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Dirty Talk, la stand up comedy si trasferisce sui social

Prodotto da Ovolollo Factory, su Facebook, Instagram, Youtube e Tik Tok è sbarcato Dirty Talk, un format con protagonisti giovani comici che si esibiscono da casa loro

A causa delle restrizioni da coronavirus, anche gli stand up comedian italiani si sono ritrovati a vedere annullate le loro esibizioni, non solo in televisione ma soprattutto nei locali come pub e birrerie, che da qualche anno hanno iniziato a ospitare nel loro palinsesto serate di stand up comedy, non solo a Roma e Milano.

In realtà in televisione il genere non è ancora diventato mainstream come accade invece negli Stati Uniti, ma sul piccolo schermo sono stati fatti esperimenti interessanti su Comedy Central con Natural Born Comedians, Stand Up Comedy e CCN – Comedy Central News (da giugno è in arrivo la quinta edizione con Michela Giraud al posto di Saverio Raimondo), su Rai2 Battute? si è rivelato un piccolo cult con un serbatoio ragguardevole di giovani comici, mentre andando indietro nel tempo dal 2014 al 2016 Rai3 ha ospitato in seconda serata Nemico Pubblico, con protagonista il solo Giorgio Montanini. Su Netflix invece l’anno scorso hanno debuttato i comedian nostrani Saverio Raimondo, Francesco De Carlo ed Edoardo Ferrario con i loro special (i primi due sono davvero notevoli).

Con poco spazio in televisione e i locali chiusi, i comici si sono dovuti reinventare: su Youtube Saverio Raimondo ha dato vita al Covid Late Night, con ospiti anche di un certo spessore come Giancarlo Magalli e Philippe Daverio, ma c’è anche chi ha creato sui social un format non molto diverso da una serata di stand up comedy, ma fatto in casa.

Si tratta di Dirty Talk: prodotto da Ovolollo Factory, l’attore Francesco Marioni presenta cinque giovani comici che si esibiscono direttamente da casa loro, con tanto di microfono a filo in mano, proprio come in un locale. Nella prima puntata (qui il link) rilasciata oggi su Facebook, Instagram, Youtube e Tik Tok, si vedono Alessandro Cappai parlare di sexting, Yoko Yamada della quarantena con il padre giapponese e la madre bresciana, Pietro Casella del boom culinario da lockdown, Valeria Pusceddu delle lezioni universitarie a distanza e Albert Huliselan Canepa in modalità one-liner, ovvero con battute secche a tema quarantena. Il migliore sembra proprio quest’ultimo, tra l’altro penna di Lercio.

Nel complesso, il format si dimostra meritevole di attenzione in un momento in cui dovremo fare a meno degli spettacoli dal vivo per un tempo indefinito, con un cast di talenti da tenere d’occhio.