Diaco e "il rumore dei nemici". Dagli elogi alle maestranze all'ipotesi di complotto: "C'è chi mi rema contro"

A Io e te Diaco dà vita alla sua personale battaglia contro i 'nemici interni'. Dalla chitarra scordata alla musica troppo alta, passando per i trapani azionati in diretta: "Qualcuno rema contro, ma arriverò al 4 settembre". Che fine hanno fatto i complimenti alle maestranze della Rai?

José Mourinho lo chiamava “il rumore dei nemici”. In quella frase racchiudeva tutte le chiacchiere e le accuse degli avversarii e li trasformava in benzina per dare di più. Una carica per sé e per la sua squadra che Mourinho difendeva da tutto e tutti, facendosi perfetto parafulmine.

Al “rumore dei nemici” sembra alludere da giorni Pierluigi Diaco che però la squadra di Io e te la chiama in causa e non per riempirla di elogi. Dimenticatevi infatti i complimenti alle maestranze della Rai e sostituite il tutto con la percezione di scherzi e mini-complotti orditi ai suoi danni.

Chitarra in mano, mercoledì Diaco avrebbe voluto duettare con Anna Pettinelli, ma lo strumento era scordato: “Avevo chiesto di accordarla, in camerino era accordata e ora è scordata. In cinque minuti mi pare curioso…”.

Finita qua? Manco per sogno, perché il giorno successivo il conduttore torna sull’episodio di fronte ad un imbarazzato Francesco Giorgino: “Nonostante tutto, nonostante la chitarra scordata, nonostante chi mi rema contro, andrò avanti fino al 4 settembre con musica, parole perché questo è amore e passione per il mio lavoro”.

C’è poi il momento juke box, amatissimo da Diaco, e pure qui i collaboratori vengono redarguiti a causa della musica troppo alta: “Se l’audio ha il buongusto di abbassare la canzone…”.

Insomma, non proprio il clima ideale per portare avanti un progetto che poggiava le basi, perlomeno in teoria, sul garbo e le buone maniere.

Giorni addietro era stata la volta del trapano attivato al piano di sopra mentre Diaco stava intervistando Bianca Berlinguer. Disappunto stavolta giustificato, ma  a sdrammatizzare era stata la stessa giornalista, divertitissima e incapace di interrompere una spontanea risata. Una scena da Blob, che Diaco avrebbe potuto cavalcare con ironia e bonario sconforto. Invece no: “Se qualcuno generosamente va al quarto piano, se vi va, e dice che stiamo lavorando… Che bello questo studio, sono sempre pronti”.

Sarà stato il rumore dei nemici…

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