MotherFatherSon, su Sky Atlantic il family drama che riporta in tv Richard Gere

Su Sky Atlantic debutta MotherFatherSon, miniserie in otto episodi che segna anche il ritorno in tv di Richard Gere, nei panni di un imprenditore dei media inglesi alle prese con una dura situazione familiare

[mp-video id=”1717246″ title=”MotherFatherSon, il trailer” content=”Il trailer di MotherFatherSon, la miniserie con Richard Gere nei panni del protagonista, in onda su Sky Atlantic e Now Tv dall’8 giugno 2020.” provider=”youtube” image_url=”https://i.ytimg.com/vi/kV4XEnUXF14/hqdefault.jpg” thumb_maxres=”0″ url=”https://www.youtube.com/watch?v=kV4XEnUXF14″ embed=”PGRpdiBpZD0nbXAtdmlkZW9fY29udGVudF9fMTcxNzI0NicgY2xhc3M9J21wLXZpZGVvX2NvbnRlbnQnPjxpZnJhbWUgY2xhc3M9J21wX3ZpZGVvX3RoZW1lIGlmcmFtZV9fbXBfdmlkZW9fdGhlbWUnIHNyYz0iaHR0cHM6Ly90dmJsb2cuYWRtaW4uYmxvZ28uaXQvdnAvMTcxNzI0Ni8iIGFsbG93ZnVsbHNjcmVlbj0idHJ1ZSIgd2Via2l0YWxsb3dmdWxsc2NyZWVuPSJ0cnVlIiBtb3phbGxvd2Z1bGxzY3JlZW49InRydWUiIGZyYW1lc3BhY2luZz0nMCcgc2Nyb2xsaW5nPSdubycgYm9yZGVyPScwJyBmcmFtZWJvcmRlcj0nMCcgdnNwYWNlPScwJyBoc3BhY2U9JzAnPjwvaWZyYW1lPjxzdHlsZT4jbXAtdmlkZW9fY29udGVudF9fMTcxNzI0Nntwb3NpdGlvbjogcmVsYXRpdmU7cGFkZGluZy1ib3R0b206IDU2LjI1JTtoZWlnaHQ6IDAgIWltcG9ydGFudDtvdmVyZmxvdzogaGlkZGVuO3dpZHRoOiAxMDAlICFpbXBvcnRhbnQ7fSAjbXAtdmlkZW9fY29udGVudF9fMTcxNzI0NiAuYnJpZCwgI21wLXZpZGVvX2NvbnRlbnRfXzE3MTcyNDYgaWZyYW1lIHtwb3NpdGlvbjogYWJzb2x1dGUgIWltcG9ydGFudDt0b3A6IDAgIWltcG9ydGFudDsgbGVmdDogMCAhaW1wb3J0YW50O3dpZHRoOiAxMDAlICFpbXBvcnRhbnQ7aGVpZ2h0OiAxMDAlICFpbXBvcnRhbnQ7fTwvc3R5bGU+PC9kaXY+”]

Il progetto con cui Richard Gere ha deciso di tornare in tv dopo 30 anni e che rappresenta anche il suo primo ruolo da protagonista per il piccolo schermo è un intenso dramma familiare che intreccia dinamiche private a quelle del potere mediatico e politico. Si chiama MotherFatherSon, miniserie in otto episodi in onda da questa sera, lunedì 8 giugno 2020, alle 21:15 su Sky Atlantic e su Now Tv.

Una famiglia molto complicata

A Gere, in questo racconto scritto per la Bbc Two da Tom Rob Smith (autore, tra l’altro anche di America Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace), spetta il ruolo del protagonista, ovvero Max Finch, magnate americano da tempo trasferitosi in Inghilterra, da dove dirige il suo impero mediatico. Max, nel corso della sua carriera, è passato dall’essere proprietario di quattro piccoli giornali -due in America e due nel Regno Unito- a diventare una delle persone più influenti del Paese.

Proprio in virtù di ciò, l’uomo è sempre corteggiato dalla politica e dai suoi protagonisti, che cercano di entrare nelle sue grazie e di avere il pieno appoggio da parte sua e dei suoi quotidiani. Tra questi c’è il National Reporter, storico giornale inglese in cui ha lavorato per anni la giornalista Maggie Barns (Sinéad Cusack), ora in procinto di ritirarsi.

La vita di Max, all’apparenza, sembra perfetta. Ma anche questa apparenza viene fortemente controllata, perché all’interno della sua famiglia le tensioni non sono mai mancate. Max è divorziato da tempo da Kathryn Villiers (Helen McCrory), ex giornalista che ha lasciato il lavoro per stare al suo fianco e che gli ha dato un figlio, Caden (Billy Howle).

E’ proprio intorno a Caden che ruota tutta la miniserie: il giovane, futuro erede dell’impero costruito dal padre, è stato messo costantemente sotto pressione da quest’ultimo, con le inevitabili conseguenze del caso. Anche lui è abituato a mostrare agli altri una figura determinata e sicura di sé, nascondendo tutte le insicurezze che il rapporto con il padre gli hanno causato: quando alcune sue scelte lo porteranno a subire tragiche conseguenze, Max e Kathryn dovranno ritrovarsi insieme nella stessa stanza ed affrontare passato e presente.

Sullo sfondo di queste dinamiche, non manca una componente crime, che vedrà la già citata Maggie farsi affiancare dal collega Nick Caplan (Paul Ready) per un’inchiesta che avrà a che fare proprio con Max ed il suo impero.

Tutto il gusto del drama all’inglese

I family drama, ultimamente, hanno preso una piega che cerca sempre di estrarre dai personaggi il lato buono e di cercare un lieto fine a tutti i costi. Smith, piuttosto, riporta il genere in una concezione di drama molto più accentuata, non limitandosi a giocare con le dinamiche familiari che offrono sempre ricchi spunti.

L’autore fa di più e ci mostra, oltre al mondo costruito dai tre protagonisti in quanto nucleo familiare, anche quello dentro cui vive ciascuno di loro: dal tentativo di Kathryn di rifarsi una vita, alla scrupolosa attenzione verso il lavoro di Max fino a quello lussuoso ma fragile di Caden.

Tre mondi che finiscono per entrare in collisione, creando scintille che raggiungono, tramite gli opportuni flashback, il passato dei protagonisti e che servono ad accendere la miccia per la narrazione presente. MotherFaterSon riesce così a svelare un ritratto familiare duro e crudo, disperatamente attaccato alla ricerca di un benessere che però soccombe di fronte all’impossibilità dei suoi protagonisti di trovare la pace tra di loro. Un intreccio, questo, che rende la sceneggiatura un avvincente puzzle da ricostruire fino al finale di serie.

Il ritorno in tv di Richard Gere (che però dice…)

Come detto, tra i motivi per cui MotherFatherSon merita un’occhiata c’è anche il fatto che la miniserie vede il ritorno in tv di Richard Gere. L’attore, assente dal piccolo schermo da trent’anni, ha accettato volentieri il ruolo di Max Finch.

“Uno straordinario progetto”, lo aveva definito, “con persone di talento e che tocca le corde del tempo in cui viviamo”. Ad esperienza conclusa, però, l’attore non ha trovato lo stesso entusiamo: intervistato da Radio Times, aveva ammesso la fatica di lavorare per la tv.

“Sono state riprese lunghe sei mesi, come girare quattro film indipendenti uno dietro l’altro ma con lo stesso personaggio”, aveva ammesso. “Troppo lungo, non credo che lo rifarò”.

MotherFatherSon, streaming

E’ possibile vedere MotherFatherSon in streaming su Sky Go, e sull’app per smart tv, tablet e smartphone, ma anche su Now Tv, on demand.