Andrea Vianello è il nuovo Bruno Vespa

No, non ci riferiamo alle qualità giornalistiche dei singoli, bensì ad una capacità che negli ultimi anni sembrava esclusiva del conduttore di Porta a Porta

Il fuoriclasse, una volta, era soltanto uno e si chiamava Bruno Vespa. Adesso però il conduttore di Porta a Porta, da 51 anni in Rai, sembra avere un rivale in prospettiva molto temibile (non ancora alla sua altezza, lo dicono i numeri!). Si chiama Andrea Vianello. No, non stiamo riferendoci alla qualità giornalistica (indiscussa, per entrambi), bensì alla capacità di promuovere in televisione il proprio libro.

Se Vespa ci ha abituati per anni a veri e propri tour de force tra novembre e dicembre, quando solitamente pubblica il suo libro (quasi sempre le anticipazioni dei contenuti diffuse con abile strategia su quotidiani, agenzie e siti sono più numerose delle pagine del volume stesso), adesso in campo pare esserci anche l'ex direttore di Rai3, ancora in cerca di incarico ufficiale nell'azienda televisiva pubblica (gli ultimi rumors lo danno vicino alla direzione di Rai News).

Dal 19 gennaio scorso ad oggi (con una pandemia che ha bloccato per molte settimane le produzioni televisive), infatti, Vianello ha partecipato ad almeno (siamo prudenti, il calcolo è grossolano ed è da considerarsi per difetto) 15 trasmissioni diverse con libro dal titolo Ogni parola che sapevo al seguito. La maggior parte delle quali in onda sulle reti Rai.

Si va dall'emozionante ritorno in tv del 19 gennaio su Raitre a Le parole della settimana, al passaggio del 7 febbraio nel 'suo' (ne ha condotto le prime edizioni) Agorà, sempre sulla terza rete. A seguire, in ordine sparso (pre e post pandemia) Vieni da me su Rai1, Tvtalk, Io e te, C'è tempo per, Quante storie, Domenica in, La vita in diretta, Da noi a ruota libera, Mi manda Rai3 (anche in questo caso un ritorno, avendolo guidato in passato in prime time) e S'è fatta notte. E poi qualche capatina alla concorrenza, da Verissimo (Canale 5) a Di Martedì e L'Aria che tira (La7).

Curiosità numeriche e ironie a parte, nel libro in questione Vianello racconta che, dopo essere stato colpito da un'ischemia cerebrale a febbraio del 2019, non riusciva più a parlare. Una vicenda drammatica fortunatamente superata, anche grazie allo straordinario lavoro dell'unità di riabilitazione della Fondazione Santa Lucia, che evidentemente è giusto che venga condivisa il più possibile, anche e soprattutto attraverso il piccolo schermo.

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