria della strage di Erba, per la quale nel 2010 sono stati condannati in via definitiva Olindo Romano e Rosa Bazzi (il 17 novembre prossimo si terrà l’udienza, davanti alla Corte di Cassazione, in cui i difensori dei due, chiederanno di poter analizzare reperti trovati sul luogo dell’eccidio e che non erano stati presi in considerazione nelle indagini).

Perché i fatti di oggi non vengono considerati e perché Nuzzi continua a tirar fuori quella roba antica? Esiste il dovere di cronaca: se uno scrive una cosa inesatta, io – o Antonino Monteleone che ha seguito la vicenda per Le Iene – sono chiamato a dire ‘Scusi, ma non è così’. Abbiamo mandato una lettera a La Stampa, con un elenco di fatti, abbiamo aspettato, ma non è stata pubblicata. Tutto legittimo, per carità… non esiste un diritto alla pubblicazione per Le Iene. Ma viene da pensare che sul quotidiano La Stampa non ci sia posto per i fatti. Io a Le Iene lo spazio per chi mi risponde con dei fatti lo avrei dato“.

Parenti è un fiume in piena e non riesce a spiegarsi perché La Stampa non abbia voluto ospitare la replica (per leggerla cliccate qui) di Monteleone, che alla strage di Erba su Italia 1 ha dedicato 19 servizi e uno speciale di tre ore e mezza.

Nel pezzo di Nuzzi, Le Iene non vengono mai citate, mi pare.

Non c’è nessun interesse a citare Le Iene…

Ma allora perché Le Iene vogliono rispondere ad un articolo in cui non vengono menzionate?

Perché c’è un dovere di cronaca! Se tu sai una cosa, di fronte ad un articolo con cose non vere o travisate, puoi decidere di girarti da un’altra parte o di rispondere. Noi siamo gli ultimi arrivati, ma abbiamo studiato bene, siamo molto preparati su questo argomento. Siamo andati dentro la vicenda con passione e interesse, abbiamo conosciuto i protagonisti, abbiamo letto le carte. Monteleone ne sa molto di più di tanti altri giornalisti.

Crede che il pezzo di Nuzzi delegittimi il lavoro fatto fin qui da Le Iene?

Non è che lo delegittima, è che non lo tiene in considerazione. Lo ignora.

Può essere che questo avvenga perché il lavoro de Le Iene non è considerato giornalisticamente attendibile?

In 22 anni di storia, Le Iene qualcosa, certo, l’ha sbagliato, come tutti. Sarei felice se qualcuno analizzasse il nostro lavoro e ci dicesse dove abbiamo sbagliato. Non abbiamo paura di dirlo, se ci siamo sbagliati. Ma nessuno entra nel merito. Monteleone è un super giornalista professionista, che in molti vorrebbero; Monteleone non è meno di Nuzzi o di tanti altri. Se ci stiamo sbagliando, noi saremmo contenti di ammetterlo. Le evidenze che abbiamo noi, tutti i fatti che conosciamo, ci dicono che è improbabile che questi due Cristi siano colpevoli. Olindo e Rosa sono in galera e altre persone colpevoli della strage sono fuori.

Quindi i vostri non sono sospetti, ipotesi, dubbi sollevati, ma affermazioni e certezze. Nella replica a Nuzzi, non a caso, il vostro Monteleone scrive che “Olindo e Rosa sono stati condannati ingiustamente“.

Le certezze non le ha nessuno, ma se io dovessi scommettere i miei soldi, lo farei sulla loro innocenza. E lo farei dopo 19 servizi e uno speciale di tre ore e mezza dedicati alla vicenda. Dopo i quali nessuno ci ha detto ‘state dicendo della caxxate’.

Beh, in realtà Selvaggia Lucarelli dopo la messa in onda dello speciale scrisse che “Le Iene andrebbe chiuso ora”.

Selvaggia Lucarelli si commenta da sola, fa ridere, Le Iene è un programma con 22 anni di storia; ma quando c’è un dibattito è sempre sano. Se io dico una cosa e Selvaggia Lucarelli ne dice un’altra, va bene, è sano. Non bisogna ignorare il problema, come invece accaduto con La Stampa dove Nuzzi ha pubblicato le sue cose, quello che lui legittimamente pensa, senza consentire che anche Le Iene dicessero la loro. Che sono fatti incontrovertibili. I fatti non dicono, ovviamente, che quei due siano innocenti, ma dicono che sono accadute cose poco spiegabili che bisognerebbe capire. Sono contento che Nuzzi scriva quelle cose su La Stampa, perché mi permette di aprire un dibattito. Ma La Stampa non ha permesso di aprire il dibattito, ha deciso che Nuzzi può parlare, Le Iene no.

Nella prossima stagione tornerete sulla strage di Erba?

Sì, torneremo a mettere in discussione una serie di elementi. Ci sono tante cose che non tornano. Non riusciamo a pensare che questi due disgraziati possano essere mollati così. Se uno ha a cuore la verità dei fatti, non può mollare.

Dopo 19 servizi e uno speciale, c’è un obiettivo finale de Le Iene? Cioè, ci sarà un punto oltre il quale non vi spingerete?

Non c’è un ‘non andiamo oltre’. Il nostro atteggiamento è molto onesto: se qualcuno ci convince che le cose sono andate come sembra, e cioè che Rosa e Olindo meritano l’ergastolo, io sarò contento di dire ‘mi sono sbagliato’. Ma io in questo momento sono convinto che stiano sbagliando gli altri. E non mi interessa che ci siano 26 giudici, Nuzzi e compagnia cantante, perché i loro argomenti non funzionano, sono ancorati ad una posizione che difendono. Tutta la stampa è responsabile, in parte, di questa cosa.

A Pietro Castagna, figlio, fratello e zio delle vittime della strage, non pensate?

Castagna dovrebbe avere a cuore la verità; si sta accontentando di una verità che non sta in piedi, secondo me. A me dispiace per Castagna, dispiace per la Lucarelli, ma non stiamo facendo niente di male. Ci rispondano nel merito delle cose che diciamo.

Tornando a Nuzzi, non è che sullo sfondo dell’articolo ci sia la rivalità tutta televisiva tra Quarto grado e Le Iene?

Questo non posso saperlo, ma La Stampa è un campo neutro. Nuzzi ha scritto un articolo su La Stampa, un articolo che non aveva nessuna ragione di essere in quel momento. Io non ce l’ho con Nuzzi, né con Quarto Grado, anche se hanno delle posizioni diverse dalle mie. Due produzioni televisive pagate da Mediaset dicono cose diverse, va bene, è la pluralità. Non sto dicendo ‘chiudete Quarto grado’, come la Lucarelli dice ‘chiudete Le Iene’. Io dico ‘avanti Quarto grado, dimmi, così io ti rispondo’. Se Nuzzi riuscirà a rispondere ai fatti, noi de Le Iene saremmo pronti a dire ‘ha ragione Nuzzi’. Ma Nuzzi, purtroppo, ha scritto delle banalità!

Nuzzi non ha dato feedback dopo la pubblicazione sul vostro sito della precisazione di Monteleone?

No. Qui non risponde mai nessuno.

Venendo alla prossima edizione, Le Iene dovrebbe avere inizio soltanto martedì 6 ottobre.

Mediaset prima ci aveva chiesto di partire il 15 settembre. Avevamo risposto ‘va bene’. Poi ci hanno detto ‘è meglio partire i primi di ottobre’, e noi abbiamo risposto ‘va bene’. È un periodo molto strano, la situazione è complessa.

Confermato il doppio appuntamento settimanale.

Sì, i giorni di messa in onda sono il martedì e il giovedì, ma io spero in uno spostamento, perché il giovedì non è un giorno per noi. Ma tanto ci mettono sempre dove vogliono loro.

Troppa concorrenza il giovedì sera?

Non è tanto per questo, ma quanto perché il giovedì il bacino di utenza televisivo è ridotto e il nostro pubblico di riferimento è quello che esce dal giovedì.

La soluzione ideale per voi quale sarebbe?

Andare in onda la domenica e il martedì, o, meglio ancora, domenica e il mercoledì. Ma ovviamente comanda l’azienda.

Capitolo conduzione. Tutti confermati?

Sì, sarà come l’anno scorso. In una puntata alternanza del trio maschile e femminile, nell’altra Alessia Marcuzzi, Nicola Savino e Gialappa’s Band.

Ad ottobre scorso Le iene annunciarono: “Gli incontri di Nadia Toffa con le persone care vi promettiamo che ve li faremo vedere presto, dobbiamo trovare la forza per lavorarli”. A che punto siete?

Quei video li abbiamo girati per lei, che negli ultimi mesi di vita era bulimica, voleva fare tutto, voleva vivere pienamente i suoi ultimi giorni. Quelle immagini nessuno di noi ha avuto il coraggio di rivederle. È tutto doloroso. Si tratta di incontri di Nadia con persone a cui ha voluto bene, una sorta di reality voluto da Nadia, il backstage della vita che condivideva anche sui social. Insomma, è stato fatto per lei, perché serviva a lei, non per essere vista. Non credo che manderemo in onda quelle immagini nella prossima stagione. Lo faremo tra un po’ di tempo, magari tra dieci anni, quando saremo usciti dal cono di dolore che ci ha travolto. Tra dieci anni, quando saremo tutti più lontani emotivamente da quanto successo.

Blogo è a disposizione delle persone (e del quotidiano La Stampa) tirate in ballo da Parenti all’interno dell’intervista, per eventuali repliche e precisazioni.

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