Belli di nonna, la sfida tra i fuorisede ha pregi e difetti: l'arma segreta è Nonna Rosetta

Casa Surace ha assaggiato il docureality con il pilot di una sfida di fuorisede ora su DPlay.

Lo scorso 23 marzo Nove ha trasmesso il pilot di un nuovo docureality tra fornelli e tradizione: il titolo è Belli di Nonna, la produzione è quella di Pesci Combattenti (Unti e Bisunti, Il Salone delle Meraviglie, L'Atelier delle meraviglie), i protagonisti i Casa Surace che delle tradizioni in cucina, delle porzioni abbondanti, dei prodotti tipici e delle nonne  hanno fatto l'asse portante della loro viralità social. Perché ne parliamo ora? Perché l'abbiamo recuperato su DPLay e perché un altro prodotto simile si affaccia in programmazione. E bisogna sempre avere presente i precedenti.

Il "pacco da giù" e soprattutto Nonna Rosetta sono i must dei Casa Surace, che hanno proprio nella matriarca l'arma segreta. E lo dimostrano anche in questa prima puntata di Belli di Nonna, una sfida tra fuorisede reclutati a Roma per convincere la nonna della bontà dei propri piatti e soprattutto della fedeltà agli insegnamenti degli avi.

Una sfida leggera, o almeno potrebbe esserlo: il pilot infatti pecca di una certa pesantezza nella sua costruzione, un po' come i ragù pieni d'olio della domenica. Vuole forse esagerare col sapore, ma finisce per rendere difficile la digestione. Mi riferisco a tutta la parte centrale del programma, quella che vede Ricky e Pasqui andare alla ricerca dei fuorisede per la sfida: il reclutamento, il convincimento, il recupero delle materie prime è fin troppo ridondante e toglie un po' di quello slancio che invece la presentazione aveva saputo dare e su cui il programma può contare.

Verrebbe da dire che la chiave narrativa è fin troppo fictional per un programma che sembrava voler dare spazio a una sfida di persone comuni, che resta il momento più genuino e divertente a fronte di un'estrema costruzione - anche nella confezione - nelle altre parti. Tanto - e troppo - per portare concorrenti, e soprattutto ricette e storie di famiglia, ai fornelli, salvo poi bruciare il momento clou, il piatto forte, in pochissimi minuti: uno sbilanciamento forte tra preparazione e cottura che se è l'anima stessa della ristorazione non rende però giustizia al piacere del racconto dei fuorisede, cannibalizzato dai personaggi di Ricky e Pasqui, che sembrano più al servizio del marchio 'Casa Surace' che del programma. O quantomeno che hanno bisogno di un po' più di rodaggio: un pilot resta un pilot.

L'effetto sbilanciamento è sicuramente accentuato da una narrazione ibrida, come dicevamo, che forse preme un po' troppo l'accelleratore sulla fiction e che  nella confezione pecca, per alcuni versi, nel 'riuso' di effetti video e audio che sono ormai legati a prodotti di culto come Unti e Bisunti. Per chi ha amato e seguito quel programma, il déjà-vu è servito.

Gli elementi per renderlo una chicca però ci sono tutti. Anzi alcuni ci sono già e sono davvero da videoteca: intanto Nonna Rosetta, in toto, con la sua sporta di lana e il telefono Sip anni '70 tirato fuori dalla sua borsa in stile Mary Poppins. Senza la sua fragranza i Casa Surace rischiano di offrire sempre lo stesso piatto, mentre la sua naturale teatralità è un bene irrinunciabile, per la factory stessa e per questo programma (e la forza di Nonna Rosetta si è apprezzata anche in un prodotto lontano anni luce da questo come Celebrity Hunted).

Altro ingrediente da collezione la telenovela su TeleSala, che Nonna Rosetta segue in attesa dei nipoti e che di fatto scandisce il tempo della sfida: una perla, che evidenzia tutta la cura messa nella scrittura e nella produzione. Si contesterà che apprezziamo l'elemento più costruito e fictional di tutti. Ma la sua forza metatelevisiva lo rende un unicum nel panorama di genere. Diciamo che con un elemento narrativamente così riuscito, il resto può - e deve - puntare su altro. E proprio per la cura messa in quello che potrebbe essere liquidato come un semplice raccordo, ci si aspetta che anche il resto sia 'all'altezza' di trovate così ben pensate e realizzate.

La produzione di Belli di nonna ha patito certo il lockdown: vedremo se e come Nove la riprenderà, magari per proseguire nella prossima stagione televisiva.

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