Trent'anni fa Italia 90. Storia di un evento che vide (anche) la televisione protagonista

L'8 giugno 1990 prese il via il Mondiale italiano. I promo lanciati con un anno di anticipo, i sorteggi trasformati in uno show, la sperimentazione dell'alta definizione in alcuni cinema e l'inaugurazione della sede di Saxa Rubra. Storia di una manifestazione che fu anche un evento televisivo

In quel Mondiale gli azzurri disputarono tutte e sette le partite, ma la settima non fu l’ambita finalissima, bensì la finalina per il terzo e quarto posto, che comunque vincemmo contro l’Inghilterra. Non bastò per eliminare la delusione cocente di chi aveva intravisto la ghiotta opportunità di tornare a vincere la competizione ad appena otto anni dall’impresa di Bearzot.

Italia 90 fu un’occasione mancata, a livello sportivo e non. La possibilità di sfruttare il traino di un evento di quelle dimensioni organizzato in casa venne soffocata dalla spaventosa lievitazione dei costi delle opere realizzate. Zone d’ombra che offuscarono le innovazioni che quel Mondiale portò con sé, accompagnate da uno spettacolo che, inevitabilmente, fu anche televisivo.

Italia 90 prese il via l’8 giugno di trent’anni fa. I diritti, così come sarebbe avvenuto anche nel 1994 e 1998, la Rai li condivise con Telemontecarlo. Il predominio di Viale Mazzini fu ad ogni modo assoluto, tanto che ancora oggi la semifinale del 3 luglio tra Italia e Argentina detiene il record di evento più visto nella storia dell’Auditel con 27.537.000 spettatori sintonizzati su Raiuno.

L’assegnazione del Mondiale avvenne nel 1984, con il battage pubblicitario che cominciò addirittura un anno prima del calcio d’inizio. “Carissimo Ciao, consolati. Tra undici mesi ce l’avremo tutti la testa nel pallone”, recitava un promo della tv di Stato. Ciao non era altro che il nome della mascotte (disegnata da Lucio Boscardin) attribuito al termine di una consultazione popolare avvenuta attraverso la schedina.

Non mancarono ovviamente gli scettici e i veri e propri allergici all’appuntamento. Come Nanni Moretti, che in pieno Festival del Cinema di Venezia (era il 1989) sentenziò: “Non mi interessa, i campionati mondiali sono un baraccone ignobile. Mi sono rotto le scatole già da ora, pensa tra un anno”.

Il 9 dicembre 1989 ci fu il sorteggio dei gruppi della prima fase della competizione. La Rai lo trasformò in un imponente show televisivo trasmesso in diretta dal palazzetto dello sport dell’Eur. A Pippo Baudo si aggiunse Sophia Loren, nelle vesti di madrina. Qui venne anche presentata la versione italiana del brano di Italia 90, Un’estate italiana, riscritto ed eseguito dal duo Bennato-Nannini. La colonna sonora originale, cantata in inglese e intitolata To be number one, era stata composta tempo prima sempre da Giorgio Moroder e venne utilizzata come sigla di apertura di tutti i programmi televisivi Rai dedicati al torneo.

Alle 17.15 dell’8 giugno il Mondiale accese ufficialmente i motori. Raidue si collegò con San Siro per la cerimonia di inaugurazione. “Stiamo partendo eh, silenzio”, si lasciò scappare Bruno Pizzul, credendo di non essere in diretta. Bennato e Nannini riproposero in playback Un’estate italiana, mentre in campo si sfidarono l’Argentina (campione uscente) e il Camerun. L’Italia esordì il giorno dopo, battendo l’Austria 1 a 0. A festeggiare davanti alle immagini di Raiuno furono in 23,939 milioni.

Italia 90 rappresentò, come detto, una svolta sul piano tecnologico. Il 5 giugno la Rai tagliò il nastro della nuova sede di Saxa Rubra. Terminato il campionato, l’impianto – chiamato ad accogliere giornalisti e media di tutto il mondo – avrebbe aperto le porte a svariati programmi.

Spostando lo sguardo sul campo, per la prima volta vennero collocati i monitor sulle postazioni della stampa. Tuttavia, l’innovazione maggiore fu quella visiva: tra l’8 giugno e l’8 luglio, la Rai proiettò in otto sale cinematografiche italiane le immagini delle partite in alta definizione. Prime volte che avrebbero spalancato le porte alla nuova era.

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