“Italiani applaudono una nera che annega”. L’assurda accusa dagli Usa a Ciao Darwin

Dagli Usa arriva l’assurda accusa di razzismo a Ciao Darwin: “Gli italiani applaudono una ragazza nera mentre affoga in una vasca”. In realtà si trattava del tradizionale gioco finale dei cilindri. L’autore Salvati ironico: “Alla fine uccidiamo tutti i concorrenti”

Prendi una porzione di un programma televisivo, estrapolala dal suo contesto e strumentalizzala, magari affiancandoci questioni decisamente più serie e delicate, come il razzismo e la misoginia. E’ accaduto a Ciao Darwin, preso di mira da David Adler, americano fondatore dell’associazione Progressive International.

Ho acceso la tv italiana – ha scritto Adler su Twitter – e ho trovato il canale Mediaset di Berlusconi che trasmetteva uno spettacolo chiamato Ciao Darwin, in cui gli italiani applaudono una straniera nera che annega in una vasca d’acqua per aver risposto male a delle domande. Il tutto viene osservato da due uomini in giacca e da una ragazza in bikini”.

In realtà si trattava semplicemente del gioco finale, che vede i concorrenti rinchiusi in cilindri che si riempiono d’acqua ad ogni risposta sbagliata, o esatta dell’avversario. Ad aggravare la percezione, totalmente fasulla, sono state le categorie in gara che vedevano sfidarsi italiani e stranieri, con questi ultimi rappresentati da una ragazza di colore.

Tante le reazioni indignate, ma anche le repliche divertite di chi ha provato a segnalare ad Adler il clamoroso abbaglio. Ha invece usato l’ironia Marco Salvati, tra gli autori del programma e storico collaboratore di Paolo Bonolis. “Sono uno degli autori dello spettacolo. Ti sei perso la parte migliore, quando uccidiamo tutti i concorrenti che hanno perso il gioco, non importa se sono bianchi o neri. I bambini a casa lo adorano”.

Nonostante la marea di spiegazioni, Adler non ha indietreggiato di un millimetro arrivando addirittura a tifare per un ingresso in trending topic dell’hashtag #ciaodarwin. L’entusiasmo per aver creato il caso dominava sul resto, insomma.

La puntata ‘incriminata’ fu trasmessa per la prima volta il 22 aprile 2016, ma è stata riproposta sabato 27 giugno. Volendo scherzare, potremmo inserire l’episodio tra le controindicazioni delle repliche, catapultate in un periodo storico dominato dall’estremizzazione del politicamente corretto, a sua volta mescolato alla campagna del ‘black lives matter’. Che in questa vicenda non c’entra proprio nulla.

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