La stagione televisiva 2020-2021, ossia non c'è mezza novità nei palinsesti

Il quadro desolante del futuro imminente della televisione italiana

L'emergenza sanitaria per il coronavirus e, soprattutto, le difficoltà economiche che ne conseguono (calo di introiti pubblicitari, in primis) sono la spiegazione più facile a quella che suona come una dura, ma sincera verità: nella stagione televisiva 2020-2021 ci sarà un totale di... zero novità. Prendendo in considerazione le produzioni televisive di intrattenimento (cioè, in parole povere: i programmi) ed escludendo il settore della serialità (fiction, serie e film tv), è evidente che la televisione post lockdown appaia del tutto priva di idee nuove (quindi sulla scia di quella conosciuta negli ultimi decenni, all'insegna dei format da spremere fino all'inevitabile logoramento).

La Rai, che per il suo ruolo di servizio pubblico dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per il gruppo dei broadcaster radiotelevisivi, deve fare i conti, oltre che con una politica sempre inesorabilmente ingerente, con tagli al budget che mettono ormai da tempo in difficoltà i dirigenti e che, soprattutto, falcidiano i palinsesti, riempiendoli di titoli sicuri, di branded content quasi mai di qualità e privandoli di novità, se si esclude l'approdo su Rai1 di The Voice Senior (cioè lo spin off di un format già testato in Italia, peraltro con risultati mai soddisfacenti) e della serata evento con Maria De Filippi, Sabrina Ferilli e Fiorella Mannoia.

Mediaset, in questo senso, è la più inguaiata, considerando che in palinsesto presenta zero novità degne di nota. Ma proprio zero. D'altronde Canale 5 ha il suo usato sicuro di reality, Italia 1 ha Le Iene (e basta), Rete 4 si è ricostruita di recente una sua identità legata ad un certo tipo di talk show di prime time.

Sky attinge a piene mani alla televisione generalista del passato recente e del presente, da Sarabanda (su Tv8) a Pechino Express, confermando i brand (anch'essi presi dalla tv generalista) già affermati (e un po' stanchi) come X Factor e Italia's got talent. Se da La7 non arrivano particolari cenni di vita (si va verso la riconferma in blocco di praticamente tutte le trasmissioni proposte negli ultimi mesi), Discovery appare l'unico broadcaster che prova a spingersi un po' oltre (Ti spazzo in due), anche se come sempre basa la sua frammentata offerta sui format importati dall'estero (Ti spedisco in convento è la 'novità' più attesa) e rinuncia su Real Time dal prossimo anno del tutto allo studio televisivo, proponendo solo programmi in esterna.

Intanto, gli autori, ossia i professionisti che in teoria sono pagati per creare contenuti televisivi e proporli ai produttori e ai broadcaster, stanno lì a scrivere testi e copioni di programmi che si ripetono da anni e che vanno via via perdendo spettatori (ma che bello tornano i freschissimi giochi telefonici). Il momento per inventarsi qualcosa (e, soprattutto, trovare qualcuno che trasformi l'idea in progetto concreto) che sorprenda il pubblico arriverà, si spera, prima o poi. Nel frattempo gustiamoci la 35esima edizione di Forum, la 33esima di Striscia la notizia, la 24esima di C'è posta per te, le 20esime di Amici di Maria De Filippi e di Otto e mezzo, la 15esima di Ballando con le stelle, la numero 14 di X Factor e gli infiniti spin-off di MasterChef e di Bake off Italia.

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