Home Cielo Romani risponde a Mockridge: “Rispetteremo i 60 giorni” e intanto Sky apre il fronte degli LCN

Romani risponde a Mockridge: “Rispetteremo i 60 giorni” e intanto Sky apre il fronte degli LCN

Non tarda ad arrivare la risposta di Paolo Romani, viceministro con delega alle comunicazioni, alla lettera resa pubblica oggi da Tom Mockridge, a.d. di Sky Italia, in merito alla vicenda di Cielo. In base anche al parere dell’Unione Europea, gli uffici del ministero procederanno, come previsto nei termini di legge, al rilascio dell’autorizzazione alla trasmissione

pubblicato 10 Dicembre 2009 aggiornato 5 Settembre 2020 20:24


Non tarda ad arrivare la risposta di Paolo Romani, viceministro con delega alle comunicazioni, alla lettera resa pubblica oggi da Tom Mockridge, a.d. di Sky Italia, in merito alla vicenda di Cielo.

In base anche al parere dell’Unione Europea, gli uffici del ministero procederanno, come previsto nei termini di legge, al rilascio dell’autorizzazione alla trasmissione del canale Cielo sul Digitale Terrestre. Mi spiace comunque dover sottolineare quanto reputi inappropriata la scelta di rendere pubblica una lettera inviata da Sky al Ministero nella quale, inoltre, si fa riferimento ai contenuti di una comunicazione istituzionale fra l’Unione Europea e questo ministero

Dunque si può dire che Cielo partirà con tutta probabilità dal 1 gennaio 2010, vale a dire quando saranno passati tutti i 60 giorni che il Ministero ha a disposizione per valutare una pratica di richiesta all’autorizzazione a trasmettere. Non si fanno sconti e questo anche se è di fatto caduta grazie alla forzatura di Mockridge la giustificazione di dover attendere il conforto di un parere dall’Unione Europea. Ci si augura che per correttezza e trasparenza lo stesso trattamento sia riservato a tutti gli operatori televisivi, anche se il sospetto che per Rai e Sky non servano i famosi 60 giorni è piuttosto fondato. Non finisce comunque qui perché Sky ha, nelle stesse ore, fatto sapere di essere pronta ad aprire un nuovo fronte: quello sulla lista LCN, vale a dire quella lista che fornisce il posizionamento sul telecomando dei canali del digitale terrestre e che vede per il momento “rispettate” le gerarchie dell’analogico con RaiUno sull’1, RaiDue sul 2 e via così.

Sul tema ci sono diverse criticità, l’accordo che lascia di fatto nel digitale terrestre inalterati gli equilibri dell’analogico è già stato contestato, anche nella parte che ha visto “l’inserimento” del mux di Rete A sul quale trasmetterà Cielo dai canali 9 al 14. Sul tema l’Agcom ha aperto un’istruttoria, Sky ne è contenta e punta a portare la questione anche di fronte all’Autorità per la concorrenza.

SKY Italia accoglie positivamente la decisione dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni di avviare un’istruttoria relativa ai criteri di ordinamento automatico dei canali nella televisione digitale terrestre e annuncia che chiederà di essere sentita in merito al più presto dall’Autorità. Le regole per la numerazione dei canali sul DTT sono infatti un elemento cruciale, che impatta sulla parità d’accesso per tutti gli operatori e sul rispetto del pluralismo e della concorrenza in un mercato in rapida evoluzione come quello televisivo italiano. 

Sky Italia annuncia anche che nei prossimi giorni presenterà all’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato una denuncia relativa all’intesa posta in essere su questo tema da DGTVi, che appare, già a un primo esame, lesiva dell’art. 81 del Trattato UE. Nella fattispecie, gli operatori principali “incumbent” del settore, agendo in pratica come autorità di regolazione privata, hanno adottato un ordinamento automatico ritenuto conveniente e lo hanno immediatamente posto in esecuzione. Mentre agli operatori esterni a questo accordo è stata data solo la possibilità di aderire o di partecipare ad eventuali correzioni, rese comunque difficili dall’avviata esecuzione dell’accordo stesso. 

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